L'Avellino ai blocchi di (ri)partenza:
sarà Pericolo il nuovo direttore generale

Sabato 25 Aprile 2020 di Titti Festa
Se e quando si tornerà o meno a giocare in Lega Pro è tutto da decidere, ma qualsiasi cosa succederà in futuro è chiaro che l'Avellino targato D'Agostino dovrà essere all'altezza delle aspettative, alte, dei tifosi, e di quelle della stessa proprietà che ha rilevato il club per riportarlo nella dimensione che la storia e il blasone meritano. Il tempo passa e per farsi trovare pronti bisognerà cominciare a lavorare sin da subito. La prima cosa da costruire è la società: necessario individuare le persone che ne faranno parte, ognuno con un ruolo ben preciso e delle competenze che possano permettere di fare il salto di qualità. Sono diverse le caselle da riempire. Da quella del direttore generale a quella di diesse. Nelle aziende targate Dag c'è una regola non scritta. La famiglia viene prima di tutto, ma poi ci sono uomini e donne di cui fidarsi, professionali certo, ma anche capaci di essere collanti, punti di riferimento. Nella trattativa per il passaggio delle quote dal gruppo Circelli Izzo ad Angelo Antonio D'Agostino un ruolo fondamentale lo ha avuto Ennio Pericolo. Tifoso storico e appassionati del lupo, direttore generale di Villa Ester e della Santa Rita, ma anche amico da sempre di Angelo Antonio D'Agostino. E' lui, insieme ad altri tra cui l'imprenditore Mario Mastroberardino, che lo ha convinto a scendere di nuovo in campo, ma questa volta con un ruolo da vero protagonista. Ebbene il manager della sanità irpina potrebbe essere il nuovo digì del club biancoverde: diventando così il punto di riferimento del patron che comunque non avrebbe la possibilità di essere sempre presente, capace di fare da intermediario tra le esigenze della stampa, della squadra e dei tifosi che lui conosce benissimo essendolo fin nel midollo. I contatti telefonici sono costanti, visto il rapporto tra i due, ma alla fine della fase 1 della emergenza Covid ci sarà un incontro vero e proprio. Così come per quella data ci sarà l'atteso confronto con Salvatore di Somma. Per ora il capitano di tante battaglie resta al timone, ma come ha spiegato qualche settimana fa lo stesso Giovanni D'Agostino, sarà necessario guardarsi negli occhi per capire in che direzione andrà il futuro visto che la conoscenza è minima, non si è parlato ancora di futuri obiettivi, di budget e di politica dei giovani.

Il pallino di Angelo Antonio D'Agostino resta Pierpaolo Marino a cui l'imprenditore di Montefalcione ha fatto la prima telefonata. La risposta è stata un secco no grazie, senza nessun tipo di remora, unito alla volontà di dare comunque una mano al club biancoverde. Per Enzo De Vito lo scenario è diverso. A Parma ha un ruolo prestigioso di responsabile dello scouting, è il braccio destro di Daniele Faggiano ed è lanciatissimo oramai nel calcio che conta. Ma una proposta precisa e dettagliata da D'Agostino l'ex direttore ai tempi di Taccone non l'ha mai avuta, solo qualche chiacchiera informale al cellulare. Se arrivasse una offerta insomma non si può escludere che sarebbe se non altro presa in esame da De Vito che dentro di sé desidererebbe eccome rivedere l'Avellino in quella serie B conquistata grazie alla promozione del 2013. Tra le altre figure da definire c'è quella di Filippo Polcino, sempre più lontano da Avellino e pronto ad intraprendere una nuova avventura nel campo del marketing con una agenzia, e quella dell'avvocato Teodoro Reppucci, braccio destro di D'Agostino che potrebbe avere appunto un ruolo in società.

Questo capitolo appare più chiaro. Al di là di chi sarà il digì e il diesse, Eziolino Capuano, che ha un altro anno di contratto, sarà di nuovo sulla panchina dell'Avellino. Lo ha meritato sul campo con i risultati ottenuti, lo vuole a gran voce la piazza che ha stregato, lo desidera naturalmente lui che in Irpinia vuole aprire un ciclo. Anche in questo caso la dead line fissata non va oltre i primi dieci giorni di maggio, quando la famiglia D'Agostino comincerà, con ogni probabilità, anche ad ufficializzare le prime decisioni. L'Avellino comunque come tutti i club di Lega Pro aspetta di sapere se il campionato finirà oppure no e succederà appunto lunedì 4 maggio, quando è fissata l'assemblea. Il presidente Francesco Ghirelli ha chiarito ancora una volta la situazione, cercando di rassicurare le prime classificate in ogni girone, ovvero Monza, Vicenza e Reggina. Aspettino l'assemblea del 4, formulerà una proposta che consegnerà al Consiglio Federale che poi il 5 maggio deciderà. La mia opinione è che noi siamo a vasi comunicanti con le diverse Leghe, cioè come si sale e come si scende, e non possiamo darla vinta al virus, ma un sistema per riconoscere quello che si è fatto durante il campionato credo che sia il minimo sindacale. Comunque ritengo che anche considerando il vantaggio che hanno possono guardare avanti con fiducia. © RIPRODUZIONE RISERVATA