Serie D, al vaglio stop temporaneo:
i club «scelgono» tra due ipotesi

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Giuliano Pisciotta

L'ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha aperto una riflessione in seno alla Lega Nazionale Dilettanti, relativa al proseguimento o a un eventuale stop temporaneo del campionato di Serie D. I numerosi rinvii che hanno costellato le ultime giornate, tutti dovuti a casi di Covid, hanno indotto i vertici del Dipartimento Interregionale a confrontarsi con le stesse società.

Questo pomeriggio è stato infatti inviato un comunicato ai presidenti di tutti i 166 club attualmente iscritti al massimo campionato dilettantistico nazionale. Il Dipartimento Interregionale ha concesso a tutti l'autorizzazione - in deroga alle norme per i diritti tv - a trasmettere gli incontri interni ed esterni in diretta streaming sui canali social ufficiali dei club stessi.

La deroga scadrà il prossimo 24 novembre, data in cui terminerà l'efficacia delle misure imposte dall'ultimo Dpcm. E l'autorizzazione ovviamente non andrà a ledere i diritti televisivi già acquistati da tante emittenti sul territorio nazionale.

Ma c'è un ulteriore step. E riguarda una vera e propria votazione a maggioranza su due ipotesi. La prima è quella di proseguire nel regolare svolgimento del campionato, con annessa appunto l'autorizzazione alle dirette streaming. La seconda ipotesi riguarda invece la sospensione delle attività fio al 24 novembre, fatti salvi ulteriori provvedimenti adottati dal Governo.

I presidenti potranno esprimersi a mezzo pec, compilando e inviando al Dipartimento Interregionale il modulo predisposto a questa consultazione. Il termine di invio delle preferenze è fissato per domani, martedì 27 ottobre entro le ore 15. L'efficacia sarà data da un quorum non inferiore al 75% dei club iscritti, dunque con la partecipazione alla votazione di almeno 125 società sul totale di 166. 

Per l'efficacia della seconda ipotesi, che andrebbe in deroga al Dpcm, è richiesta una maggioranza qualificata pari ai due terzi delle società, dunque 111 su 166.

In mancanza del quorum del 75% ovvero della maggioranza qualificata in caso di maggior numero di voti per l'ipotesi B, il campionato proseguirà secondo il calendario previsto e secondo le disposizioni dell'ultimo Dpcm.

 

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