Avellino, test stipendi
da 300mila euro per Circelli

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Marco Ingino
Dopo tante parole al vento è arrivato il momento dei fatti. Al primo appuntamento con la verità quest'oggi è chiamato a rispondere direttamente Nicola Circelli. Come promesso in sede di conferenza stampa, ma soprattutto nello spogliatoio assumendo un impegno morale con Eziolino Capuano e il gruppo, l'amministratore unico questa mattina dovrebbe firmare i bonifici preparati dal commercialista Gianni De Vita (c'è comunque tempo fino a lunedì) per saldare le spettanze ai tesserati. Poco meno di trecentomila euro la cifra a cui far fronte per il 25% a titolo personale, per un altro quarto con l'aiuto della Innovation Footbal e per l'altra metà della torta (ma solo virtualmente per adesso) con Autorino, Izzo e De Lucia. I tre soci che si sono ritirati sull'Aventino, infatti, attenderanno l'ultimo giorno utile, come da statuto, per versare il loro obolo restando in attesa dell'assemblea dei soci in cui potrebbe esserci la resa dei conti. Di conseguenza all'amministratore unico, che pure ieri ha lavorato in maniera congiunta con Filippo Polcino e Salvatore Di Somma, spetterà il compito di provvedere con una anticipazione personale.
Nel frattempo, proprio a seguito della conferenza stampa tenuta lunedì scorso da Nicola Circelli, la Commissione di Vigilanza sulle Società di calcio professionistiche ha segnalato alla procura federale il passaggio in cui l'amministratore unico ha denunciato che «i documenti prodotti da Izzo, per onorabilità e solvibilità, andrebbero verificati». Stando ai dubbi sollevati dallo stesso Circelli, il documento sarebbe privo di numero di protocollo, dati anagrafici e recherebbe la firma di una persona non preposta a farlo. Accuse rispedite al mittente da Izzo che si è detto pronto a dimostrare il contrario, in sede di indagini, onde scongiurare il deferimento che potrebbe portare, in caso di condanna e peggiore delle ipotesi, al suo inserimento nella black list dei dirigenti sportivi. Ipotesi abbastanza remota anche perché, con l'intenzione di non mollare affatto la presa e restare nel mondo del calcio, Izzo si sarebbe già adoperato per chiarire l'arcano. Altrettanto starebbero facendo in queste ore gli altri dirigenti ai quali la Commissione, di cui fanno parte Maurizio Longhi (Presidente), Marco Di Siena, Sergio Barile, Franco Paparella e Giulio Scanderbeg, ha chiesto una integrazione da presentare entro il 21 febbraio. Anche ieri, intanto, su entrambe le fazioni è proseguita la stucchevole guerra fredda che sta mandando la tifoseria sull'orlo di una crisi di nervi. In attesa di sapere chi tra i due gruppi si farà da parte, Luigi Izzo ha nuovamente incontrato i colleghi irpini con i quali aveva intenzione di proseguire la stagione. In realtà l'intenzione, a partire da Angelo Antonio D'Agostino, non sarebbe affatto tramontata. Parallelamente, oltre ad essere impegnato sul fronte stipendi, Nicola Circelli continua a tenere in caldo due imprenditori del nord che avrebbero manifestato a Filippo Polcino la loro disponibilità a rilevare le quote del gruppo Izzo. Colloqui, inoltre, sono sempre in corso pure con Nicola Di Matteo, socio della prima ora della Idc e Marcello Giavarini di Licata con un passato, burrascoso, nell'Akragas. In quest'ultimo caso, però, sarebbe stato soprattutto quest'ultimo a proporsi. A rendere ancora più cupo un quadro già nero dal punto di vista giudiziario, la procura federale aspettava ieri mattina a Roma l'ex segretario Luigi Iuppa, sottoposto al pari di Mauriello e Circelli ad indagini per «presunta vendita fittizia del club». L'ex segretario, convocato con pec inviata in società ma che lui sostiene di non aver mai ricevuto e tantomeno di essere stato avvisato, non si è presentato. Il club pure in questo caso rischia una sanzione. A questo punto c'è da chiedersi se oggi, invece, si presenterà a Roma l'ex presidente Claudio Mauriello per discutere il secondo deferimento scattato per la mancata presentazione alla Co.Vi.Soc., entro il 30 novembre 2019, dello situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2019, vicenda che portò al momentaneo blocco del mercato. Mauriello lo scorso gennaio è stato già squalificato dal Tfn per 4 mesi con ammenda di 6500 per mancata produzione dei documenti relativi alla trasformazione del club da dilettanti a professionisti.
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