Dalle trattorie alle sfide a biliardo: le passioni del Napoli che vince

Mercoledì 27 Gennaio 2016 di Bruno Majorano
Vivi Napoli e poi... vinci. A giudicare dai risultati e dall’entusiasmo che si è creato attorno alla squadra di Sarri, campione d’inverno e impegnata in uno spettacolare duello con la Juventus per l’assegnazione dello scudetto 2016, sembra proprio che l’elemento magico in grado di far salire alle stelle l’umore degli azzurri sia dato dalla città dove vivono. C’è un insieme di fattori che contribuisce a creare il mix perfetto.

A partire dal clima di una città che per motivi geografici è quasi sempre ideale. Piove pochissimo e il freddo non è mai insopportabile, anzi. Immaginate cosa voglia dire svegliarsi ogni giorno con il sole per un ragazzo che magari fino a un anno fa si affacciava dal suo appartamento di Liverpool o di Eindhoven. Niente male, certo, tanto più che a colorare il panorama c’è la cornice del Golfo di Napoli con tanto di mare, Vesuvio e isole a fare da contorno. Non c’è affatto da stupirsi se tutti o quasi i calciatori azzurri facciano a gara nel postare sui propri profili social le foto di Napoli praticamente a tutte le ore. Alba, tramonto o semplicemente in pieno giorno, non fa alcuna differenza quando si viene letteralmente rapiti dalla bellezza della città. C’è qualcuno, poi, come la moglie di Dries Mertens, Kate, che a Napoli ha voluto addirittura dedicare un blog su internet (aggiornato costantemente fino allo scorso anno): all’interno del suo «Juliet’s Journey» raccontava le sue esperienze in giro per la città viste attraverso gli occhi del loro cucciolo, per l’appunto Juliet.

Fecero il giro le mondo, poi, le immagini di Jorginho che si mise a palleggiare con alcuni bambini all’esterno del Duomo perché anche lui contagiato dalla grande spontaneità della città e dei suoi piccoli tifosi. Certo, vivere a Napoli non è facilissimo per tutti anche per la passione della città. C’è chi come Pepe Reina - sempre più napoletano doc - che non si lascia intimorire dalla folla: non disdegna le passeggiate per i vicoletti dei Quartieri Spagnoli dove sembra che si senta a casa e non si nega nemmeno la pizza sul Lungomare tra tifosi, turisti e tanti curiosi.

Tra i suoi ristoranti preferiti c’è “Nennella”, tipica trattoria napoletana all’insegna della cucina casereccia e della grande semplicità, situata nel cuore dei Quartieri Spagnoli, dove il portierone ha portato recentemente anche Callejon. L’ex campione del mondo, che apprezza la classica cucina napoletana, si reca spesso anche da «Mimì alla Ferrovia»: ai titolari, i cugini Giugliano, ha regalato i suoi guantoni, custoditi come una reliquia in una teca accanto alla cassa e al giubbino che regalò ai titolari del locale il vicecampione olimpico di sciabola Diego Occhiuzzi. Reina è il personaggio più social del Napoli e a lui sono legatissimi i tifosi. «Napolimania» di Enrico Durazzo ha lanciato le tshirt con il disegno dello spagnolo e la scritta «Pepe mettece a mano toia».

Ci sono altri, come Higuain, che invece preferiscono un po’ di quiete e privacy in più rifugiandosi per lo più in casa, anche se Gonzalo ha subito una metamorfosi rispetto al passato: più sorridente. Quasi tutti hanno scelto Posillipo come quartiere di riferimento per restare sempre a contatto con il mare che bagna la città. Ville, villette o semplicemente appartamenti vista Golfo. E quando è possibile la tappa fissa è in qualche ristorantino di Marechiaro dove approfittare del pescato del giorno. E proprio da «Cicciotto», gestito dai fratelli Capuano, i giocatori del Napoli hanno festeggiato il compleanno di Zuniga, prima che si trasferisse al Bologna, mentre per quello di Allan hanno scelto la più centrale «Terrazza Calabritto».

