Una malazione non vincere
e per gli azzurri niente più alibi

Domenica 10 Febbraio 2019 di Anna Trieste
Giuridicamente parlando, quando uno commette una malazione, prima di condannarlo si va a verificare se per caso sussistevano delle condizioni che hanno in qualche modo influenzato il comportamento del sospettato e per tale via la libera formazione della sua volontà. Di commettere la malazione, appunto. Ieri, prima di affermare che gli azzurri hanno deliberatamente deciso di commettere una malazione e cioè di non vincere una partita pur avendo avuto sui piedi di almeno cinque giocatori almeno dieci gol fatti e finiti, bisogna valutare la situazione. Sì, non era facile tornare a Firenze dopo il fatto dello scudetto dell'anno scorso perso in albergo prima di scendere in campo e dopo aver visto in tv l'esibizione di Orsato in Inter-Juventus. È un po' come tornare in un luogo dove ti hanno fatto una rapina. È normale che cammini sotto sotto al muro.
 
 

Poi. Non era facile andare a giocare questa partita a Firenze per la prima volta senza Marek. Sapendo che per la prima volta dopo 12 anni se le cose vanno male e nessuno riesce a mettere una scopa non potrà entrare Hamsik e illuminare la via della vittoria con un lancio goniometrico sui piedi di un attaccante a caso. E indubbiamente non era nemmeno facile affrontare la partita con la consapevolezza che uno dei pilastri della difesa, Albiol, molto probabilmente passerà il resto della stagione a fare le diagonali difensive da casa sua assettato sul divano a causa del tendine. Nonostante tutto questo, però, non sembrano sussistere le condizioni per concedere attenuanti. L'ipotesi sarebbe stata percorribile ove mai il Napoli si fosse mangiato un gol. Due al massimo. Ma di fronte a quasi dieci occasioni da gol non fatte fruttare la conclusione è una sola: malazione. Non si fa!
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