L'Avellino perde la testa e regala
il pareggio alla Turris

Giovedì 29 Ottobre 2020

IL CALCIO
Marco Ingino
Il tempo di arrivare in vetta, guardare tutti dall'alto verso il basso, soffrire di vertigini e precipitare giù. Complice l'autolesionismo di Maniero, 34enne capace di beccarsi un rosso come un esordiente, ma anche di una squadra che si è smarrita nel finale, l'Avellino ha sciupato la ghiotta occasione di arrivare alla sosta da capolista perché sul doppio vantaggio si è fatta agguantare nei minuti finali da una Turris mai doma. Condizionati dal Covid, penetrato in entrambi gli spogliatoio, ma anche dagli assenti per infortunio, squalifica e tesseramento effettuato in data successiva al 27 settembre quando fu sospeso il match, Braglia e Fabiano si sono ritrovati a fare i conti con due organici decimati. Sei le assenze in casa biancoverde (Luigi Silvestri, Rizzo, Fella, Ciancio, Rocchi ed Errico), addirittura nove in quella corallina (Alma, Brandi, D'Alessandro, Salazaro, D'Oriano, Giordano, Lame, Tascone e Barone). Difficoltà che non hanno impedito ai due tecnici di darsi battaglia tatticamente. Quando nel corso del riscaldamento Braglia si è accorto che la Turris aveva messo le ali al suo 4-3-3 con Giannone e Da Dalt allo scopo di prendere di infilata la difesa irpina, infatti, ha cambiato la formazione varando un inedito 4-3-1-2 con Silvestri davanti alla difesa e De Francesco a ridosso delle punte Bernardotto e Santaniello. Una vera e propria rivoluzione che la squadra ha fatto fatica a recepire. Non a caso la Turris si è inizialmente affacciata per almeno due volte in maniera minacciosa dalle parti di Forte. Al tredicesimo, complice un errore in disimpegno di un macchinoso Dossena, Pandolfi ha innescato Giannone che non ha inquadrato la porta. Quattro minuti dopo, invece, a farsi soffiare la palla al limite è stato Silvestri ma Pandolfi ha imitato alla perfezione il compagno. La reazione dei lupi è arrivata solo a metà del primo tempo grazie ad una sfuriata di Bernardotto che ha sparato sui cartelloni pubblicitari. L'ex Lanusei, però, è stato lo stesso decisivo nell'azione del vantaggio quando, al 26esimo, ha addomesticato il pallone per D'Angelo che con un destro a giro ha timbrato il palo ma, quasi con effetto carambola, ha trovato Santaniello pronto alla deviazione vincente. Un vantaggio trovato grazie alle individualità che l'Avellino ha conservato fino all'intervallo. Nella ripresa Braglia ha nuovamente cambiato il pelo tattico al suo lupo: fuori Silvestri per l'esordiente Nikolic e ritorno al 3-5-2. Un altro cambio che la squadra ha fatto nuovamente fatica ad immagazzinare perché al terzo, su lancio di Lorenzini, Pandolfi si è infilato tra Forte e Miceli. Il pallonetto del centravanti corallino ha superato il portiere ma non il capitano che ci ha messo una pezza. Nell'azione Forte ha avvertito una fitta al flessore della coscia destra ed è stato costretto a lasciare il campo a Pane. Stancamente, in venti minuti di noia in cui l'Avellino ci ha provato con Bernardotto mentre Fabiano ha inserito Persiano al posto dello sciupone Pandolfi, la partita si è trascinata fino alla mezz'ora quando, in maniera un po' casuale, l'Avellino ha trovato il raddoppio. L'onnipresente Tito da fuori area ha raccolto un pallone vagante ed esploso un sinistro senza grosse pretese che Rainone, in maniera goffa ed involontaria, ha deviato nella sua porta. Due a zero ma partita aperta immediatamente dall'autolesionista Maniero che, da poco entrato in campo, ha reagito da pivello ad una provocazione di Silvestri mollandogli un buffetto sotto gli occhi dell'arbitro. Inevitabile il rosso diretto che ha macchiato una serata trionfale e messo l'affanno ai lupi che, a cinque minuti dalla fine, hanno iniziato a soffrire di vertigini quando Da Dalt ha trovato la testa di Persiano che non ha avuto problemi a battere Pane. Quanto basta per rianimare i corallini che, al secondo del sesto minuto di recupero, hanno addirittura pareggiato con la complicità di Pane. Il portiere, su cross dell'ex Sandomenico, ha clamorosamente bucato l'uscita spalancando la porta a Romano che pareggiato i conti e scaraventato giù l'Avellino dalla vetta della classifica
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