Avellino, De Vena: «Basta pallone,
il prossimo anno mi ritiro»

Venerdì 8 Maggio 2020 di Titti Festa
Del bomber ha poco o nulla. Niente tatuaggi vistosi, niente esultanze da superuomo, niente capelli all'ultimo grido. Alessandro De Vena è il classico ragazzo della porta accanto, l'amico sul quale poter sempre contare, il marito modello. Sarà per questa aria da bravo ragazzo, per i valori che la vita gli ha insegnato, per il bisogno di nuove sfide che ha deciso di dire basta. Basta con gli allenamenti, i ritiri, i viaggi, le amarezze per una sconfitta o le gioie per una vittoria. Il calcio fa parte del passato, nonostante avrebbe potuto eccome continuare. Ha solo 28 anni e un talento che gli ha permesso di segnare tanto e di lasciare il segno ovunque sia stato: a Trieste come ad Aversa, Andria o Melfi, senza dimenticare Lucca o Caserta. Ad Avellino però ha vissuto la sua migliore stagione con 20 gol in 36 partite. Ora è tutto alle spalle.
La quarantena per l'emergenza Covid 19 lo ha fatto riflettere ed alla fine ha preso una decisione che in realtà stava già maturando da un po' di tempo. L'anno prossimo non giocherò più. Non mi diverto come prima, spiega l'attaccante napoletano non sento gli stimoli giusti e tante cose del mondo del calcio non mi piacciono. Mi sono stancato e per questo se tornerò a fare una partita lo farò con i miei amici, senza obiettivi particolari se non quello di passare un po' di tempo insieme. In che direzione andrà il suo futuro? Mio padre ha una azienda di import export e penso di andare a lavorare con lui, almeno questa è una prima considerazione che ho fatto. Ripeto negli ultimi anni, complice anche la mia fede in Dio che mi ha aiutato a dare il giusto peso agli eventi della mia vita, ho capito che il calcio non è più la mia priorità, ma lo sono la mia famiglia ed altre cose.
Guardando al passato con che occhi guarda l'Avellino? Con grande emozione e piacere. Ricordo tutto della scorsa stagione, non solo perché è stata la migliore per me sotto il profilo realizzativo, ma anche perché abbiamo vinto un campionato nonostante tante difficoltà, riuscendo a chiuderci a riccio, a ritrovare unità di gruppo ed alla fine a conquistare un obiettivo che sembrava perso e lontano come quello della Lega Pro. La domenica di Rieti e il Lanusei battuto nello spareggio, sotto il diluvio sono un ricordo ancora vivo. E' stato un giorno incredibile, di quelli difficili da descrivere. Per l'atmosfera, per quello che c'era in palio, per i tifosi che alla fine ci hanno sommerso con il loro affetto. Penso di aver segnato diverse reti belle però quella con la Lupa Roma, tiro a volo su cross di Matute, la ritengo la più bella di tutte. Il pubblico poi è impressionante. Vive in funzione dell'Avellino, la sente come una fede, la difende sempre e comunque. Continuare a seguire i lupi è inevitabile.
Quest'anno la squadra di Capuano continua De Vena è stata protagonista di una risalita eccezionale. Non è facile cambiare società, presidenti, direttori e rimanere concentrati e sereni. Noi calciatori siamo professionisti ma pur sempre dei ragazzi che comunque assorbono quello che succede all'esterno. Faccio a tutti i miei complimenti, prima di tutto a Capuano che è riuscito comunque ad isolare il gruppo e a permettergli di pensare solo al lavoro quotidiano. Ora con D'Agostino si apre un nuovo ciclo fatto di serenità e solidità economica. In quel gruppo c'è un certo Fabiano Parisi che De Vena conosce benissimo. Fabiano conclude il bomber ora al Savoia è un ragazzo che lavora con passione e amore per il calcio. E' cresciuto tanto e continuerà a farlo perché ha talento e qualità importanti. Gli auguro di divertirsi sempre e di fare questo lavoro sempre con l'entusiasmo che lo accompagna ora.
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