Napoli, le due Palme
regalate da Koulibaly ai compagni

Lunedì 15 Aprile 2019 di Anna Trieste
Nei giorni che precedono la Pasqua, la festa più importante non solo dei diabetologi ma anche della cristianità, si susseguono nel mondo riproduzioni e rappresentazioni storiche il più possibile realistiche delle scene più significative della passione di Gesù. In questo periodo, infatti, è impossibile guardarsi intorno senza trovarsi in qualche ultima cena, in un tradimento di Giuda o nel bel mezzo di una via crucis. E dunque ieri, essendo la Domenica delle Palme, gli azzurri hanno deciso di scuotersi finalmente dal letargo post invernale da cui erano stati colti nelle ultime due settimane per mettere in scena a Verona una bellissima quanto originale riproduzione della processione di Cristo a Gerusalemme la cui ricorrenza, appunto, si celebra la domenica prima di Pasqua.
 
 

L'allestimento, affidato al regista Ancelotti, è stato innovativo e coraggioso: praticamente sei attaccanti in campo con la speranza di anticipare di qualche giorno la resurrezione di qualcuno nei pressi della porta avversaria. E bisogna dire che i risultati sono stati straordinari. Infatti, così come Gesù Cristo entrò in Gerusalemme osannato dalle folle che in segno di pace brandivano rametti di palme, allo stesso modo Koulibaly è entrato nell'area di rigore del Chievo osannato dai compagni di squadra e dai tifosi che brandivano applausi in segno di pace. In questo modo, l'incantesimo offensivo delle ultime disastrose partite azzurre è stato rotto e il senegalese, poi alla fine del match finanche depositario della fascia da capitano, ha potuto festeggiare la prima doppietta personale in serie A su un campo storicamente ostile quale quello del Chievo. E proprio come Gesù, il suo ingresso trionfale l'ha fatto in sella a un ciuccio. Jamm, può mai essere una coincidenza? © RIPRODUZIONE RISERVATA