Jolanda in minigonna sui manifesti
e a Potenza scoppia la polemica

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Bruno Majorano
«Ecco un fulgido esempio di stereotipo di genere». Il riferimento è alla locandina di presentazione del Potenza, squadra del girone C di serie C. I simboli del club rossoblù e, accanto, l'immagine della giornalista sportiva e conduttrice televisiva casertana Jolanda De Rienzo, madrina dell'evento, a figura intera e in minigonna. L'accostamento non è piaciuto alla consigliera regionale di parità Ivana Pipponzi che in un post su Facebook - poi cancellato - ha chiesto l'immediata rimozione del manifesto al presidente della società, Salvatore Caiata. Si è così accesa una polemica.
 
Pipponzi ha rimosso il post spiegando: «La stesura della locandina non è stata il frutto di una scelta aziendale ma un mero recepimento di una foto della presentatrice, su indicazione della medesima». Il risultato è stato la conduttrice a metà busto. La polemica poteva dirsi conclusa se non fosse arrivata la risposta dell'assessore alle Pari opportunità del Comune di Potenza, Marika Padula, che ha definito l'intervento della consigliera come «censura fuori luogo. Quando leggo che chi dovrebbe difendere le pari opportunità tra uomini e donne si preoccupa di far cambiare una locandina, sulla quale appare una presentatrice in gonna, mi torna alla mente chi sosteneva che l'abbigliamento di una donna potesse essere causa di una violenza subita».

Non poteva certamente mancare la replica social della stessa De Rienzo, che nella serata di ieri ha presenziato alla presentazione del Potenza applaudita dai tanti tifosi. «La cosa mi ha ferita? Sì. Una donna che dovrebbe difendere la libertà di altre donne e la loro credibilità parla di sessismo (addirittura un consigliere) e impone il suo volere per un'innocua locandina piuttosto che combattere battaglie per le donne ben più importanti, come posti di lavoro, equità, femminicidio. Non mi sento squalificata come donna non credo di sminuire l'immagine di altre donne con una minigonna. Difendo la libertà di essere se stessi. Difendo il diritto di parola e rivendico la mia professionalità: sono anche stata cacciata da un palco qualche anno fa per questo. Difendo le donne. Ammetto di essere turbata e dispiaciuta per tutto questo. Doveva essere una festa e infatti ho ritrovato il sorriso perché il sorriso, perché non permetto a nessuno di portarmelo via. Il mio pensiero va a tutte coloro che si sentono inadeguate, osservate, offese, indicate come diverse: siate coraggiose». © RIPRODUZIONE RISERVATA