Avellino-Trastevere, l'amichevole, poi i playoff

Pazienza sta lavorando per rendere Sgarbi l'uomo partita

L'Avellino
L'Avellino
di Marco Festa
Martedì 14 Maggio 2024, 09:22
4 Minuti di Lettura

Sgarbi si fa in quattro per l'Avellino. Dopo aver immediatamente ribaltato le gerarchie iniziali, svincolandosi dal ruolo di alternativa designata per recitare quello di protagonista, a tratti assoluto, Pazienza sta lavorando come un sarto scrupoloso per cucirgli addosso una tuta mimetica e renderlo l'uomo in più nei playoff. Taglio e cucito, per realizzare l'aggiusto funzionale a fare un figurone.

D'altronde la stoffa c'è. Semmai ce ne fosse bisogno lo ricordano i 7 gol e 15 assist che Sgarbi ha messo a referto in 34 presenze in campionato: i suoi numeri, collezionati giocando sul velluto. Sgarbi parte dalla sua conclamata efficacia da seconda punta: dove potrebbe essere schierato anche oggi pomeriggio in occasione dell'amichevole contro il Trastevere, è stato utilizzato sabato scorso contro la Primavera e nel secondo tempo del test in famiglia di una settimana fa.

Nel consolidato scenario tattico del 3-5-2, considerando eresia calcistica semplicemente pensare di fare a meno di Patierno, ci sarebbe, però, da rinunciare a Gori per rivederlo titolare là davanti. Un ritorno al passato da ponderare con grande attenzione, dato che è oggettivo che il finale in crescendo dell'Avellino è coinciso con l'utilizzo con continuità del tandem Patierno-Gori.Il fattore sorpresa è, inoltre, svanito da tempo tra continui raddoppi di marcatura ed attenzioni “speciali” riservate dagli avversari, ormai consapevoli del valore di Sgarbi.

Non resta che ingegnarsi e la ricerca di soluzioni per garantire alla squadra solidità e la presenza del gioiello prestato dal Napoli senza rinunciare a Gori non è di certo questione degli ultimi giorni o settimane. E si torna a Pazienza, che contro il Benevento si è inventato Sgarbi mezzala offensiva. Mossa vincente, ma un'opzione sostenibile più a gara in corso che dall'inizio per evitare di sbilanciarsi e avere maglie più larghe tra cui infilarsi.
Sgarbi potrebbe tornare utile pure da quinto, al posto di Ricciardi o Liotti.

Lì ci già giocato dal primo minuto in trasferta contro il Brindisi e in casa contro il Giugliano; fu devastante in corso d'opera contro il Monterosi, ma, c'è un altro ma. Anzi, un paio: i cursori di fascia sono in grande condizione; Llano e Tito gli permettono di avere le spalle più che coperte, Dunque, è ancora una volta più verosimile che la terza versione di Sgarbi, largo sulla fascia, possa essere adottata “work in progress” più che al “pronti, via”. Come far coesistere, allora, Sgarbi, Gori e Patierno? La risposta potrebbe essere il 4-3-1-2 con Sgarbi trequartista. Il modulo e Sgarbi in quel ruolo sono stati provati nelle due sgambature pre-playoff mandate in archivio; c'è Russo come possibile cambio dietro alle punte e l'assetto sembra il più adatto per preservare la quota equilibrio nell'economia dello sviluppo del gioco.

Il giusto compromesso per evitare di perdere le giuste distanze privilegiando una trazione ultra offensiva, che aumenterebbe il rischio di farsi prendere d'infilata. «Al di là della zona di campo dove gioca Sgarbi deve mantenere le sue caratteristiche. Nello stretto deve giocare in maniera più veloce ma, a prescindere, la sua presenza attrae i difensori avversari. Per noi può essere importante» ha spiegato Pazienza nel penultimo post-gara. Si vedrà, ma l'Avellino non si è certo seduto sulla sua pur solida identità, consapevole che ora più che mai conta, e conterà, saper essere più squadre nella stessa partita; all'occorrenza.

Video

Lo richiede la formula dei playoff: partite senza un domani in cui bisogna essere pronti a tutto. Seconda punta, mezzala offensiva, quinto di centrocampo e trequartista: Sgarbi continua a scoprire sfumature del suo potenziale. Classe da mettere al servizio di un lupo chiamato a trasformarsi in un camaleonte per adeguarsi a ogni possibile circostanza nella giungla di insidie da attraversare per arrivare a piantare la bandiera biancoverde sulla vetta della B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA