Rais punta tutto sul Savoia:
«Non temo nessuno nella corsa alla C»

Sabato 9 Gennaio 2021 di Raffaella Ascione

Alle spalle il riscatto di Giugliano, alle porte la sfida interna contro il Latte Dolce. Il Savoia vuol continuare lungo la strada inaugurata al De Cristofaro per ridurre il gap con le prime della classe Monterosi e Latina (a + 6 e +4 sui bianchi, con, rispettivamente, una e due gare in meno rispetto all’undici di Aronica).

«Era assolutamente fondamentale rimettersi in corsa – commenta il diggì oplontino Giovanni Rais – dopo un Natale calcisticamente poco sereno. La vittoria di Giugliano ci ha permesso di cominciare al meglio il nuovo anno e da adesso in poi dovremo affrontare ogni gara come se fosse una finale. C’è una distanza da colmare nei confronti di chi ci precede in classifica, dunque il nostro margine di errore si è inevitabilmente assottigliato. Giugliano? È stata la vittoria del presidente Mazzamauro e della sua volontà di portare avanti il progetto avviato in estate con Aronica, la vittoria di un gruppo che non ha mai smesso, nemmeno per un solo istante, di fare blocco unico col suo allenatore».

Capitolo Aronica, inevitabilmente finito sulla graticola nelle ultime settimane. «È fisiologico – ammette Rais – che l’allenatore patisca in prima battuta le conseguenze della mancanza di risultati. Sarei ipocrita se dicessi che non sono state fatte delle valutazioni. È inevitabile farsi delle domande. Abbiamo condotto un’analisi serena con tutti i componenti dell’area tecnica e cercato di capire se effettivamente l’allenatore fosse un problema. Abbiamo insomma messo in discussione la sua figura e la conclusione che ne abbiamo tratto è che non c’era alcuna ragione di cambiare. Non c’è mai stata una sola frizione col gruppo squadra e la vittoria di Giugliano ne è la conferma. Piuttosto, il periodo difficile vissuto a ridosso della sosta natalizia è da imputare a tante vicissitudini che ci hanno condizionato, a cominciare da quel mese e mezzo di sosta forzata. Siamo arrivati a Latina in evidente difficoltà, messi a dura prova anche dai casi di positività al virus, circa quindici, registrati nelle settimane precedenti. Non cerco alibi a sconfitte e pareggi, ma siamo obiettivamente arrivati a Latina senza la necessaria forza mentale e fisica. Nonostante questo, nel secondo tempo del Francioni i ragazzi hanno tirato fuori personalità e gran carattere. Andiamo dunque avanti pienamente convinti delle scelte fatte in estate».

La corsa al primo posto è decisamente aperta e Rais lancia la sfida a quanti precedono il Savoia. «Monterosi e Latina hanno organici importanti, ma non vedo onestamente la squadra ammazza-campionato. Anzi, anche nei quartieri alti della classifica c’è grande equilibrio. Girone G? Solo chi non capisce di calcio può sminuirne la valenza e le difficoltà: il tasso tecnico è davvero molto elevato, c’è qualcosa in meno rispetto agli altri gironi meridionali, al netto di alcune piazze molto calde, solo a livello ambientale. Chi temo nella corsa alla C? Nessuno, perché conosco la mia squadra. Vorrei solo che i ragazzi prendessero piena coscienza della maglia che indossano, dello stemma che rappresentano e della presidenza che hanno alle spalle: non c’è obiettivo che questo gruppo non possa centrare. Ora come ora, dobbiamo solo essere bravi a non guardare la classifica».

Mercato nel frattempo ancora aperto. «Ci siamo resi conto di essere – numericamente – un tantino a corto in termini di elementi di esperienza e dunque agiremo per colmare questa lacuna. Intanto abbiamo tesserato elementi del calibro di Esposito e Sorrentino, ma restiamo operativi, attenti e pronti ad ulteriori operazioni. Arriveranno altri elementi che possano fare al caso nostro; guardiamo anche al mercato in uscita di C, ma di questi tempi è difficile che un calciatore professionista accetti di scendere in D, fosse anche per sposare un progetto vincente, perché questo significherebbe rinunciare alle garanzie di un contratto professionistico, che in tempi di Covid posso dare una certa serenità. Lo capisco perfettamente. Non lasceremo comunque nulla di intentato: vogliamo ripagare con grandi soddisfazioni il presidente Mazzamauro, che nonostante il Covid sta facendo grandi sacrifici per non farci mancare nulla».

A proposito di mercato, il diggì oplontino mette un punto alla vicenda Longo. «Fabio è un amico – spiega – e quindi l’ho sentito a Natale per gli auguri. Quando però due uomini di calcio si incrociano, è difficile che discutano di pentole, il discorso finisce sempre sul calcio. Scherzosamente gli ho proposto di venire al Savoia e lui, proprio per il rapporto di stima che c’è tra noi, ha risposto con un sì di pura cortesia. Preciso dunque che non c’è mai stato un pressing del Savoia su Longo: diversamente, per il rispetto che c’è tra i due presidenti e per il rapporto d’amicizia che mi lega a Primicile, si sarebbe avviato un discorso tra le due società. Ed invece Colantonio non è mai stato interpellato, tutto è rimasto circoscritto ad una innocente chiacchierata, anche perché so bene – me lo ha ribadito lo stesso Fabio – quanto Longo sia legato alla Turris, alla città di Torre del Greco ed alla famiglia Colantonio. Insomma, mi dispiace che Fabio sia stato coinvolto in questo inutile vortice di voci e mi dispiace che il pensiero e le parole del presidente Mazzamauro siano stati evidentemente stravolti».

Da ultimo, un riferimento alla questione stadio. «Siamo in attesa – conclude Rais – di una convocazione ufficiale da parte del Comune per essere aggiornati sugli ultimi risvolti. La disponibilità di uno stadio a norma è fondamentale per noi. Basti pensare che il Savoia spende una corposa cifra ogni mese solo per fittare strutture per gli allenamenti di prima squadra e settore giovanile. Nessuno ci nega il Giraud, sia chiaro, ma abbiamo scelto di virare su Sant’Anastasia, che ha un sintetico di ultima generazione, per scongiurare il rischio infortuni, visto che il sintetico del Giraud è abbondantemente usurato e già l’anno scorso ne abbiamo patito le pene in termini di infortuni. La prevenzione non è gratis, certo, ma almeno abbiamo calciatori integri. Mi auguro si riesca a mettere a posto il nostro stadio, che al netto degli interventi da realizzare è un gioiellino. Uno stadio a norma, concesso in gestione al club, è fondamentale nell’ottica di una effettiva progettualità. È giusto che la tifoseria lo sappia».

Verso il Latte Dolce – Alla vigilia del match contro i sardi, il tecnico Aronica mette intanto in guardia i suoi. «Abbiamo preparato la gara in poco tempo, ma a questo dobbiamo abituarci perché giocheremo spesso, con tutte le annesse implicazioni, sia sul piano fisico che mentale. Sarà una gara complicata contro una squadra costruita per fare un campionato di vertice, organizzata e di grande caratura tecnica. Saranno tutti disponibili tranne Caiazzo che ne avrà almeno per due settimane».

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