Avellino, la vendita ora è possibile:
il gip dissequestra il club biancoverde

Venerdì 15 Novembre 2019 di Titti Festa

Una giornata importante per il futuro dell'Us Avellino. Una giornata che potrebbe segnare un nuovo inizio, se positivo o negativo, lo si scoprirà soltanto con il tempo. Il gip del tribunale di Avellino Marcello Rotondi ha firmato l'istanza di dissequestro relativa al club biancoverde che rientrava nei beni appunto sequestrati della Sidigas, pari a 89 milioni di euro. Che cosa vuol dire? Che si aprono, a meno di colpi di scena che comunque con l'azienda del gas sono sempre possibili, le porte per la cessione della società. In netto vantaggio, rispetto alla Ap Green, c'è sempre la cordata che fa riferimento a Nello Martone, ex diesse della Casertana e trade union dei tre, o forse quattro soci, che ne fanno parte. Prima dell'ok per il dissequestro, va ricordato che la richiesta di istanza è stata presentata dall'amministratore delegato Dario Scalella e dal custode giudiziario Francesco Baldassare, c'è stata anche un'altra operazione, coordinata dalla Procura di Avellino, ed eseguita dalla Guardia di Finanza di verifica presso tutte le aziende di riferimento del gruppo di Martone. Ebbene il quadro pur non positivo al cento per cento, non ha presentato irregolarità insuperabili e per questo il quadro avrebbe, alla fine, tranquillizzato e offerto garanzie sia alla Sidigas che alla stessa Procura. Dunque si cederà oppure no? Questa è l'unica e vera domanda.

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Sì secondo le intenzioni dei legali del gruppo e non solo, la fumata bianca arrivata da Piazza d'Armi è un segnale inequivocabile, cedere il testimone appare come la migliore scelta possibile. L'impressione però è che non tutti ne siano convinti, a partire dallo stesso Gianadrea De Cesare che, per quanto non abbia più nessun ruolo ufficiale in questa situazione, dal punto di vista emotivo ritiene sempre l'Us Avellino come una sua creatura della quale si era innamorato e della quale non avrebbe mai pensato di doversi privare così presto. Martedì prossimo poi c'è sempre l'udienza in Tribunale nella quale la Sidigas comunicherà ufficialmente la rinuncia al piano di concordato e l'accesso, anche se l'ufficialità vera e propria non dovrebbe esserci in quella sede, al piano di ristrutturazione del debito di 97 milioni di euro. Ma perché questa seconda opzione scatti è necessario che il procuratore aggiunto Vincenzo d'Onofrio ritiri l'istanza di fallimento relativa all'azienda gas, altrimenti si apriranno le porte dell'abisso.
Insomma è lecito pensare che anche se il gruppo di Martone abbia messo il piede sull'acceleratore, l'ad Dario Scalella prenda ancora un po' di tempo e aspetti fino all'inizio della prossima settimana. Nicola Di Matteo, Nicola Circelli e Luigi Izzo invece in serata si incontreranno, tra Maddaloni e Nola, per mettere a punto gli ultimi dettagli del piano di azione, insieme al gruppo di professionisti e commercialisti che sta lavorando con loro. In realtà se saranno solo loro tre o se saranno accompagnati anche di un quarto socio, lo si scoprirà appunto dopo il faccia a faccia di questa sera.

Se dovessero alla fine vincere la partita e rilevare l'Us Avellino il presidente sarà Luigi Izzo, imprenditore di Montesarchio impegnato nel settore dell'edilizia che già qualche anno fa si era avvicinato al club allora guidato da Walter Taccone. Nello Martone farebbe il direttore sportivo e Salvatore di Somma potrebbe, il condizionale è d'obbligo, restare come direttore generale. Idem per Eziolino Capuano poiché l'intenzione della cordata sarebbe quella prima di conoscere la realtà esistente e poi, eventualmente, intervenire. L'operazione si aggirerebbe intorno al milione e trecentomila euro, cifra alla quale il gruppo è arrivato lo scorso fine settimana aumentando di duecentomila euro l'offerta iniziale. Per ora preferiscono rimanere ancora in silenzio ad aspettare i consulenti della Ap Green ed Antonio de Sarlo che ne è l'imprenditore di riferimento. La loro offerta è di un milione e duecentomila euro ma sin dall'inizio della trattativa i rapporti con la Sidigas sono apparsi non semplicissimi. Così come rimangono in attesa, oramai sono in questo stato dalla scorsa estate, i tifosi che appaiono cauti rispetto ai possibili nuovi ingressi. L'ultimo anno e mezzo è stato all'insegna delle delusioni e delle aspettative puntualmente deluse, offese e mortificate, difficili riuscire a conquistarli e riscaldarli di nuovo.
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