Turris-Cerignola 1-1: Guida-gol, un punto dopo sei ko consecutivi

La zampata dell'attaccante interrompe un digiuno di quaranta giorni: l'1-1 arriva nell'extra time

L'esultanza corallina sull'1-1 di Guida
L'esultanza corallina sull'1-1 di Guida
di Raffaella Ascione
Domenica 26 Novembre 2023, 21:24 - Ultimo agg. 27 Novembre, 07:10
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Entra in campo al minuto 41 della ripresa e sei minuti più tardi piazza la zampata che consente ai corallini di interrompere la pericolosa e mortificante scia di sconfitte consecutive: il finale di gara del Liguori è tutto nel segno di Guida. Finisce 1-1 al comunale fra Turris e Cerignola: primo punto per i corallini dopo un digiuno durato ben quaranta giorni (il 16 ottobre il blitz di Potenza).

La gara – In panchina al posto dello squalificato Caneo (fermato per un turno dopo il rovente finale del Massimino) c’è il secondo Lorenzo Salvatore.

Nel 3-4-3 corallino fiducia iniziale a Maestrelli e Cum (nuove bocciature per Miceli e Frascatore); in avanti Giannone e D’Auria a sostegno di De Felice (panchina iniziale per Maniero).   

Dopo una rete annullata a De Felice per offside (bandierina già alta al momento della conclusione), ci prova – corre il 5’ – Franco dal limite: velenoso il suo mancino, che frutta però solo un corner. Al minuto 11 è invitante il pallone lavorato da Giannone per De Felice, che però cincischia a tu per tu con Kaprikas e perde l’attimo buono per la battuta a rete; quattro minuti più tardi Cum manca di un nulla la zampata su tiro cross di D’Auria. Il Cerignola si fa vivo con una punizione dal limite di Ruggero (sfera alta sul montante); poco dopo – sull’altro fronte – il colpo di testa di Cum arpionato da Kaprikas. Propositiva la Turris, ma diu fatto inconsistente negli ultimi sedici metri. Al minuto 42, al primo vero affondo, il vantaggio Cerignola: lo realizza D’Andrea di testa, finalizzando indisturbato un’azione insistita dei suoi (c’era forse una mano galeotta a viziare la manovra pugliese ma le proteste coralline sono appena accennate). L’occasione del pari è clamorosa al 45’, quando Cum scodella un invitante pallone dal fondo ma De Felice non riesce a piazzare l’agevole zampata.

Nella ripresa, quattro minuti e Malcore manca clamorosamente il raddoppio – di testa – sugli sviluppi di un calcio d’angolo; Giannone ci prova in mezza girata su spunto di De Felice, trovando l’efficace opposizione del portiere pugliese. Triplo cambio Turris al minuto 12: dentro Nocerino, Maniero e Saccani, fuori Giannone, De Felice e Contessa. Impietosi i fischi del Liguori per Giannone – sempre più spento – e De Felice. Al 25’ Franco pennella su punizione sfiorando l’incrocio dei pali. Al 28’ la più ghiotta delle occasioni per il pari, quando Scaccabarozzi viene agganciato in area e rimedia un ineccepibile penalty. Dal dischetto Maniero ma la battuta è da dimenticare: Kaprikas si distende alla sua sinistra e addirittura blocca la sfera. Nel Cerignola intanto Sosa per Malcore; nella Turris Pavone per D’Auria. Ultimo cambio Turris a cinque dalla fine: in campo Guida per Burgio. Sei minuti più tardi il pari corallino, ormai insperato, proprio nel segno del neo entrato Guida, lesto a profittare di un’uscita a vuoto di Kaprikas su cross di Franco, insaccando per il definitivo 1-1.

L’analisi di Salvatore – «Un punto importante perché muove la classifica e perché interrompe un pesante digiuno, ma forse la sua importanza sta anzitutto nella fiducia che potrebbe darci, anche in virtù del buon primo tempo. Continuo a pensare che la nostra sia certamente una crisi di risultato non di gioco. De Felice? Dovevamo dare un po’ di riposo a Maniero, da qui la scelta di proporlo come terminale offensivo, anche per sfruttarne la stazza. Ha fatto una buona gara, ha combattuto. Da cosa prendiamo fiducia? Da quello si vede in allenamento. Dal sacrificio e dall’abnegazione con cui i ragazzi lavorano».

L’intervento di Guida – «Volevamo vincerla ma da questo punto potremmo ricavarne una bella iniezione di fiducia. Poco spazio per me finora? Tutti speriamo di trovare più spazio ma sono a disposizione del mister e ne accetto le scelte. Posso solo continuare a lavorare bene. Sono stato anche un tantino sfortunato per aver saltato il ritiro e per essere perciò finito indietro nelle gerarchie».

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