AURELIO DE LAURENTIIS

Da Capri il tifo di Giordano per il Napoli: «Ancelotti la vera garanzia per gli azzurri»

Martedì 17 Luglio 2018 di Diego Scarpitti
Bruno Giordano

Tra le «Eccellenze a Capri», kermesse internazionale incentrata su sport, turismo, moda, spettacolo e solidarietà, patrocinata dall’USSI e dalla Curia Arcivescovile, non poteva mancare il mitico numero 9. «Il più bravo in assoluto con il quale ho giocato è stato Careca, ma tra gli italiani non c'è dubbio: Bruno Giordano, il più sudamericano tra quelli che sono nati nel vostro meraviglioso paese». E soprattutto operazione non di routine ricevere i complimenti di Diego Armando Maradona, suo compagno di squadra a Napoli, insieme al quale vinse nel 1986-1987 uno scudetto meraviglioso ed una Coppa Italia, realizzando un’accoppiata riuscita soltanto a pochi club nella storia del calcio italiano. In molti ricorderanno, infatti, il celebre acronimo «MaGiCa», formula sintetica quanto vincente per indicare il tridente d’attacco azzurro, composto dal Pibe de Oro, Giordano appunto e Andrea Carnevale.
 


Campi diversi con il celebre filosofo nolano, il cui monumento in bronzo domina nella piazza romana di Campo de’ Fiori, ma semplice caso di omonimia se si inverte l’ordine del nome con il cognome. Inevitabile dissertare della Vecchia Signora, storica rivale allora come oggi. «La Juventus appartiene ad un altro livello, mondiale, al pari di Real Madrid e Bayern Monaco. Stare in scia, vuol dire fare grandi cose». Quattro punti soltanto hanno diviso capitan Hamsik da Dybala e soci. Inevitabili le considerazioni di Giordano sugli obiettivi all’ombra del Vesuvio. «Lo scorso anno il Napoli ha scartato a priori l’Europa League. Ancelotti non scarta niente. E’ una garanzia: è nato per vincere. Ha vinto tutto da calciatore e allenatore, trasmette ottimismo alla squadra e alla città». Da Sarri, generale dell'estetica pallonara che ha assaltato il Palazzo del calcio, ormai neotecnico del Chelsea approdato alla corte di Abramovich, al nuovo corso deciso dal presidente Aurelio de Laurentiis. «Ancelotti allenatore pragmatico: anche a lui piace il possesso palla finalizzato alla ricerca del gol. Il Napoli, a volte, si specchiava nell’essere troppo bello».
 
 

Concretezza e sostanza, bellezza e risultati devono necessariamente viaggiare insieme, lascia trasparire, così, il suo concetto di gioco Giordano, bomber dalle 109 presenze e 37 gol messi a bersaglio indossando la maglia azzurra. Juventus regina del mercato con il colpo piazzato e bianconeri rinforzatisi in modo incredibile.«Se a questo Napoli metti Cristiano Ronaldo, in campionato si parte in vantaggio. Puoi essere un allenatore straordinario come Ancelotti, però devi avere anche il materiale umano». Un chiaro messaggio lanciato dall’isola azzurra. Facile individuare il destinatario. Un segnalare da cogliere, per centrare lo scudetto. In attesa dei fuochi d’artificio …..

Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 01:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA