Avellino, il manager di Charpentier:
«Piace a tanti ma può restare»

Giovedì 16 Aprile 2020 di Marco Ingino
Gli manca il contatto con il campo di calcio, il rapporto con i compagni dello spogliatoio, ma soprattutto l'ebbrezza che si prova quando si segna un gol. La quarantena di Gabriel Charpentier è fatta di sogni e aspettative che gli fanno compagnia nella solitudine della sua residenza al Country di Picarelli dove, a non molta distanza, alloggiano anche una decina di compagni di squadra e alcuni componenti dello staff tecnico. Un'oasi di pace in cui però Charpentier e i suoi compagni possono sfruttare solo pochi spazi per la chiusura di palestre e campi di calcio. Tra qualche corsa nel viale e un angolo della sua stanza arredata con attrezzi per la pesistica, il francese sta così provando a portare avanti il suo piano di recupero dopo l'intervento al crociato effettuato lo scorso 15 gennaio, ad un mese esatto dall'entrata a kamikaze che il difensore della Sicula Leonzio gli fece da dietro al Partenio-Lombardi togliendolo, di fatto, dalla scena della Lega Pro. Quella stessa scena su cui, in cuor suo, Gabriel Charpentier spera di potersi riaffacciare nuovamente con la maglia dell'Avellino. Ciò che fino ad un mese fa appariva impossibile, infatti, adesso potrebbe concretizzarsi con un'appendice alla stagione, che qualcuno ipotizza addirittura fino al mese di agosto, o con una conferma per il prossimo campionato. Ad auspicare una delle due soluzioni sono soprattutto i tifosi che negli ultimi giorni hanno inondato di domande il suo profilo Instagram. Collegato spesso ai social, come del resto la maggior parte dei ventenni, Charpentier ha risposto con entusiasmo arrivando ad ipotizzare un recupero completo in due o al massimo tre mesi, ma ha anche tenuto aperta la porta ad una possibile permanenza in una città che gli sta dando tanto. Quello sul futuro, in fondo, è un discorso che inizia a non essere più prematuro anche perché i 1.120 minuti giocati in quindici partite di Lega Pro, disputate tra settembre e dicembre con la ciliegina di sei reti d'autore, hanno inevitabilmente acceso sui di lui l'attenzione di tante squadre con in testa Salernitana, Pescara e Venezia, club di B con cui il suo agente Giuseppe Cannella ha spesso realizzato affari. Senza quel delicato infortunio al crociato il salto di categoria sarebbe stato praticamente scontato. Adesso, anche se il suo agente non lo dice, è chiaro che in tanti aspetteranno il suo completo recupero: Gabriel - ha commentato ieri Cannella- oltre ad essere un mio assistito è un ragazzo al quale voglio bene anche perché, essendo solo in Italia, è sotto la mia tutela. Lo sento più volte al giorno e devo dire che sta apprezzando molto il lavoro di supporto che gli stanno dando medici e fisioterapisti dell'Avellino. Pure io non posso fare a meno che ringraziarli per la professionalità e l'attenzione che gli stanno mostrando. Avesse avuto a disposizione un campo e una palestra, ma di questi tempi è impossibile, il suo recupero sarebbe stato sicuramente più celere ma non disperiamo. E' un ragazzo di 20 anni, che si sta impegnando al massimo, e tornerà più forte di prima. Contrariamente al passato, complice pure l'avvento della nuova società, Giuseppe Cannella non ha chiuso la porta ad una possibile permanenza dell'attaccante transitato per la Lettonia: Ipoteticamente - ha detto - Gabriel potrebbe già firmare per qualcuna delle società che si è interessata a lui perché il suo cartellino non è dell'Avellino. Alla squadra biancoverde, all'ambiente e ai tifosi, però, è particolarmente legato per cui diciamo che è un'ipotesi che resta in piedi.
SI STUDIA IL CRITERIO
La Lega Pro, a differenza di quanto stanno facendo in serie A e B, continua a guardare con scetticismo ad una eventuale ripresa del campionato malgrado ieri il presidente Gabriele Gravina abbia comunicato le linee guida ipotizzando la ripresa pure in C. Di conseguenza in questa fase il dibattito si sta sviluppando soprattutto intorno al criterio da adottare per decretare promozioni ed eventuali retrocessioni. A tal proposito il ds della Reggina capolista del girone C, Massimo Taibi, ha sgombrato il campo da equivoci: I nostri calciatori - ha detto- non vedono l'ora di tornare a giocare perché intendono completare lo straordinario percorso interrotto l'otto marzo. Se non sarà possibile, Reggina, Monza e Vicenza dovranno essere ugualmente promosse. Non ci sono altre strade, il resto è fatto solo di chiacchiere. E' chiaro che per noi inizierebbe un nuovo mini-torneo con tante incognite dal punto di vista fisico. Ma è un problema che si presenterà anche per gli altri. Fortunatamente le giornate che mancano alla fine sono 8 e il vantaggio sul Bari è notevole. Scettico sulla possibile ripresa degli allenamenti per il 4 maggio, invece, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: I club di C - ha detto a Radio Selene- salvo rarissime eccezioni, non possiedono centri sportivi di proprietà o strutture esclusive per lavorare».
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