CORONAVIRUS

Casertana, per tornare in campo
servono 150mila euro di screening

Sabato 9 Maggio 2020 di Domenico Marotta
Assemblea di Lega: Casertana con la maggioranza su quattro emendamenti. È stato il presidente Giuseppe D'Agostino a rappresentare il club di Corso Trieste nella conference call di giovedì sera. Il patron rossoblù ha partecipato limitandosi a votare le proposte di volta in volta, pare senza intervenire nelle diverse discussioni.

La Casertana, come la maggioranza delle 60 società, ha votato parere favorevole alle proposte di sospensione del campionato, di blocco di retrocessioni e ripescaggi dalla D ed di promozione di Reggina, Monza e Vicenza. D'Agostino ha espresso parere difforme rispetto a quello della maggioranza sulle modalità di assegnazione della quarta promozione. Approvato a maggioranza relativa l'emendamento che prevede come criterio il merito sportivo attraverso l'applicazione della media ponderata, la Casertana si è invece espressa insieme ad una componente minoritaria dei club (16) a favore della disputa dei playoff con l'osservanza dei tanto discussi protocolli di sicurezza igienico sanitaria da attuarsi per prevenire il Covid-19.

Prima della votazione la Lega ha sottoposto ai presidenti uno studio sui costi delle misure di prevenzione commissionato ad una società esterna. Secondo gli esperti per tornare in campo nel rispetto delle disposizioni del ministero dello sport ogni società dovrebbe spendere una cifra tra i 110 ed i 150mila euro. Soldi che servirebbero a pagare i costi di screening medico per squadre e staff (tamponi bisettimanali ed esami sierologici ogni sette giorni) ritiri separati con un uomo per camera ed altre numerose precauzioni e cifre attualmente proibitive per gran parte delle società a causa delle crisi economica. La proposta, infatti, consisteva nell'aprire le porte degli spareggi per la B solo ai club che avrebbero manifestato il loro intento a partecipare. Sul come svolgerli in concreto una domanda l'aveva fatta il presidente del Potenza Caiata ma il numero uno della Lega, Ghirelli, ha precisato che l'oggetto della discussione riguardava solo la proposta da portare alla Figc e non anche l'organizzazione concreta. Dunque, D'Agostino ha votato a favore della disputa dei playoff a quelle condizioni anche se la Casertana attualmente sarebbe fuori dalla griglia (è tredicesima al netto dei due punti di penalizzazione che quasi certamente arriveranno per il ritardo nel pagamento degli stipendi). Una scelta politica più che pratica, probabilmente, visto che le porte dei playoff si sarebbero aperte ai falchetti solo se le eventuali rinunce di almeno tre squadre (o cinque considerando la penalizzazione) che la precedono in classifica, avrebbero comportato uno scalare della graduatoria e non una cancellazione dalla griglia spareggi, cristallizzata sulla base delle partite già disputate.

In ogni caso, passato il criterio della media punti che promuoverebbe il Carpi, sono già scoppiate le prime polemiche. La Reggiana che come il Bari attualmente ha una media punti inferiore ma è seconda in classifica (il Carpi è terzo nel suo girone invece) ha già preannunciato reclamo ed anche il presidente della Figc Gravina ha espresso qualche dubbio sulla giustizia del criterio proposto dalla C per assegnare la quarta promozione. Ed è certo che anche il presidente della Lega nazionale dilettanti Sibilia si opporrà al blocco dei ripescaggi dalla D alla terza serie nazionale. Insomma, qualunque sarà la decisione finale del Consiglio federale (doveva celebrarsi ieri ma è stato rinviato sine die probabilmente in attesa di decisioni del Governo sul prosieguo o meno dei campionati) la prossima si preannuncia un'estate densa di ricorsi e contenziosi giudiziari. È l'ennesima conseguenza negativa della crisi Coronavirus e sfortunatamente non è nemmeno lontanamente associabili a quelle più gravi. Ultimo aggiornamento: 13:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA