Il Coronavirus cambia il mercato:
il Napoli si tiene Koulibaly e Allan

Martedì 5 Maggio 2020 di Pino Taormina
De Laurentiis sa che questo non sarà il mercato ideale per vendere. Magari possono piovere un bel po' di occasioni improvvise di chi, invece, avendo per anni vissuto al di sopra delle proprie possibilità, sarà costretto a ridimensionarsi. D'altronde, sarà una gara a tagliare ingaggi e in molti dovranno rinunciare ai sogni di gloria. Ed ecco perché il presidente si prepara all'attesa e blocca le frenesie di Koulibaly e Allan in primis: perché le loro quotazioni non calano, non c'è recessione per i loro cartellini. E poiché difficilmente qualcuno si avvicinerà alle richieste del Napoli, ovvero 110 milioni per il senegalese e 75 milioni per il brasiliano, ecco che il club azzurro si prepara al piano B: tenerseli. Manchester City e Psg sono avvisate.

Bisogna battere strade alternative. Il Napoli non svende i suoi gioielli e può permetterselo perché da parte, in bilancio, c'è un tesoretto da 145 milioni di euro. Certo, bisogna ancor fare i conti precisi dello stop da coronavirus (le perdite, al momento si aggirano attorno ai 20 milioni di euro e possono solo crescere) ma il club azzurro è solido, finanziariamente in salute e senza debiti con gli istituti bancari. Nei piani del club c'era in mente una rivoluzione a giugno e luglio: l'errore commesso l'estate scorsa è stata quella di trattenere anche chi non voleva più stare a Napoli. Ma ora la strategia cambia, e i vari Koulibaly, Allan, Fabian, Insigne e Milik sanno bene che non sono in vendita a prezzo di saldi. Messaggio chiaro per tutti, soprattutto per le big d'Europa che magari pensano di poter fare offerte al ribasso: sconti non se ne fanno. Non c'è svalutazione da Covid-19. Piuttosto si resta al Napoli ancora un'altra stagione, in attesa della ripresa economica del mercato del calcio.
 

Il dialogo con Mertens e Callejon è ripreso. Ma anche in questo caso, De Laurentiis non intende smuoversi dai suoi passi: le offerte ci sono, Napoli è casa loro ma è tempo di ultimatum. Nel senso, prendere o lasciare. Il presidente non ha nei programmi una nuova offerta di rinnovo, per nessuno dei due: al belga ha messo sul piatto un biennale da 4 milioni di euro, allo spagnolo un prolungamento di una stagione pure a 4 milioni. Il Covid 19 ha messo in secondo piano tutto, ma è chiaro che se si dovesse tornare a giocare, le posizioni dei due dovrebbero essere valutate con attenzione. Ieri dalla Spagna è arrivata la voce di una intesa tra Dries e il Milan, ma il club rossonero è pronto a una politica di riduzione degli ingaggi. E l'ingaggio di Mertens, che chiede al momento della firma un bonus da 5 milioni di euro, non va certo in queste direzione. Di sicuro perdere a zero due fenomeni come Dries e José non è una rinuncia di poco conto. Soprattutto per Gattuso.

Dunque, in molti dovranno introdurre importanti cure dimagranti per poter uscire dal tunnel che in questi mesi potrebbe portare a una perdita di circa 700 milioni in caso di interruzione definitiva della stagione. Affari? Certo, qualcosa può succedere. Per esempio, per Tonali il Brescia non potrà più chiedere gli 80 milioni di gennaio. E Cellino, al contrario di De Laurentiis, deve vendere per far quadrare i conti (anche perché se riprende il campionato difficilmente si salverà dalla retrocessione). Poi potrebbe rispuntare il pallino del presidente, Castrovilli della Fiorentina. Senza dimenticare che, a questo punto, sia Petagna che Rrahmani difficilmente andranno via. Ma anche in questo caso, c'è tempo. Il primo passo di De Laurentiis, appena ci sarà qualcosa che somiglierà alla normalità, sarà chiamare a Roma Jorge Mendes e definire che il potente agente portoghese i termini per la permanenza a Napoli di Gattuso. Rino non ha esercitato la clausola di rescissione e punta a un rinnovo con adeguamento del contratto firmato a dicembre in fretta e furia.  © RIPRODUZIONE RISERVATA