Casertana, il rammarico di Ginestra:
«Più applausi e meno fischi»

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Armando Serpe
Una Casertana approssimativa e molto poco lucida negli ultimi quindici metri impatta per 0-0 contro il Bisceglie. Un risultato che non ha certo accontentato il pubblico presente con il tabù vittoria che tra le mura amiche dura da ben sessantatrè giorni, in casa addirittura ottantaquattro. La squadra continua così il lungo digiuno e resta impantanata nelle retrovie della classifica.
L'ANGUSTIA
Il primo a presentarsi in sala stampa è stato Antonio Zito che è stato piuttosto duro nel commentare il pareggio: «Ci abbiamo provato fino all'ultimo ma intorno a noi percepiamo molta negatività. Ci sono molti giovani in rosa che hanno bisogno di essere incitati e sostenuti. I fischi dei distinti? I tifosi sono scontenti ed è giusto ma chiedo di starci vicino perché il momento è quello che è. Anche oggi ci siamo impegnati al massimo, le abbiamo provate tutte, ma il calcio è anche questo. Ci sono episodi negativi che poi condizionano le partite ma anche oggi come ogni domenica ci siamo impegnati fino all'ultimo istante di gara. C'è anche da dire che è difficile giocare su un manto erboso del genere, non è un alibi e non ne voglio cercare però vi assicuro che è complicato. Abbiamo potuto giocare solo i primi dieci minuti con palla a terra poi solo palla alta. Questo significa che giocare su questo campo è difficile. In fin dei conti la classifica è cambiata poco e considero il bicchiere mezzo pieno».
IL TECNICO
Poi è stata la volta dell'allenatore Ciro Ginestra che analizza il risultato esaltando la prova e determinazione dei suoi: «Abbiamo disputato una discreta partita con molte occasioni per fare gol. Non siamo riusciti a concludere quanto creato e non basta non subire tiri in porta per vincere. Anche oggi come in altre occasioni il nostro portiere è stato inoperoso. Peccato perché le chance per sbloccarla le abbiamo avute, una su tutte quella con Starita che avrebbe potuto cambiare totalmente volto all'incontro. Abbiamo giocato novanta minuti nella loro porta ma non è bastato».
I PUNTI
I tre punti che non arrivano, una insoddisfazione della tifoseria indispettiscono l'allenatore che replica: «Quando lavori per vincere e non lo fai diventa tutto più difficile. Ai ragazzi ho detto prima della partita di giocare, divertirsi senza pensare al risultato. Non dobbiamo avere l'ossessione della vittoria perché poi ci condiziona. L'impegno, aggressività e voglia di vincere ci sono stati. Alla fine ho inserito anche Corado per provare a sbloccarla ma non è andata bene. Non so cosa altro avremmo potuto fare. Voglio però dire una cosa ai tifosi: quando vinci sei bravo quando perdi stai zitto. Noi stiamo zitti lavoriamo e continuo a ripetere che alla fine ci salviamo. Però i fischi dell'intervallo non aiutano, così come quelli al triplice fischio. Servirebbe maggiore ottimismo da parte di tutti perché il periodo è negativo solo sotto l'aspetto dei risultati perché come prestazioni non ci possiamo lamentare. Voglio anche ricordare che dobbiamo salvarci, se qualcuno pensava altro si sbagliava. Bisogna uscire da questo momento tutti insieme evitando fischi e contestazioni. I tifosi di casa che insultano l' allenatore e i collaboratori, per me questo non è calcio. Una cosa del genere in altre piazze non accade. Per me non ci sono problemi perché ho esperienza e spalle larghe, ma se massacrano i ragazzini poi entrano in campo condizionati e non va bene. Invito tutti a supportarci perché insieme possiamo raggiungere il traguardo».
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