«Dopo il torto a San Paolo la sfiga
di Diego sul Napoli», furia sul web

Domenica 24 Gennaio 2021 di Delia Paciello
«Dopo il torto a San Paolo la sfiga di Diego sul Napoli», furia sul web

Pronti, partenza, via… Ed è subito gol al Bentegodi, con Lozano e la seconda rete più veloce nella storia della Serie A. A nulla è bastato però, perché gli azzurri sono tornati a casa con una pesante sconfitta e un bel tris messo a segno dal Verona. «È una vergogna», commentano i tifosi.

 

Fra parolacce, rabbia e delusione, c’è persino chi se la prende con D10s: «Da quando è stato fatto questo torto a San Paolo sta succedendo di tutto. Morto da sfigato e ora porta sfiga», scrive un tifoso. Un commento che ha fatto scatenare tanti: «Non vi permettete di parlare di Maradona, è l’unico che ha saputo regalare vittorie al Napoli, che ha fatto sognare un’intera città»; «Questi giocatori non sono manco un pelo di Diego: grazie a lui e alla sua mano dall’alto abbiamo vinto qualche partita, ma la scarsezza di questa squadra supera tutto»; «Lo stadio è il suo tempio e gli doveva essere dedicato quando era in vita. Ma è uno scuorno che poi in quel campo si veda oggi questo scempio. Non vi permettete di nominarlo».

Sdegno sui social, ma una cosa è certa: la sconfitta con i discendenti di Giulietta per i napoletani non era stata messa neanche in conto, e lo sfogo prende pieghe pesanti. Eppure l’apertura della gara aveva fatto sognare: «Ora ne facciamo di nuovo 5 o 6», sperava qualcuno. E invece niente da fare: troppi errori, disorganizzazione, un’idea di gioco inesistente. «Senza Lozano questo Napoli è fatto di morti», è la voce che si alza dal web.

La difesa è apparsa troppo debole, anzi un vero e proprio colabrodo: «Ma ci rendiamo conto? Scandalosi»; «No comment». Da Di Lorenzo, a Maksimovic, fino a Meret che coi piedi è apparso disastroso, per non parlare di Bakayoko, dei suoi movimenti macchinosi e della sua inesistente visione di gioco: per i tifosi c’è poco da salvare in questo Napoli.

In tanti chiedono a gran voce un cambio di rotta, a cominciare con l’esonero dell’allenatore: l’hashtag #Gattusoout impenna, e non ci sono più scuse ormai o giustificazioni. «Io davvero non vorrei dirlo perché Ringhio mi sta troppo simpatico umanamente, ma il Napoli con lui è un disastro», arrivano ora a dire anche i suoi sostenitori più fedeli.

E così dopo la brutta sconfitta di Reggio Emilia, dove il Napoli poteva davvero giocarsela e cambiare l’andazzo di questa stagione con un trofeo, continua la discesa: «Invece di approfittarne in un anno in cui la Juventus è particolarmente debole e tutte le squadre hanno alti e bassi, noi rischiamo seriamente di finire pure fuori dall’Europa»; «Non ci sono giustificazioni, questa doveva essere la rosa più forte e completa degli ultimi anni, non si può fare questo»; «L’obbiettivo è il quarto posto? Siamo fortunati se riusciamo ad andare in Europa League»; «Una squadra che gioca così merita di stare ancora più indietro in classifica, siamo fortunati che il livello è davvero basso», sono solo alcuni dei commenti carichi di delusione che si leggono per le piazze virtuali.

E intanto Mertens sembra ancora lontanissimo dalla sua condizione migliore, il ritorno di Osimhen post covid è decisamente diverso da quello dello scattante Cuadrado nella Supercoppa, e il Napoli è sicuramente al di sotto delle aspettative del suo pubblico. Basta un po’ di pressing per mettere in crisi tutta la squadra, incapace di reagire al minimo pericolo. E stavolta anche i numeri sono dalla parte del Verona: la squadra di Juric ha dominato anche nelle azioni da gol, oltre che nel risultato. È mancato praticamente tutto a questo Napoli.

«Così non va, non va proprio», gridano in tanti. Nessuno però possiede la soluzione in tasca, e neanche l’esonero di Gattuso è garanzia di risultato: Ancelotti docet, forse il problema non è solo tecnico. Ma sicuramente anche quello influisce. Una cosa è certa: c’è bisogno di una svolta. Acquisti? «Ci vorrebbe solo Maradona», è il pensiero di tanti. Altro che San Paolo.

Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA