De Laurentiis, rivoluzione in tv:
ecco il piano per i diritti televisivi

Martedì 21 Luglio 2020 di Bruno Majorano
Il calcio che verrà, o quanto meno come verrà seguito dai tifosi (italiani e non). Questo il piatto forte del pranzo che De Laurentiis ha organizzato ieri presso l'hotel romano St. Regis. All'incontro erano presenti 13 società (5 erano collegate da remoto tramite piattaforme online), mentre all'appello mancavano Juventus e Brescia.

La sua idea parte da lontano e quello di ieri è solo un primo atto pratico di un progetto che il patron del Napoli ha in mente da anni: la realizzazione della gestione autonoma dei diritti televisivi domestici e internazionali di serie A, Coppa Italia e Super coppa attraverso una media company capace di autoprodurre i contenuti per rivenderli in Italia e all'estero. Si parla di un progetto che potrebbe vedere il suo inizio solo a partire dal triennio 2021-2025, perché fino a quel momento i diritti tv sono detenuti da Sky e Dazn. L'obiettivo comune è provare a massimizzare gli introiti e quindi le risorse per il calcio italiano. Il progetto prevede la realizzazione di una media company in grado di produrre gli eventi ma non solo. Questo perché già a oggi la Lega Serie svolge un grande lavoro di comunicazione tramite il proprio canale YouTube all'interno del quale produce un magazine settimanale che potrebbe poi essere ulteriormente arricchito per rendere il prodotto ancora più appetibile. Il segnale, poi, sarà utilizzabile su tutte le piattaforme esistenti di trasmissione (dalle app per smartphone e tablet alla tv via cavo e satellitare). Il progetto è ancora in via embrionale, anche se le linee guidapartono da esempi molto solidi, come quelli di Nba e Bundesliga specialmente per quel che riguarda la cessione e la diffusione dei diritti tv per l'estero. La cosa in questo momento preme e non poco ai club di serie A, che sperano di poter arricchire i propri bilanci tramite mercati stranieri che investono molto sul calcio (Cina e Stati Uniti su tutti). L'obiettivo è incassare più del miliardo e 300 milioni a stagione nel triennio 2018-21.
 
 

Per la realizzazione del progetto saranno necessari degli investimenti. E da questo punto di vista bisognerà valutare se i fondi saranno autofinanziati dalla Lega o se sarà necessaria la presenza di partner finanziari che per alcuni dovrebbero entrare esclusivamente come investitori, mentre per altri potrebbero farlo anche in qualità di soci azionisti. Il progetto, molto dettagliato, ha trovato l'interesse di tutti, a partire dal presidente della Lega Serie A Dal Pino: non era presente nel vertice di Roma ma è stato messo al corrente e si è subito schierato in favore dell'idea di De Laurentiis. Al momento già 5 possibili investitori hanno bussato alla porta di Dal Pino e venerdì è il termine ultimo per presentare eventuali offerte vincolanti. Poi se ne riparlerà nell'assemblea di Lega, prevista per fine mese.

Tra i più soddisfatti dell'esito del pranzo il presidente del Verona Setti. «È andata bene ed è stata una buona iniziativa. Ora vediamo di capire se ci sono le possibilità di fare cose e di farle bene. Ci aggiorneremo in vista di decidere cosa fare da grandi. Quando? Questa è una bella domanda. Nello specifico non posso dire nulla perché le cose non sono ancora definite. Ma una cosa l'abbiamo capita: il calcio italiano vale molto». Buone sensazioni anche secondo il presidente della Sampdoria Ferrero. «L'incontro è andato benissimo. Lavoriamo per il bene della Lega e del calcio. È una cosa molto delicata, ma siamo molto uniti come sempre».  Ultimo aggiornamento: 13:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA