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Ghoulam, addio al Napoli:
poche gioie e tanti infortuni

Martedì 10 Maggio 2022 di Bruno Majorano
Ghoulam, addio al Napoli: poche gioie e tanti infortuni

Genoa e Udinese. Poi sarà tempo di saluti. Anzi, tempo di dirsi addio. Dopo 9 stagioni si concluderà il matrimonio tra Napoli e Ghoulam. C'eravamo tanto amati, ed è il caso di dire che si amano ancora. Perché al di là delle vicissitudini che hanno caratterizzato la storia sportiva di Faouzi Ghoulam a Napoli, il rapporto con la città e i tifosi non è stata scalfita di una virgola, anzi. Un legame profondo, profondissimo, che andrà avanti anche dopo l'addio.

E domani cosa ne sarà di Faouzì? Il futuro del terzino è ancora tutto da scrivere. Sulle sue tracce ci sono già diversi estimatori. Perché al di là del rendimento altalenante a causa dei tanti (troppi) infortuni, le qualità non si discutono. In Italia gli estimatori non mancano e infatti un'offerta è già arrivata alla porta del suo agente Jorge Mendes, ma non è certamente l'unica. Sì, perché il manager portoghese sta lavorando già da mesi sul futuro di Ghoulam. All'estero, infatti, ci sono diversi club che sono pronti a fiondarsi sull'algerino, tanto più che si tratta di un giocatore di 31 anni che si può prendere a parametro zero. Quest'anno ha giocato poco con il Napoli (appena 308 minuti tra campionato e coppe), ma Spalletti lo ha sempre considerato un'ottima alternativa a Mario Rui schierandolo addirittura da titolare per due gare di fila (con Juventus e Sampdoria), gare nelle quali non ha affatto sfigurato. Poi è tornato al suo ruolo di comprimario in campo, ma non nello spogliatoio. È lì, infatti, che Ghoulam ha sempre avuto un ruolo chiave in questo Napoli come in quello degli anni passati. È uno dei leader del gruppo, insieme al suo inseparabile amico Koulibaly. 

Ma questi non sono stati cinque  anni facili per lui. Bisogna mandare indietro le lancette dell'orologio fino alla sera del 2 novembre 2017 quando per la prima volta l'algerino si è accasciato sull'erba dello stadio che all'epoca si chiamava ancora San Paolo. Partita dei gironi di Champions League contro il Manchester City, in panchina c'era Sarri. In quel preciso istante non si è solo rotto il crociato di Ghoulam, ma si sono spezzati i sogni di gloria di uno dei migliori tre terzini sinistri del mondo. Sì, perché quel Ghoulam era un treno. Ad altissima velocità. Forza fisica, piede educato e corsa: identikit del terzino perfetto. Quell'infortunio al ginocchio destro ha avuto su Ghoulam l'effetto esattamente contrario al bacio del principe azzurro su Biancaneve, perché da quel momento l'algerino è caduto in un letargo profondissimo dal quale sembrava essersi svegliato all'inizio del 2021. 

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Sì, dal 2017 al 2021: quasi cinque lunghissimi anni che non hanno nulla a che fare con le montagne russe, perché quelle almeno ogni tanto prevedono dei tratti in discesa, mentre nel caso di Ghoulam la salita è stata costante. Al rientro dalla rottura del crociato nel 2017 (febbraio 2018) è arrivata quella della rotula, poi l'intervento, i guai muscolari del 2019 e il covid di inizio 2021. Insomma: un calvario più che un cammino di avvicinamento al rientro. Proprio quando tutto sembrava andare per il meglio, l'ultimo ko: la rottura dell'altro crociato contro il Bologna a marzo scorso. Il buio. Chiunque dopo questa ennesima mazzata si sarebbe dato per vinto. Chiunque, ma non Ghoulam che a 31 anni invece saprà mettersi a lavorare alla sua maniera: testa bassa, soffrire e lavorare. Da Sarri a Spalletti: 4 anni dopo e 4 allenatori, ma ora è davvero il momento di voltare pagina e guardare altrove. 

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA