Napoli, il Gattusismo non fa sconti:
anche Allan torna a correre

Martedì 18 Febbraio 2020 di Pino Taormina
Inviato a Castel Volturno

È inutile girarci attorno: Gattuso è l’esatto opposto di Ancelotti, è il grido contrapposto al sussurro, l’irruenza alla pacatezza. Non si sa a chi e a cosa urli alle 10 del mattino, ma Ringhio è lì che cerca la perfezione pure nell’allenamento di rifinitura, in quella che non è altro che una piccola sgambatura per chi non ha giocato. Da parte, assieme alla riserve di Cagliari c’è Allan. Che corre e non corre poco. Prima di scendere sul campo numero 2 del centro tecnico, Gattuso ha parlato alla squadra e non è stato tenero. Ha spiegato, per prima cosa, il perché non ha dato il giorno di riposo: non è una ripicca, non è un segnale per la gente, non è il gesto di chi vuole sembrare un sergente di ferro. Dice che è un’esigenza tecnico-tattica, che serve per continuare un lavoro che è solo all’inizio, che non bisogna perdere tempo. E ha ben spiegato che il Barcellona è distante sette giorni e che prima c’è il Brescia, una gara insidiosa come poche altre di questi tempi. 

LEGGI ANCHE A testa bassa e concreti, la lezione di Ringhio al Napoli

AL LAVORO
La vittoria di Cagliari va celebrata come un improvviso ritorno alla luce, non certo l’inizio di un ciclo vincente: quella sarebbe materia per chiromanti. Gattuso ripete, riferendosi alla gara di venerdì sera a Brescia: non è la prima volta che mi deludete, questa volta non ve lo perdonerò. Cosa ci sia dietro la minaccia, lo sa solo Ringhio. Se il Napoli sia di colpo tornato una squadra che può sognare da grande lo diranno ovviamente le prossime settimane e non l’hanno certo raccontato le gare di questi primi due mesi e mezzo del ciclo Gattuso. Però è un fatto, anzi una certezza, che gli azzurri stiano cercando di guardare di nuovo negli occhi il campionato, le avversarie, il mondo. Anche solo per una questione di stazza. Squadra tosta e muscolosa, piantata in campo a sbarrare la strada. Gattuso sa come tenere alta la tensione ma non si nasconde: il primo tempo col Cagliari è stato di altissimo livello, almeno sotto il profilo difensivo. Poi, magari, qualcosa c’è da rivedere nell’atteggiamento dopo il gol di Mertens. Ed è qui che Gattuso e Riccio, il suo vice, hanno focalizzato le proprie attenzioni: bene i meccanismi difensivi (non solo della linea a 4 ma di tutti) ma dopo l’1-0 è scattata una certa apprensione che a Rino non è andata a genio. Ma la squadra sembra in buona salute e la ricostruzione atletica era del resto uno dei pallini di Gattuso, che però per rispetto di Ancelotti non ne ha mai parlato. Né mai lo farà. 

CONTATTI CONTINUI
C’è un filo diretto tra il presidente De Laurentiis e Gattuso: tanti messaggi e qualche telefonata. Domenica, dopo il blitz a Cagliari, i complimenti per la riscossa anche in campionato (la sconfitta con il Lecce aveva lasciato stupito anche il numero uno del club azzurro). Così come era già accaduto mercoledì sera, dopo l’1-0 in Coppa Italia. Il patron è assai turbato dall’andamento di questa stagione: ha scelto Gattuso anche per guidare il Napoli il prossimo anno ed è normale, visto sotto il punto di vista presidenziale, provare a far sentire la sua vicinanza con quotidiane telefonate. Ieri i due sono stati assieme al Maxicinema Med, per la «prima» di «Si vive solo una volta». 

HYSAJ RECUPERA
Gli esami strutturali eseguiti a Hysaj hanno evidenziato una distrazione di grado lieve del legamento del ginocchio destro. Poca roba: l’albanese è ottimista, segno questo di una ritrovata fiducia, e confida al suo agente Mario Giuffredi: «Sarò disponibile già per il Brescia». Forse, esagera. Koulibaly invece va avanti con i suoi tempi: l’obiettivo è averlo al top con il Barcellona tra sette giorni ed è con pazienza, ascoltando anche le paure del senegalese (è al suo primo infortunio in carriera) che i medici Canonico e D’Andrea lo stanno seguendo in questi giorni di lavoro personalizzato. Anche se è evidente che la coppia Manolas-Maksimovic comincia a dare testimonianza di grande solidità. Ma attenzione a Ghoulam: perché, magari con il Torino, ma il terzino è pronto a rientrare da titolare. 

ALLAN C’È
Gattuso ha osservato con attenzione il lavoro in solitario svolto domenica mattina da Allan. E ne ha apprezzato l’impegno: quei sette chilometri di corsa sono la prima risposta che si attendeva dal brasiliano. È stato il ds Giuntoli che si è soffermato per dieci minuti a colloquio con Allan, per ribadirgli alcuni concetti-chiave. Gattuso ha provato a smorzare alla sua maniera, con qualche battuta. Il clima è sereno, nessun rancore neppure da parte di Allan. Il calciatore ha ribadito: sono deluso perché ho perso la maglia da titolare. Gli manca la famiglia, che ora è in Brasile e tornerà a fine mese. Se anche in questi giorni dovesse confermare la sua redenzione, potrebbe trovare con il Brescia una maglia da titolare. Anche se è ovvio che tutti sognano di giocare titolare ben altra partita.  © RIPRODUZIONE RISERVATA