Paganese, Trapani con la linea comune
«Ma ora servono aiuti per i piccoli club»

Venerdì 8 Maggio 2020 di Danilo Sorrentino

La Serie C viaggia sempre più verso lo stop definitivo al campionato 2019/2020. Una linea che sembra accomunare le volontà di tutti i 60 club di terza serie, Paganese inclusa. La società azzurrostellata, all’Assemblea di Lega tenutasi ieri in videoconferenza, si è uniformata alle decisioni condivise dalla maggior parte delle società della Lega Pro. Il patron Raffaele Trapani ha votato per la chiusura anticipata del torneo ed il blocco di retrocessioni e ripescaggi, oltre ad essere fra quelli che hanno optato per assegnare la quarta promozione alla formazione con la miglior media punti. «Quella che è uscita dall’Assemblea è soltanto la proposta della Lega Pro – tiene a precisare il numero uno del sodalizio azzurrostellato – che poi sarà valutata dal Consiglio Federale della Figc, quando si riunirà. Era importante portare all’attenzione della Federazione una linea comune, una proposta che poi dovrà essere approvata o modificata. Ad esempio si arriverebbe a 69 squadre e secondo me sono troppe. Non è stato deciso nulla, restiamo in attesa».

Appare però chiaro che, in queste condizioni, il campionato di Serie C difficilmente possa ripartire. Per Trapani le ragioni sono molteplici. «Innanzitutto la nostra principale preoccupazione – afferma il presidente della Paganese – è la salute dei tesserati e dei dipendenti, bene da preservare sopra tutti gli altri. Va detto poi che, così come concepito ora, il protocollo sanitario della Figc è inattuabile per le società di Serie C, perché comporterebbe un esborso economico decisamente importante. Anche i medici hanno espresso le proprie perplessità a riguardo». Nel caso in cui venga ratificato lo stop al torneo da parte della Figc, si aprirebbe poi la questione relativa agli stipendi di calciatori e allenatori: «Io spero che possa essere approvata la cassa integrazione anche per i calciatori. Per le società piccole come la nostra, ma anche per i giocatori che non guadagnano stipendi da Serie A, sarebbe un toccasana», il pensiero di Trapani.

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