Avellino, intesa obbligata
tra Izzo e Circelli

Martedì 4 Febbraio 2020 di Titti Festa
Le prossime ore saranno decisive per il futuro dell'Us Avellino 1912. Prima di tutto perché le scadenze si fanno sempre più vicine e non è possibile perdere altro tempo, poi perché sia Luigi Izzo che Nicola Circelli hanno capito che ritardare la resa dei conti potrebbe essere controproducente, in termini di immagine (in realtà già notevolmente danneggiata ndr) del club biancoverde, di rapporti con i tifosi, diventati già incandescenti nonostante siano passati solo due mesi dall'acquisto, ed in termini di rischio economico patrimoniale perché una scadenza non rispettata potrebbe portare ad una penalizzazione, che varia a seconda della gravità.
Dunque nelle prossime ore, al massimo entro la giornata di oggi, Luigi Izzo e Nicola Circelli saranno inevitabilmente chiamati a incontrarsi, de visu o attraverso emissari, per trovare finalmente una soluzione destinata a mettere fine ad una ridicola guerra fredda che sta facendo solo il male del club: a Bisceglie il presidente non si è presentato lanciando un altro segnale al suo vice Circelli che in tribuna si è tenuto a debita distanza da Martone. Altro particolare che lascia presagire un confronto tra i professionisti, ovvero avvocati e commercialisti delle parti, più che tra i due imprenditori veri e propri visto che i rapporti tra i due oramai sono inesistenti e caldissimi. Non a caso proprio i legali Edoardo Chiacchio e Luigi Petrillo sono ieri mattina stati chiari con entrambi: bisogna chiudere quanto prima la partita perché la Covisoc non aspetta di certo. E' vero che la deadline è fissata per il 7 febbraio, ovvero venerdì, ma per fare alcuni passaggi e cambiamenti è necessario muoversi con anticipo. Per esempio per quanto riguarda Sabatino Autorino, la cui posizione resta ancora in bilico, si sta optando per un escamotage. Le quote che detiene Autorino sono pari al 12,5 per cento, ebbene scendendo al 9 per cento non sono previste più tutte le garanzie bancarie richieste dall'organismo di controllo: l'idea è quella di cedere a Izzo le quote in più (ma serve un regolare atto davanti al notaio) e superare così l'ostacolo. Discorso diverso per Circelli e per Cusano: per i due soci al 25 per cento, nonostante l'amministratore delegato continui a negare, mancherebbero alcuni documenti che si riferiscono alla onorabilità bancaria (vedi certificati anti mafia e non solo ndr), oltre a quelli di solvibilità e solidità economica.
Oltre alla Covisoc ci sono poi gli stipendi da pagare. La cifra è impegnativa: 290mila euro, sono inclusi anche i contributi, per i tesserati e dipendenti. La somma va saldata entro il 16 febbraio, in realtà anche tre giorni prima, considerato che ci sono le operazioni tecniche dei bonifici da fare. E' necessario dunque un aumento di capitale: da realizzare attraverso la convocazione dell'assemblea dei soci otto giorni prima, anche se all'appello manca ancora il cda con le cariche ancora da ufficializzare. In caso di mancato pagamento c'è una penalizzazione che varia dai due ai quattro punti, meglio ricordarlo sempre. Così come non va dimenticato che nello stesso periodo arriverà la seconda rata della Sidigas, per il momento rimandata visti i conti ancora aperti e i debiti fuori bilancio da verificare. Prima o poi comunque andrà onorata e serviranno altri soldi. Ma non finisce qui. Ieri la commissione accordi economici ha emesso la sentenza per il mancato pagamento di una mensilità, giugno scorso, nei confronti di quattro calciatori che hanno indossato la maglia biancoverde lo scorso anno. Si tratta di Capitanio, Ciotola, Lagomarsini e Dondoni. L'Avellino ha un mese per presentare ricorso se gli ex tesserati hanno chiesto più di quanto in realtà gli spetta. Anche qui la penalizzazione, dovesse non essere rispettata la sentenza, sarebbe rischiosa con un punto per ogni calciatore non soddisfatto. Insomma, il tempo delle strategie e delle tattiche societarie, è praticamente agli sgoccioli. Entro stasera se Izzo e Circelli non troveranno la soluzione ai loro problemi, l'Avellino rischia seriamente di incorrere in penalizzazione e la Idc addirittura di vedersi bocciare l'atto di acquisto dalla Covisoc. Cui prodest?
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