Turris, a proposito di sintetico:
Colantonio replica al dirigente D’Angelo

Venerdì 11 Settembre 2020 di Raffaella Ascione
Domani pomeriggio – fischio d’inizio alle ore 17 – il Liguori farà da cornice all’amichevole fra i padroni di casa della Turris e la formazione Primavera della Roma. Un evento che – per portata ed organizzazione – da anni mancava al comunale e che rappresenterà comunque solo un assaggio del prossimo – impegnativo ed affascinante – campionato di serie C.

Una dimensione – quella del professionismo – che la Turris ha riconquistato a suon di gol e vittorie dopo 19 anni, e che Torre del Greco riabbraccia grazie – anche – al completo riadeguamento dello stadio Liguori. 

Ed a proposito di Liguori, arriva a distanza di qualche giorno la dettagliata replica del presidente corallino Antonio Colantonio al dirigente comunale (del Settore Lavori Pubblici) Giuseppe D’Angelo, che la scorsa settimana (con una nota indirizzata, tra gli altri, a sindaco e assessori) aveva rivolto precisi appunti al club. Oggetto del contendere, nemmeno a dirlo, il certificato Fifa Quality Pro, per il quale – lo scorso mese di luglio, nell’attesa che maturassero i tempi tecnici di rilascio – la Turris ha seriamente rischiato di dover rinunciare al campionato ed il dirigente D’Angelo è – di conseguenza – finito nell’occhio del ciclone. 

La premessa 
«Non era, e non è, intenzione della Turris – premette Colantonio – polemizzare con il dirigente del settore Lavori pubblici, l’architetto D'Angelo, in un momento in cui, anzi, condividiamo con il Comune di Torre del Greco la soddisfazione di una licenza nazionale per il campionato di serie C concessa allo stadio cittadino nonostante mille traversie. Tuttavia, la recente relazione del dirigente che tende a scaricare sulla Turris, perché all’epoca concessionaria dell’impianto, responsabilità sulla tardiva acquisizione del certificato Fifa Quality Pro per il manto sintetico, merita delle precisazioni». 

L’interrogativo 
Colantonio introduce la replica al dirigente comunale ripercorrendo alcune delle tappe che hanno condotto alla realizzazione del nuovo manto in sintetico, soffermandosi in particolare sulla questione relativa alle spese di omologazione. «Sin dal primo sopralluogo allo stadio da parte della Lega Pro, ed eravamo a marzo 2019, il Comune conosceva gli adeguamenti necessari per ospitare la serie C. Tant'è che, a quell’epoca, rinunciò ad ulteriori fondi delle Universiadi per il manto sintetico, sostenendo che quello proposto sarebbe stato idoneo per il rugby ma non anche per il calcio professionistico. Tutte le successive determine comunali riferiscono sempre della necessità di adeguare lo stadio ai canoni del professionismo. E senza attendere un futuro ed eventuale concessionario per farne poi omologare, a sue spese, il prato sintetico dopo i tanti investimenti sostenuti dall’ente. Lo stesso quadro economico della gara d'appalto per il nuovo manto erboso, approvato ad aprile 2019, stanziava ben 14mila euro per spese di omologazione. A cosa servivano quei soldi?».

Capitolo convenzione 
Nella propria relazione, il dirigente D’Angelo ha evidenziato – tra gli altri – l’aspetto del riparto di competenze fra Ente e concessionario relativamente all’adempimento dei vari oneri connessi alla manutenzione ed alla gestione dello stadio Liguori («Sono a carico del Concessionario gli oneri derivanti dall’adeguamento alle normative dettate da organismi sportivi»). In sostanza, sarebbe stato onere della Turris – questa la posizione del dirigente – attivare nei tempi opportuni la procedura finalizzata al rilascio del certificato Fifa Quality Pro. 
Di ben altro contenuto la ricostruzione di Colantonio, che precisa anche un aspetto propedeutico alla firma della convenzione. «Abbiamo sottoscritto la convenzione solo a febbraio 2020 e chiedendo tra l’altro, negli atti preliminari, conferma al Comune del perfezionamento di tutti gli adeguamenti al professionismo entro giugno». Dunque, l’adeguamento del Liguori ai requisiti infrastrutturali richiesti dalla Lega Pro competeva al Comune e la relativa tempistica era stata oggetto di precisazione negli atti preliminari della convezione stessa. 

La pec del 4 marzo 
D’Angelo sostiene (e sul punto relaziona l’Ente) d’aver tempestivamente rappresentato alla Turris gli oneri che le competevano a proposito della omologazione del manto in sintetico, richiamando una comunicazione via pec del 4 marzo 2020 («… si evidenziavano al concessionario gli obblighi di cui all’art. 13 della convenzione, ricevendo, in pari data, riscontro negativo»). 
Anche in questo caso, comunicazione alla mano, la ricostruzione operata da Colantonio procede nella direzione opposta. «La pec inviataci il 4 marzo scorso, quella che D'Angelo cita nella relazione, non parlava – incalza il presidente – di certificato FIFA Quality Pro, ma del rinnovo dell'omologazione di tipo Professional, buona fino alla serie D e che, evidentemente, gli uffici comunali ritenevano, in modo errato, valida anche per la C. Da ultimo, voglio ricordare che lo scorso 20 luglio – nei giorni caldi del rischio di mancata iscrizione al campionato della Turris – il sindaco dichiarò a diversi organi di stampa che il Comune avrebbe potuto giustificare l’investimento di 10mila e 500 euro per il certificato Fifa Quality Pro solo una volta certi della promozione in C della prima squadra cittadina. Per quanto opinabile, una chiara ammissione del fatto che l’onere fosse comunque a carico del Comune, in contraddizione con quanto relazionato dall'architetto D'Angelo». Ultimo aggiornamento: 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA