Avellino, è subito addio ai playoff:
i lupi non mordono, solo 0-0 a Terni

Giovedì 2 Luglio 2020 di Marco Ingino
Un pareggio dal sapore della sconfitta più cocente perché è stato capace di spezzare sul nascere il sogno di tornare in serie B attraverso la missione, quasi impossibile, dei playoff. Sotto gli occhi del presidente D'Agostino, arrivato a Terni scortato dal sindaco Festa, l'Avellino non ha avuto la forza, fisica, mentale e tecnica, per guadagnarsi l'accesso al secondo turno. Domenica a proseguire la corsa verso la B contro il Catania sarà la Ternana mentre la squadra di Capuano, dopo le polemiche di tre settimane per i rinnovi dei contratti e i sacrifici economici fatti dal presidente, invece di andare a Potenza potrà già andare al mare. Colpa di un regolamento che penalizza fino all'inverosimile chi gioca fuori casa con un solo risultato a disposizione. Non a caso il fattore campo ha fatto la differenza in tutti gli scontri playoff. Una amara consolazione se si pensa che dopo 113 giorni Ternana e Avellino si sono ritrovate da dove avevano lasciato, ma a campi invertiti e con una condizione fisica diversa che ha condizionato il risultato. Non a caso in una partita dove l'Avellino avrebbe dovuto fare la partita, Capuano ha dosato le forze decidendo di non attaccare a testa bassa. Ecco perché strategicamente il tecnico ha tenuto inizialmente fuori i senatori Morero, Di Paolantonio, Pozzebon, Ferretti e Alfageme lasciando l'iniziativa ai padroni di casa. Di contro Gallo, costretto a rinunciare alla regia di Palumbo ha varato un inedito 4-3-3 con Defendi a chiudere il tridente insieme a Ferrante e Partipilo. Una mossa che ha sorpreso la difesa biancoverde perché, dopo appena 4 minuti, proprio Defendi innescato dall'eterno Mammarella ha timbrato il palo esterno alla sinistra di Tonti sfruttando un inserimento alle spalle di Bertolo. Sempre Mammarella, che ieri ha festeggiato il suo 38esimo compleanno, su punizione ha smarcato Paghera ma l'ex irpino è riuscito solo a sfiorare il palo con una rasoiata. La replica dell'Avellino è arrivata in contropiede con Parisi che ha pescato Micovschi in area ma il calciatore del Genoa, da buona posizione, ha clamorosamente graziato Iannarilli colpendo di naso. Un fuoco di paglia spento dal solito Defendi che è stato fermato ('25) da Tonti in uscita disperata. Percepita la difficoltà, Capuano ha camaleonticamente cambiato atteggiamento tattico mettendosi a specchio con Izzillo, a sinistra, e Micovschi, a destra, con un Albadoro mai domo in posizione centrale. L'aggiustamento tattico ha avuto potere di neutralizzare la Ternana, che ha accusato la fatica della coppa facendosi viva dalle parti di Tonti solo con una conclusione di Ferrante deviata in corner. Sul fronte irpino, rispettando il piano di battaglia di Capuano, la squadra non è comunque mai ripartita se si eccettua qualche giocata estemporanea di Izzillo: l'ex Pisa al 37' ha alzato troppo la mira da buona posizione, mentre sul finire del primo tempo è arrivato esausto nell'area ospite dopo una discesa di 60 metri. Storia leggermente diversa quella scritta nella ripresa con l'Avellino che si è ripresentato con Di Paolantonio, Rizzo e Rossetti al posto di Garofalo, Bertolo e Izzillo. Tre innesti che hanno contribuito a far alzare il baricentro ma l'Avellino nella sostanza non ha prodotto pericoli a Iannarilli perché la manovra è rimasta lenta e prevedibile fino a quando, a metà ripresa, Capuano si è giocato anche le carte di Ferretti e Pozzebon. A trazione anteriore e senza più nulla da perdere è stato finalmente Micovschi a provarci sfiorando il vantaggio con un sinistro uscito di poco che Iannarilli ha seguito con il cuore in gola. L'azione più pericolosa costruita in partita dai lupi tuttavia non ha avuto il potere di animare una squadra apparsa a sua volta sulle gambe. Anzi. Alla fine è stata la Ternana a finire in attacco una gara che i lupi non hanno mai iniziato veramente.  © RIPRODUZIONE RISERVATA