Una cena super riservata per la festa del Pipita che a «Villa Diamante» ospitò i compagni di squadra e gli amici più stretti. Per il dopo partita, invece, molti scelgono di stare a casa o di mangiare qualcosa in assoluta tranquillità all’interno di una saletta molto discreta del ristorante «Borgo Antico», il locale che a Santa Lucia ha preso anni fa il posto dello storico pub «California», dove possono spaziare dalla pizza alla carne ad un primo o un secondo di pesce. Si, perché anche il cibo ha la sua importanza.

Pesce si, ma non solo. Tra i piatti preferiti dei calciatori ci sono anche la mozzarella, la pasta e ovviamente la pizza. Ma non manca chi preferisce il sushi, consumato regolarmente sempre negli stessi ristoranti dove oramai alcuni calciatori azzurri sono letteralmente di casa. «Jap-One», in via Cappella Vecchia, è senza dubbio un punto di riferimento per il Pipita che spesso e volentieri sceglie questo ristorante dalla cucina giapponese non solo per il pesce ma anche per l’ottima selezione di carni. Per il sushi, diventato oramai un piatto di gran moda, va per la maggiore tra i giocatori anche «J Sushi» a Portici, che oltre ad offrire una grande qualità dal punto di vista culinario è una garanzia di privacy e relax per tutti i calciatori.

Per la pizza la scelta è vasta e non è difficile incontrare Hamsik, così come il presidente De Laurentiis, da «50 Kalò» subito dopo le partite serali del Napoli, mentre l’alternativa per i giocatori è «La Notizia». Per una pizza durante la settimana, senza il rischio di trovare troppa folla, anche «Gino Sorbillo» e «Di Matteo» nel pieno centro storico sono diventati i punti fissi per alcuni calciatori azzurri. Proprio in settimana un gruppetto di giocatori, tra cui Dezi e il giovane Luperto, hanno apprezzato la pizza di Salvatore Di Matteo che ha prontamente postato una foto su Facebook in compagnia anche degli altri azzurri Hysaj, Chiriches e Allan. Il direttore sportivo Giuntoli è stato ospite di «Concettina ai Tre Santi», dove c’è il giovane ma già celebre pizzaiolo Ciro Oliva.

Napoli, poi, offre anche i suoi dintorni che a quanto pare sono diventati un must per i giocatori. Sempre più frequenti sono le fughe, anche solo per 24 ore, in costiera sorrentina o in quella amalfitana, così come sempre di grande appeal sono le isole di Capri e Ischia dove poter trascorrere una giornata di relax tra mare e natura in compagnia di qualche compagno di squadra o anche solo della famiglia. A proposito di mare, tra gli svaghi che vanno per la maggiore c’è anche la gita in canoa nelle acque di Posillipo. Due pagaiate proprio sotto casa per estraniarsi dalla routine quotidiana e alleggerire i pensieri. Era questa un’abitudine di Marcello Lippi quando allenava il Napoli, nella lontana stagione 1993-1994.

Mesi difficili, complessa la gestione dello spogliatoio perché non venivano pagati gli stipendi e così quello che sarebbe diventato il commissario tecnico della Nazionale campione del mondo 2006 scaricava la tensione nel Golfo. Finanche Sarri, che insieme ad Hamsik ha scelto di vivere fuori città per restare lontano dalle pressioni, ha voluto festeggiare il capodanno da «Bobò», un ristorante di Pozzuoli, insieme con il direttore sportivo Giuntoli e tutto lo staff tecnico a dimostrazione di quanto questa città gli stia lentamente entrando dentro. Insomma, niente serate mondane o notti brave in discoteca. Ai calciatori del Napoli basta la semplicità di Napoli per sentirsi a casa. A tutto il resto ci pensa il calore - del sole e della gente - per una simbiosi sempre più profonda che tutti si augurano possa toccare l’apice della gioia a fine campionato.  © RIPRODUZIONE RISERVATA