Il grande flop in Coppa Italia:
vince Catanzaro, Casertana fuori

Giovedì 28 Novembre 2019 di Giuseppe Nuzzo
Il pensiero al campionato ha prevalso, come è giusto che sia in una fase così delicata ed in un momento in cui l'infermeria è sempre più o meno piena.
Nonostante i proclami di onorare la competizione e di rendere la vita difficile al Catanzaro, alla fine la Casertana ha scelto di salvaguardare gli interessi del campionato e al Ceravolo è andata in scena una gara che dopo dieci minuti aveva già indirizzato la qualificazione ai quarti di finale sui binari giallorossi. Una doppietta di Fischnaller in avvio di match ha deciso l'ottavo fra aquile e falchetti, premiando la squadra di Grassadonia che al prossimo turno troverà il Catania (gli etnei hanno vinto a Potenza per 2-1 dopo una mattinata surreale per l'aggressione all'ad dimissionario Lo Monaco e la minaccia di non scendere in campo). La differenza sta tutta qui: le seconde linee del Catanzaro sono di un livello superiore rispetto a quelle della Casertana, presentatasi in Calabria con otto undicesimi diversi rispetto alla gara di campionato col Catania di tre giorni prima. Gli unici reduci sono Adamo, Laaribi ed Origlia, mentre la sfilza dei giocatori rimasti a Caserta ad allenarsi neppure si conta. Oltre agli infortunati Rainone, Lezzi, Cavallini e Castaldo, hanno preparato in sede il derby con la Paganese i vari Silva, Caldore, D'Angelo, Santoro, Crispino, Longo, Zito e Floro Flores. Va da sé che i valori in campo, per i campani, non potevano essere di certo quelli reali. Eppure sarebbe curioso capire come si sarebbe svolta la partita senza l'inizio choc di Laaribi e compagni che ha consegnato l'accesso ai quarti al Catanzaro.

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Soprattutto come sarebbe andata senza l'avvio tattico con l'inedito 4-4-2 voluto da Ginestra. Uno schieramento mal assimilato dai rossoblù, che hanno concesso campo e spazi a profusione alla squadra di Grassadonia. Il Catanzaro ha colpito subito e due volte con Fischnaller, che ha sfruttato altrettante incertezze rispettivamente di Ciriello e Clemente superando Zivkovic. Intorno al quarto d'ora addirittura i giallorossi avrebbero potuto triplicare, con Urso e Giannone che ci hanno provato dal limite senza inquadrare lo specchio per pochi centimetri. E così è iniziata la seconda partita, quella in cui la Casertana ha comunque creato col contagocce ma ha rischiato sicuramente di meno rispetto all'inizio del match. Il passaggio al più noto (anche per i giocatori) 3-5-2 ha reso maggiormente sicura la squadra che si è affacciata dalle parti di Adamonis con Adamo e Laaribi, il quale ha costretto il portiere lituano alla prima parata alla mezz'ora. Ben più impegnativo l'intervento dell'estremo difensore del Catanzaro al 35', quando con un guizzo felino ha negato che il pallone toccato in mischia da Ciriello riaprisse la partita.
È stata questa l'occasione più ghiotta di tutti i 90' per la Casertana, che ha rischiato di incassare il 3-0 con Nicoletti alla fine del primo tempo ed ancora in apertura di ripresa col solito Fischnaller. Dopo aver dato spazio al terzo portiere Galluzzo nel secondo tempo, nel finale di match Ginestra fa debuttare anche i 17enni Allegretta, Petito e Gambino. Il Catanzaro abbassa i ritmi e solo all'83' la Casertana, col neo-entrato Starita, ha un sussulto. Il suo tiro, però, viene deviato in angolo in extremis da un difensore.
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