Avellino, il direttore sportivo Di Somma:
«Il mio futuro? Decide D'Agostino»

Sabato 11 Aprile 2020 di Titti Festa
Non nasconde la paura. Anche se da giocatore non ne ha mai avuta. Ma questa non è una partita di calcio e il Coronavirus è un avversario disonesto perché invisibile. Contro di lui non possiamo sempre difenderci. Salvatore Di Somma è a Castellammare in quarantena. Racconta le sue emozioni di uomo, prima che di direttore sportivo. Almeno dal mio balcone vedo il mare e questo mi aiuta tanto, mi rilassa e dà forza. Il tempo non passa mai, soprattutto per chi è abituato ad averne poco libero a disposizione. Ne approfitto per vedere partite e video che mi manda Cristian Broccoleri, un osservatore molto bravo e di grande talento capace di scovare giovani di prospettiva, in qualsiasi parte d'Italia. Lavora con me dai tempi della Juve Stabia, una vera garanzia.
Ne ha già individuato qualcuno per la prossima stagione? Diversi, ma non so quale sarà il mio futuro svela il direttore sportivo dei lupi - e se resterò ad Avellino. Ho un ottimo rapporto con Angelo Antonio D'Agostino: ogni giorno mi sento al telefono con lui e con suo figlio Giovanni. Il confronto è franco e sincero: credo parleremo di persona a breve, per definire se continuare o meno insieme. Inutile dire che ne sarei fiero, orgoglioso ed onorato. L'Avellino resta in cima alla lista delle mie priorità: rimanere vorrebbe dire che il mio sogno continua, se dovessi andare via mi dispiacerebbe ma come si dice in questi casi? Amici come prima. Intanto il presente è tutto da scrivere. Se si tornerà in campo o meno lo si capirà dopo l'assemblea del prossimo 14 aprile, ma Di Somma ha una idea ben precisa. Per me no. La situazione è drammatica. I tempi sono troppo ristretti e i costi da sostenere altissimi, ci possono riuscire, forse, i club di serie A non certo quelli di Lega Pro considerati i test e i tamponi ai quali dovranno essere sottoposti i calciatori. Nei giorni scorsi ho parlato con il nostro medico sociale, il dottore Esposito. Anche lui mi ha detto che tornare in campo sarà molto, molto complicato. In quarantena i bilanci sono inevitabili. Il direttore sportivo promuove e pieni voti il suo Avellino. Abbiamo chiuso il girone di andata sesti, dopo la partita con la Ternana, prima dello stop, eravamo decimi. Un bel risultato per una squadra costruita in tempi record, con fatica e pochi soldi. Se non avessimo perso per strada Charpentier e Silvestri sono sicuro che avremmo avuto un piazzamento migliore, però mi ritengo più che soddisfatto. Chiedersi come, in caso di play off, si comporterebbe la squadra di Capuano è spontaneo. Potrebbe succedere di tutto, mi ricordo la mia esperienza con la Juve Stabia. Ci qualificammo ultimi nella griglia ed andammo in serie B. Non oso immaginare cosa sarebbe capace di combinare Capuano nel caso di promozione. E non sarebbe il solo. Guardare al passato è inevitabile ed anche analizzare i propri errori. Senza nulla togliere sottolinea Di Somma a Ignoffo che comunque ringrazio, ritengo che ad inizio stagione avrei già dovuto prendere Capuano. Allora serviva un allenatore di carisma, esperienza e con grandi motivazioni. Ecco, se potessi tornare indietro punterei subito di lui. Rimarrà il tecnico ad Avellino? Deciderà D'Agostino naturalmente, ma credo proprio di sì. Al di là del contratto, ha meritato la riconferma ampiamente sul campo con il lavoro ed i risultati. La rosa futura è tutta da rifare intanto, perché tranne Parisi e Ferretti sono tutti a scadenza. Una cosa è certa. Al di là di Di Somma o no, la prossima stagione va programmata già a fine mese e questo Angelo D'Agostino lo sa molto bene. Il presidente vuole puntare sui giovani: molte società si sono già mosse per averli a disposizione. L'Avellino non starà a guardare, ma ripeto bisogna cominciare a lavorare. Puntando soprattutto sui talenti Made in Italy. L'estate scorsa non fu possibile perché il ritardo era notevole i ragazzi interessanti dei settori giovanili erano andati tutti via. Però su alcuni, vedi Micovschi o Illanes, sono riuscito a risparmiare su una parte importante dell'ingaggio, pagata dai club di appartenenza. Non è poco.
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA