Avellino, Celjak: «Pari meritato
ora pensiamo a salvarci»

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Marco Ingino
Incollato costantemente al telefono, Eziolino Capuano ha seguito la partita nel settore riservato ai 61 tifosi, molti di loro residenti in Puglia, che non hanno aderito allo sciopero degli ultrà. Da allenatore- ultrà, il tecnico di Pescopagano non ha smesso un attimo di salire e scendere i tre gradoni del Giovanni Paolo II quasi volesse seguire l'azione dei suoi ragazzi passo dopo passo.
Come ammesso dallo stesso Vedran Celjak nel dopo partita, qualche urlo dell'allenatore si è avvertito pure in campo. «La partita - ha ammesso l'esterno - il nostro allenatore la prepara bene in settimana illustrandoci tutto pure sull'avversario. Padovano lo ha sostituito alla grande, ma non posso nascondere che Capuano, a pochi centimetri dalla linea, è un martello che non ci lascia un attimo in pace». Parole proferite con il sorriso sulle labbra grazie al pareggio realizzato da Di Paolantonio, in due tempi, dal dischetto. Poco prima, però, proprio per un rigore non concesso su Celjak, per un contatto con Caporale, lo stesso croato aveva protestato vivacemente: «Era nettissimo - ha esclamato in sala stampa - Sono arrivato per primo sul pallone, l'ho protetto e ho sentito che il difensore mi ha agganciato in maniera forte. Forse l'arbitro non era piazzato bene. Per fortuna abbiamo rimediato. Sarebbe stata una beffa perché abbiamo meritato ampiamente almeno il pari».
Un risultato che è arrivato pure grazie alla spinta di Celjak, spostato nella ripresa dalla difesa alla corsia laterale: «Mi sono trovato bene - ha detto l'ex Sambenedettese- anche perché non è la prima volta che resto bloccato sulla linea difensiva. Da terzino a quattro o da braccetto di destra, come lo chiama il mister, cambia poco. L'importante è rendersi utile alla causa di questa squadra che vive alla giornata. Per adesso conquistiamo la salvezza. Poi chissà...».
Il chissà, a differenza di quanto dichiarato in maniera diplomatica da Giuseppe Padovano, si lega a filo doppio con le vicende societarie. Celjak, nel dopo partita, non ha nascosto che gli piacerebbe registrare pure un po' di pace dietro le scrivanie: «Pensiamo a giocare - ha ammesso - ma non posso nascondere che, magari nel giorno di riposo, diamo un'occhiata e cerchiamo di informarci. È impossibile non percepire cosa si respira intorno a noi pure perché vedo i tifosi preoccupati. Oggi mi è dispiaciuto non averli visti al nostro fianco. Erano in pochi ma penso abbiamo apprezzato il nostro impegno».
Ai tifosi è stato rivolto pure il primo pensiero di Giuseppe Padovano che, a pochi passi dalla sua Taranto e con il figlio che milita nelle giovanili del Francavilla, si è tolto una bella soddisfazione: «Credetemi - ha esordito sorridendo - oggi avrei detto che avremmo meritato la vittoria pure in caso di sconfitta. Nel primo tempo abbiamo comandato il gioco e avremmo meritato di passare in vantaggio. Nel complesso, fatta eccezione per una quindicina minuti della ripresa, in campo ho visto una sola squadra». Pur migliorando nella manovra, tuttavia, il trapianto dei nuovi acquisti sta facendo registrare qualche crisi di rigetto: «Ci vuole e vi chiedo pazienza - si è affrettato a chiarire il sostituto di Padovano. Se andate a vedere quanto hanno giocato nel girone di andata i calciatori che abbiamo preso vi accorgerete che solo Pozzebon, probabilmente, può contare più di quindici presenze. Per il resto partendo da Dini, passando per Izzillo e Sandomenico sono tutti calciatori che hanno bisogno di riacquistare la condizione e, contemporaneamente, acquisire i codici del nostro gioco».
All'atto pratico, comunque, le prospettive del sostituto di Capuano non possono che essere positive: «Restiamo sempre concentrati sull'obiettivo salvezza - ha concluso- anche perché è quello che ci è stato chiesto ma è chiaro che un'occhiata davanti la diamo. Oggi la sconfitta della Cavese, a due punti dall'Avellino, un po' mi sorprende perché la squadra di Campilongo attraversa un buon momento. Domenica per noi sarà una battaglia che affronteremo per vincere senza pensare che potrebbe consentirci di tornare in zona playoff».
Fin qui la gioia dello spogliatoio irpino che ha fatto da contraltare alla delusione di quello pugliese: «A pochi secondi dalla fine - ha detto il tecnico in seconda Maximiliano Ginoboli- fa male perdere due punti che potevano significare moltissimo. Pazienza».
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