Avellino, la difesa è un rebus:
pressing sul Trapani per Scognamillo

Venerdì 28 Agosto 2020 di Marco Ingino
Sprofondato nella sedia a bordo campo, dove si è spesso ritrovato avvolto dal fumo del suo sigaro, Salvatore Di Somma ha ieri condotto le trattative di calciomercato direttamente dal Castagneto di Sturno.

Con Piero Braglia, che ha fatto spesso capolino dalle sue parti, il direttore sportivo stabiese ha avuto un confronto continuo intervallato solo dall'arrivo di Mirko Miceli (29). Un difensore centrale, ideale per la difesa a tre, che il tecnico biancoverde avrebbe voluto acquistare in coppia con Francesco Rapisarda (28), esterno che la Sambenedettese ha invece preferito dirottare a Trieste perché il club alabardato ha sborsato un indennizzo. Senza farne un dramma, scorrendo la lista della spesa, Di Somma è ripiombato su Angelo Corsi, 31enne svincolato del Cosenza. Il laterale, in Calabra dal 2014, non è stato ancora mollato da Stefano Trinchera. Ecco perché, prima ancora di accettare la corte dell'Avellino, ha chiesto tempo per verificare la possibilità di restare tra i lupi della Sila dove continua a scalpitare Mirko Bruccini (34). Al centrocampista spezzino dei desideri di Braglia l'Avellino ha fatto un'offerta allettante ma il Cosenza sta per adesso chiudendo la porta al trasferimento.

È invece a buon punto una trattativa last minute allacciata sull'asse Sturno-Trapani per Stefano Scognamillo, difensore centrale di 26 anni con vincolo in scadenza nel 2021. In possesso del doppio passaporto italiano e russo, è nato a San Pietroburgo, Scognamillo è adatto soprattutto nello schieramento con la difesa a quattro. In pratica l'esatto contrario di Mirko Miceli. Caratteristiche tecniche a parte, il discorso si sta incanalando sul giusto binario perché l'Avellino ha alzato addirittura a 90mila euro l'offerta (un anno con opzione sul secondo) allettando il calciatore che il Trapani, per motivi di budget, intende sbolognare.

Quella di ieri, però, è stata una giornata importante soprattutto sul fronte degli under. Con il Livorno, società dove è mutato l'assetto dirigenziale, si è aperto uno spiraglio concreto per riportare in Irpinia Agostino Rizzo, esterno classe 99 che lo scorso gennaio era stato segnalato e portato in biancoverde da Carlo Musa. Nelle cinque presenze collezionate, 4 in campionato e una nel playoff di Terni, Rizzo ha fatto intravedere quelle caratteristiche che Di Somma cerca per completare la batteria dei giovani da alternare per fare minutaggio schierando in campo ragazzi italiani. Di conseguenza, perse le speranze di rinnovare con il Torino il prestito di Mattia Rossetti (22), passato al Pordenone, con l'amico Antonio Comi il ds sta in queste ore trattando il prestito di Niccolò De Angelis, un centrocampista classe 2000 che lo scorso anno, con scarsa fortuna, è stato spedito a gennaio a Gozzano dove è riuscito a collezionare solo 7 presenze e 272 minuti complessivi. Centrocampista centrale romano, De Angelis è tenuto in grande considerazione negli ambienti granata che stanno cercando per lui la giusta collocazione per valorizzarlo.

Con la Fiorentina, invece, sono ripresi i contatti per Federico Brancolini, portiere classe 2001, che Di Somma non ha perso le speranze di portare alla corte di Braglia anche se il suo agente Pietro Parente ha tenuto a precisare che sull'ex Modena ci sono tante altre società e non ha ancora parlato con la Fiorentina. Lo farà il prossimo 30 agosto, giorno in cui è fissato pure un incontro tra il Genoa e l'agente di Claudiu Micovschi (99). Il romeno, malgrado la richiesta dei biancoverdi, difficilmente tornerà in Campania dal momento che è richiesto dal Pescara, società che insieme al Cittadella ha messo gli occhi pure su Salvatore Elia (99) dell'Atalanta inseguito, finora invano, pure dall'Avellino. È una vera e propria partita a poker, infine, quella che Ernesto De Notaris e Salvatore Di Somma stanno facendo a Giuseppe D'Agostino per sbrogliare la matassa di Gigi Castaldo sul quale il patron dei falchetti anche ieri è stato categorico: «Castaldo si sta allenando con noi - ha sbottato - e per adesso non ci sono novità. Da Avellino non ho ancora sentito nessuno e se va via sarà solo alle mie condizioni. Buonuscita? Di questo argomento non posso parlare». Prima o poi, però, il discorso dovrà necessariamente affrontarlo con il diretto interessato onde evitare di tenerlo a libro paga con un pesante contratto di 140mila euro netti all'anno che finirebbe per stonare non poco con il budget stanziato per il resto del gruppo.  © RIPRODUZIONE RISERVATA