Turris, Colantonio e l'ipotesi partenariato:
«Già contatta società di progettazione»

Venerdì 26 Novembre 2021 di Raffaella Ascione
Turris, Colantonio e l'ipotesi partenariato: «Già contatta società di progettazione»

La classifica proietta ormai la Turris tra le grandi della serie C. Merito di un collettivo magistralmente condotto che sta macinando punti a suon di gol, forte di un gioco e di una mentalità che stanno dando lustro all’intera piazza. Il progetto di crescita del club corallino non si esaurisce però in quello tecnico, che tanti consensi sta riscuotendo anche ben oltre i confini cittadini. Lo dimostra l’impegno pubblicamente assunto dal presidente Colantonio nel corso del tavolo tecnico sull’impiantistica che si è svolto in Comune due giorni fa: quello di farsi carico della elaborazione di un progetto – nell’ottica di un partenariato pubblico privato – per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo polifunzionale.
Il presidente corallino si è anzitutto soffermato sull’assist fornito dalla Lega Pro. «L’innovazione è una cosa fondamentale. Andare dalle imprese – anche di calcio – e supportarle, è fondamentale. Ghirelli e il suo staff sono molto vicini alle problematiche dei club, grazie anche alla loro concezione di Lega, intesa come un’impresa che può e deve sostenere le società, anche loro imprese, che vi partecipano».

A proposito della ipotesi di partenariato pubblico privato, rispetto a cui la Turris ha risposto “presente”, Colantonio precisa: «Bisogna fare chiarezza, non vorrei alimentare false aspettative. Sono contento dell’incontro, perché è emerso quanto il Comune fosse avanti coi progetti per la realizzazione di un nuovo stadio in viale Europa, avendo la disponibilità del terreno, che è una premessa fondamentale. Quando si ricorre però al partenariato pubblico privato serve necessariamente un progetto diverso da quello elaborato dal Comune, che verta essenzialmente sulla sostenibilità economica futura del nuovo impianto da parte del soggetto privato, in questo caso del club. Mi spiego meglio: non basta un progetto limitato all’impianto di gioco, c’è bisogno che nell’area siano previste e realizzate anche ulteriori attività che possano dare ragionevolezza all’investimento del privato. Pensiamo ad esempio agli stadi inglesi, dove all’ultimo piano c’è un ristorante. E comunque il discorso non si limita ad interessi privati, ben potendo il progetto in questione anche estendersi ad interessi pubblicistici: penso ad esempio ad aree destinate ad attività in ottica sostenibilità ambientale».

A proposito dell’eventuale piano B (impianto da realizzare esclusivamente con fondi pubblici), Colantonio si esprime comunque con toni possibilistici: «Nel caso la Sovrintendenza (non il Comune) non ritenga congruo il progetto del privato (non dimentichiamo che siamo sempre in un territorio sottoposto a vincoli), allora si dovrà pensare ad una iniziativa interamente riservata al Comune. Ritengo non sia comunque una strada impraticabile, dal momento che il Pnrr arriverebbe a finanziare fino al 50% dell’opera e, per la parte restante, si potrebbe comunque far ricorso al Credito Sportivo fino all’80%: resterebbe quindi a carico del Comune un investimento del 10, massimo 20% dell’intero investimento».

Nel frattempo, il presidente corallino ha già attivato contatti e interlocuzioni: «Ho dato mandato a una società di progettazione, che ieri mattina ha richiesto al Comunque i documenti necessari e in serata ha già ricevuto – dal dirigente preposto – tutto quanto richiesto. In giornata contatterò la società per capire se i documenti ottenuti sono sufficienti in vista del prossimo passo. Ho in programma un incontro il 2 dicembre con la società di progettazione, che magari verrà a stretto giro a raccogliere le nostre idee per stilare un primo progetto. Mi piacerebbe si riuscisse già prima di Natale, così da valutarne la piena fattibilità».

Da scartare, quindi, l’idea di un imponente restyling del Liguori. «Torre è dei torresi. Non possiamo pensare di continuare ad avere uno stadio in centro città senza adeguate infrastrutture. Adeguare il Liguori imporrebbe quindi di adeguare anche la struttura viaria, così che nessuno abbia di che lamentarsi. Tutti devono avere possibilità di amare la Turris, seppur in modo riflesso, senza subire disagi ad ogni partita che possano alimentare malcontento».

Quindi una curiosità. L’intervento del numero uno corallino è maturato nei locali della Banca di Credito Popolare. «Se sono già alla ricerca di fondi? Non ancora, però se il nostro progetto dovesse essere realizzabile, la Banca di Credito Popolare sarà la prima ad essere contattata».

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