Cagliari-Napoli, il ritorno di Mertens
sull'isola del tesoro (e della tripletta)

Domenica 16 Febbraio 2020 di Angelo Rossi
La tappa fortunata di Dries Mertens si chiama Sardegna, il Cagliari appunto, avversario di oggi. È l'isola che c'è di Ciro, la sua seconda preda preferita perché nelle ultime sette sfide le ha rifilato nove reti, con due assist la collaborazione totale tocca quota undici. La vittima numero uno si chiama Bologna, dieci gol ai rossoblù, tra le big invece è la Roma (sei reti) a ispirare la fantasia dell'attaccante azzurro.

Il feeling nacque a dicembre di tre anni fa. Ieri come oggi: Milik si era infortunato al ginocchio, Gabbiadini offriva poche certezze e allora Sarri s'inventò Mertens centravanti, il falso nueve, la pedina sempre in movimento sulla linea d'attacco che non deve offrire alcun punto di riferimento alle difese avversarie. Era il 16 dicembre 2016, il debutto fu un trionfo: tripletta di Ciro, cinque a zero in casa del Cagliari, l'inizio di una nuova filosofia di gioco che un anno e mezzo dopo avrebbe portato il Napoli a sfiorare lo scudetto nella memorabile stagione dei 91 punti. Con Mertens al centro dell'attacco, Callejon e Insigne ai lati: il tridente dei piccoletti a guidare il settore offensivo dei cento gol a stagione. Oggi come ieri: Milik, fino ad adesso titolare, non è in un rassicurante stato di salute e non è stato convocato, spazio al belga e agli altri due bassotti, questa volta non c'è uno scudetto da inseguire ma una dignità di classifica e una tranquillità da restituire a se stessi.

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Soltanto due reti dividono Ciro dalla gloria azzurra: fermo a 119 gol, a 121 è ancora Hamsik a guidare la graduatoria dei bomber di sempre. Differenza facilmente colmabile viste le tante partite che restano da giocare in campionato e nelle coppe. Un record al quale non avrebbe mai rinunciato nemmeno di fronte ad allettanti sirene di mercato: «Resto perché voglio fare la storia di questo club» disse poco più di un mese fa, togliendosi in pratica dalla sessione invernale di mercato e rimandando qualsiasi discorso sul proprio futuro alla primavera che si avvicina. Non è stato un inverno facile per lui, catapultato in avanti nella serata del clamoroso ammutinamento: musi lunghi e dispettucci da quel maledetto post Salisburgo, Mertens fu il primo a lasciare lo spogliatoio del San Paolo, zainetto in spalla, e contravvenire così alla decisione del club che avrebbe voluto riportare la squadra in ritiro a Castel Volturno. Anche un lungo fastidio muscolare lo ha tenuto lontano dal raggiungere la condizione migliore: un infortunio curato in parte in patria da specialisti di sua fiducia e in parte sotto la stretta sorveglianza dei sanitari azzurri. Il ritorno in campo e soprattutto al gol nella serata vincente in casa della Sampdoria gli hanno ridato gol e morale: da stasera riparte la caccia al gol.

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Nubi che si alternano a schiarite: quale sarà il futuro prossimo del belga? Ha il contratto in scadenza, quindi a giugno sarebbe libero di accasarsi dove meglio crede a parametro zero. Inter e Roma sono i club italiani che più di ogni altro lo stanno corteggiando, a lui non dispiacerebbe strappare un vantaggioso, ultimo contratto all'estero. Senza per questo, però, sbattere la porta in faccia al Napoli: indicato come uno dei capi della rivolta, veniva dato per sicuro partente. Il modo con il quale si è rimesso al servizio della squadra ha ammorbidito i toni e dalla sua parte si è nettamente schierato Gattuso: l'allenatore spinge per trattenerlo a tutti i costi ammesso che sia ancora lui a guidare il Napoli dalla panchina. Ciro ha un ingaggio che si aggira sui quattro milioni, la trattativa è tra i sette che lui chiede e i 5,5 che invece la società offre per un prolungamento biennale. E questa volta l'ago della bilancia non è la solita clausola rescissoria bensì un'ulteriore garanzia sul proprio futuro: a fine carriera, Mertens è interessato a un ruolo da dirigente© RIPRODUZIONE RISERVATA