Cavese, Santoriello chiede coesione:
«Ora lottiamo, per i giudizi c'è tempo»

Martedì 10 Novembre 2020 di Giuliano Pisciotta

Una lunga lettera ai tifosi, nella quale chiede loro massimo sostegno. Per la società, per la squadra e per lo staff tecnico.

Massimo Santoriello torna a indossare i panni del leader, 50 giorni dopo il clamoroso comunicato con cui ufficializzava le sue dimissioni, in aperta polemica con l’amministrazione comunale. Il patron esordisce a muso duro contro chi, dopo la pesante sconfitta con la Ternana, ha commentato degenerando «nell’offesa personale, nella menzogna o peggio ancora nella minaccia, come ormai, da qualche giorno, sta avvenendo sui social».

Puntualizzando che la Cavese è un club senza debiti, che avrà ancora un lungo futuro sportivo, il patron ha poi con orgoglio sottolineato che «il club può accreditarsi presso club di prima fascia per la crescita di giovani calciatori», come dimostrano i tanti prestiti provenienti da società di categorie superiori.

Santoriello non nasconde gli errori commessi nel corso della sua gestione, pur tenendo a dire che «il primo a pagarne le spese, in tutti i sensi, è stato il sottoscritto». Un ruolo fondamentale il suo, che però non invade in alcun modo il campo tecnico: «Direttore generale e direttore sportivo fanno il mercato; il mister allena e decide la formazione, senza nessun obbligo se non quello del merito, premiando chi si allena più duramente. I calciatori infine, così come abbiamo riportato dietro le nostre maglie, devono sentirsi onorati di indossare la nostra casacca e fare di tutto per onorarla».

La falsa partenza in campionato, caratterizzata soprattutto da un pesante “zero” nella casella dei punti ottenuti in casa, va cancellata, ma per farlo c’è bisogno che il pubblico faccia la sua parte, incitando «la squadra della nostra terra e non la squadra di Santoriello. Sostenendo i calciatori che vestono la nostra maglia e non i calciatori di questo o quel direttore sportivo. Sostenendo questo allenatore perché tocca a lui, oggi, guidare i nostri contro ogni avversario. Per i giudizi ci sarà tempo. Ora è il momento di tornare a lottare e, soprattutto, di tornare a vincere».

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