Turris, convenzione Liguori in stand-by:
nodo canone, ma non solo

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Raffaella Ascione

Nuova palazzina spogliatoi, impianto di illuminazione, sediolini, sala Gos e manto in sintetico – con tanto di certificazione – nuovo di zecca. È uno stadio Liguori completamente rinnovato nel look quello che dopo 19 anni ha riaperto le porte al calcio professionistico (mentre restano fuori i tifosi). L’ultimo tassello nella dialettica Turris-Comune sarebbe adesso rappresentato dalla firma della convenzione per la concessione in uso dell’impianto di viale Ungheria.

Sarebbe, già. Perché dopo gli incontri interlocutori degli ultimi mesi tra il patron Colantonio e gli esponenti istituzionali preposti, il discorso si è parzialmente arenato. Dovrà però necessariamente riattivarsi, dal momento che la scorsa settimana è stata approvata delibera di Giunta avente ad oggetto proprio la concessione del Liguori alla Turris fino al 30 settembre 2021 (con facoltà di rinnovo) e l’approvazione dello schema di convenzione, con relativa proposta al Consiglio comunale.

Inevitabile, comunque, che l’emergenza sanitaria, la chiusura degli stadi e la sospensione delle attività giovanili e di base incida su tempi e contenuti dell’intesa. A cominciare dalla consistenza del canone, fissato (nella proposta di convenzione) in 46.775,52 euro oltre Iva (per un totale di 57mila euro), e nel frattempo ridotto a 40mila euro (oltre Iva) su proposta di emendamento di Annalaura Guarino, Presidente della Quarta Commissione Consiliare Permanente, che ha intanto riscontrato il parere favorevole del Presidente del Consiglio comunale Gaetano Frulio.

È anzitutto sull’importo del canone che si registra una certa lontananza tra le parti. Ma non solo. Non convincerebbe la Turris il complessivo, gravoso assetto di oneri ed obblighi previsti a carico del concessionario, a fronte di una posizione dell'Ente significativamente alleggerita (anche di interventi integrativi in tribuna e sala stampa). 

Oneri a carico della Turris – In caso di sottoscrizione della convenzione, il club corallino dovrà farsi carico della manutenzione ordinaria, così come degli interventi integrativi (ampliamento postazioni stampa, wi-fi), con facoltà di procedere ad eventuali ristrutturazioni. In qualità di concessionaria, la Turris dovrà inoltre assicurare la fruizione dello stadio anche alle altre realtà sportive cittadine, nel rispetto del relativo regolamento comunale; garantire all’Ente la disponibilità dell’impianto (per 60 giorni) per l’organizzazione di eventi; destinare a parcheggio gratuito a disposizione dei cittadini l’area retrostante il settore Distinti (con tanto di custodia e vigilanza) tutti i giorni, dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 20. Ancora, competeranno al club tutti gli oneri assicurativi, di sicurezza e sanitari, oltre che le periodiche verifiche degli impianti, i rinnovi delle omologazioni e delle certificazioni (compre il Fifa Quality Pro).

Filtraggio e prefiltraggio – Competeranno alla Turris, con la firma della convenzione, anche tutti gli adempimenti imposti dagli organi di pubblica sicurezza, compresa la creazione di zone di filtraggio e prefiltraggio. Aspetto, quest’ultimo, che ha fatto parecchio discutere nemmeno una settimana fa, quando – in vista del derby con la Paganese – su segnalazione del Gos sono state disposte le porte chiuse proprio per le criticità connesse alla delimitazione dell’area destinata al prefiltraggio degli spettatori. «La Turris non era stata informata di nulla e non lo è tuttora, non ha quindi alcuna responsabilità rispetto alle porte chiuse», ha poi dichiarato il presidente Colantonio proprio nella conferenza post derby. Parole che trovano puntuale conferma nello schema di convenzione proposto al Consiglio, dal momento che i relativi obblighi scatteranno a carico del club solo con la firma. 

Il controllo del Comune – In caso di sottoscrizione della convenzione, il Comune avrà pieni poteri di vigilanza e controllo sul corretto andamento della gestione. «Il concedente può programmare ed eseguire interventi strutturali e/o di ampliamento dell’impianto, se previsti dal Programma Pluriennale degli Investimenti, a seguito di finanziamento erogati da altri enti», con la precisazione che la previsione non costituisce impegno nei confronti della concessionaria che, in ogni caso, su autorizzazione del comune, può eseguire opere di completamento e/o miglioramento anche a seguito di finanziamenti.

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