Stadi chiusi, amarezza Turris:
«Tanto vale rinviare i campionati»

Martedì 8 Settembre 2020 di Raffaella Ascione
Stadi ancora off-limits fino a tutto il 7 ottobre: l’inibizione è stata prorogata con l’ultimo Dpcm – firmato ieri, 7 settembre – che ha confermato le già vigenti misure anti-Covid. La notizia ha fatto storcere il naso a parecchi. A cominciare dal numero uno della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che qualche giorno fa (prima dunque della proroga delle misure anti contagio) aveva rivolto un accorato appello ai Ministri «per evitare il crac» («Se non si riaprono gli stadi facciamo un danno irreparabile. Partiamo con una percentuale di abbonati. Gli abbonamenti sono nominativi, possiamo scaglionare le entrate allo stadio, possiamo incanalare le uscite per aree. Con gli abbonamenti leniamo un poco le difficoltà finanziarie dei club»).

Ad alimentare il fronte dei favorevoli ad una riapertura, seppur parziale degli stadi c’è il presidente della Turris Antonio Colantonio, favorevole in questa fase ad una riapertura – anche parziale – degli impianti, confidando anche nella maturità del pubblico.

«Continua purtroppo a perpetrarsi – commenta il patron – una discriminazione nei confronti del mondo del calcio e, per di più, quello professionistico, che dovrebbe ricevere le maggiori attenzioni e garanzie. Chi governa il calcio dovrebbe assumersi maggiori responsabilità, perché in questo momento stiamo solo danneggiando lo sport più bello al mondo ed i suoi appassionati».

L’alternativa prospettata dal presidente corallino va nella direzione dello slittamento dei campionati. «O si riaprono gli stadi, con le dovute limitazioni e precauzioni – rilancia Colantonio – o tanto vale rinviare ulteriormente l'inizio dei campionati. Il calcio è, innanzitutto, passione; uno spettacolo che va visto dal vivo senza farselo raccontare dagli altri. Se è vero, poi, che inevitabilmente è anche azienda per chi si assume l'onere di portarlo avanti, continuando a privare le società degli incassi ed imponendo parallelamente rigidi protocolli sanitari, suscettibili di determinare anche stop agli allenamenti con pregiudizio per le condizioni e le prestazioni degli atleti, non intravedo grande futuro per i club italiani, specie quelli di terza serie».
 
L’amarezza del patron scaturisce anche dal raffronto con le misure adottate invece rispetto al calcio dilettantistico. «La Turris – prosegue Colantonio – reputa inoltre paradossale la possibilità confermata dal fresco Dpcm di consentire l'accesso di mille spettatori in occasione di eventi sportivi minori, determinazione fatta già propria dalla Lega Nazionale Dilettanti, imponendo invece ai campionati professionistici di partire senza pubblico. Premesso che il calcio è di tutti e che vanno tutelati indistintamente i tifosi, non solo gli abbonati, ribadisco l’invito al ministro dello Sport e al governo del calcio a trarre gli opportuni spunti dalla finale-pilota di Supercoppa europea che, il prossimo 24 settembre, sarà disputata ammettendo almeno il 30% dei tifosi rispetto alla capienza dell'impianto. Si tratta, a giudizio della Turris, di un importante apripista».

L'appello del patron è stato immediatamente raccolto dal consigliere comunale Vincenzo Salerno (Movimento 5 Stelle), che ha ufficialmente invitato la Turris in occasione dell'evento - in programma per mercoledì 16 settembre alle ore 11, presso il complesso SS. Trinità - cui parteciperà anche il Ministro Spadafora (si discuterà del valore dello sport quale strumento di garanzia e presidio dei processi di rigenerazione urbana, contrasto alla povertà educativa ed inclusione sociale). Per l'occasione, questo l'impegno del consigliere Salerno, è stato fissato un incontro tra un rappresentante della società corallina ed il Ministro proprio per affrontare il tema stadi, così da - magari - veicolare la proposta di parziale riapertura degli impianti formulata dal club.  © RIPRODUZIONE RISERVATA