Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

De Laurentiis, un calcio più giovane:
«Le partite? Una rottura di p...»

Mercoledì 25 Maggio 2022
De Laurentiis, un calcio più giovane: «Le partite? Una rottura di p...»

Si prende la scena Aurelio De Laurentiis, il patron del Napoli presente oggi a Palazzo Reale per le celebrazioni dei 130 anni del Mattino. «I signori che comandano non sanno quello che davvero accade nel calcio. Abbiamo visto che fine hanno fatto Blatter e Platini. I politici italiani sono stati un problema, ora la Vezzali - che è una atleta - ci sta dando una mano» ha detto il presidente riguardo il calcio moderno.

Poi la mazzata alle istituzioni: «L’Europa cosa fa? Conference e Europa League non sono all’altezza della Champions ma accontentare tutti aiuta la rielezione. E noi siamo i loro Pulcinella. Il calcio inglese pensa alle imprese, quello italiano ha creato un disastro con la Legge Melandri. Noi dobbiamo pensare solo ai tifosi. Gli inglesi hanno fermato gli hooligans, noi abbiamo ancora episodi come quello di La Spezia». Il problema stadi esiste: «Se io non so chi lo frequenta perché devo investire milioni in una struttura che viva sette giorni su sette? Nel 2008 presentai un progetto nemmeno preso in considerazione. Proposi 70 milioni per un altro stadio da 40mila posti ma De Magistris ne voleva almeno 55mila. In questa città è complicato fare ragionamenti concreti. Sono arrivato a Napoli che non sapevo nulla di calcio e non avevamo niente: sono passato da Angelina Jolie agli sputi sui campi di Serie C» chiude con il sorriso. «I più giovani stanno abbandonando la visione del calcio, quelli che comandano non lo sanno. La partita sta diventando una rottura di palle per loro. Ceferin dovrebbe cambiare il calcio, non pensare al portafogli. Bisognerebbe svecchiare tutto: non si può avere 25 giocatori e poi non farli giocare, non si può guardare la tv e vedere solo vecchi a commentare le partite».

Presente sul palco del teatro anche Beppe Marotta. «Nel 2000 il nostro calcio era florido, oggi siamo una transizione. Lukaku e Hakimi sono la prova, ci hanno chiesto di andare via. Ci dobbiamo chiedere perché, forse non siamo stati pronti al cambiamento mentre gli altri sì. La sostenibilità è fondamentale, i tifosi preferiscono sempre vincere al bilancio. Ma bisogna essere bravi a gestire le risorse. L’ obiettivo dell’Inter anche il prossimo anno resta andare in vetta, la qualificazione in Champions è importante per ogni club» le parole dell'ad interista.

 

Un punto di vista nuovo quello che arriva da Danilo Iervolino, patron della Salernitana appena salvata. Io credo che il calcio italiano sia il più bello d’Europa, ma ha tante anomalie: il nostro fatturato non dipende da noi ma dalla Lega, dobbiamo avere una visione più internazionale. Un club di calcio oggi ha tanti aspetti, deve cambiare pelle e interagire con i tifosi. Ma è un’opportunità per tutti noi, torneremo a primeggiare in Europa. Ci auguriamo di fare un campionato più tranquillo ora, lo merita la città e i tifosi. Portiamo 35mila tifosi allo stadio, una percentuale altissima e speciale. E spero di non vedere più violenza in uno stadio: il nostro spettacolo deve migliorare, famiglie e bambini devono andare serenamente a vedere una partita, serve cultura ai tifosi».

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA