Europa League, ecco i segreti
di Sociedad, Az Alkmaar e Rijeka

Venerdì 2 Ottobre 2020 di Gennaro Arpaia

Come nella migliore delle tradizioni europee, il Napoli di Gennaro Gattuso non si annoia mai al sorteggio di Nyon e per la stagione 2020/21 si regala un girone di Europa League dal sapore di storia. La mano dell’ex azzurro Ciro Ferrara ha pescato dal cilindro le opzioni di Real Sociedad - forse la seconda squadra più temibile della seconda fascia dietro il Leicester di Vardy -, gli olandesi dell’AZ Alkmaar e poi i croati del Rijeka dall’ultima fascia.

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Le attenzioni vanno rivolte soprattutto alla Real: la squadra basca è stata protagonista di una scorsa stagione strepitosa, chiusa solo dal coronavirus al sesto posto in Liga. È una delle realtà più antiche della Liga (vinta due volte, nella stagione 1980-81 e in quella successiva) e che si è ricostruita negli ultimi due anni con la guida di Imanol Alguacil, ex stella del calcio basco con un passato proprio da calciatore della Real Sociedad. Alguacil - che con le giovanili ha fatto tutta la trafila nelle ultimi 9 stagioni a San Sebastian - è stato scelto come traghettatore prima di diventare beniamino. La squadra, che gioca davanti ai 40mila dell’Anoeta, ha perso Odegaard lo scorso anno oggi ha un David Silva in più e tanti calciatori di talento: dall’esperto Nacho Monreal a Zubeldia, fino al mai sbocciato Adnan Januzaj.

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La terza fascia di Europa League fa volare gli azzurri in Olanda, in casa dell’AZ Alkmaar. Formazione giovane guidata dalla sagacia tattica di Arne Slot, vecchia conoscenza del calcio olandese. Dopo l’eliminazione dai preliminari Champions e una partenza non indimenticabile in campionato (2 punti nelle prime due uscite), l’AZ vuole farsi notare in Europa con la forza del suo compatto 4-3-3 che riparte dal talento di Dani De Wit, la velocità di Calvin Stengs e la crescita di Myron Boadu. In tre mettono insieme 62 anni, a riprova del progetto florido degli olandesi. In squadra anche il norvegese Midtsjo, centrocampista accostato anche al Napoli in questo mercato, tra i beniamini dell’AFAS Stadium che raccoglie poco meno di 20mila tifosi. Una società di certo illustre quella dell’AZ che nella sua storia ha visto passare volti importanti come quello di Van Gaal, che nel 2008 riuscì a stravolgere l’Eredivisie portando l’AZ al titolo (l’unico precedente era arrivato nel 1980/81)e interrompendo il dominio delle grandi d’Olanda.

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L’ultimo giro di giostra arriva in Croazia. Anzi in Jugoslavia. Anzi, prima ancora in Italia. Sì, perché l’HNK Rijeka fonda le sue radici in una Fiume pre-conflitto mondiale e in una squadra iscritta nei primi anni 20 e 30 proprio ai tornei italiani. La storia è cambiata dopo la Seconda Guerra Mondiale e la storia del Rijeka (che fino al 1954 si chiamerà Kvarner) passerà dalla Jugoslavia prima di fermarsi in Croazia negli anni 90. È il terzo club croato più titolato, nel 2017 ha raggiunto anche il primo titolo nazionale sempre sostenuto dal Klub Armada, lo splendido gruppo di ultras che segue la squadra in casa - allo Stadio Rujevica, circa 10mila spettatori - e in trasferta. La squadra è affidata a Simon Rozman e si porta dietro lo scalpo del Copenaghen in queste qualificazioni europee. Il talento più lucente sembra essere quello di Filip Braut, giovane stellina classe 2002 che nel 2019 ha tagliato il record di più giovane esordiente nella storia del club a 16 anni, 11 mesi e 20 giorni. Un predestinato a tutta fascia.

Ultimo aggiornamento: 18:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA