Napoli, i tormenti di De Laurentiis
al telefono con Gattuso e lo staff

Martedì 23 Febbraio 2021 di Pino Taormina
Napoli, i tormenti di De Laurentiis al telefono con Gattuso e lo staff

Sono questi diciotto gol ingoiati nelle ultime dieci partite, le sei sconfitte dell'ultimo mese anche in gare fondamentali come la Supercoppa e la Coppa Italia, che non danno pace. Per questo ora De Laurentiis è preoccupato. Inizia a esserlo in maniera concreta. È consapevole che questa maledizione che si è abbattuta sul Napoli non può far volare gli azzurri e che non c'è squadra di serie A che non pagherebbe dazio con 9 assenti e per tutto questo tempo, ma la sua squadra non può e non deve crollare come ha fatto con l'Atalanta. Anche se in queste partite abbondavano gli acciaccati: non c'erano Mertens (finalmente ieri è tornato a Castel Volturno: nessun abbraccio perché ha fatto il tampone in mattinata), Koulibaly, Demme, Lozano e un elenco che è noto a tutti. Per questo De Laurentiis, nella notte dopo Atalanta-Napoli, ha avuto contatti con tutti, compreso Gattuso. Ha cercato di capire, non ha nascosto il suo umore nero, la sua delusione, la sua amarezza. Ed è per questo che i vertici del club sono in allarme, e cercano di capire cosa stia accadendo. Gattuso in bilico? Nulla di tutto ciò, per ora. Ma è chiaro che le sconfitte sono state troppe in questi ultimi 30 giorni. E molte inattese. Alcune hanno lasciato ustioni pesanti. Ma De Laurentiis non andrà oltre il silenzio stampa che ha imposto perché qualcosa doveva fare. Ma non ci sono aut aut, non ci sono ultimatum al tecnico, anche se è evidente che De Laurentiis è terrorizzato dall'idea di non prendere parte alla prossima Champions League. Come sempre dopo una sconfitta, il processo a Ringhio è aperto. Le voci sull'esonero possibile si intrecciano, ma il presidente non vuole sentirne parlare. Gattuso è un allenatore di valore e può tirare fuori la squadra dal pantano in cui questa incredibile serie di infortuni l'ha trascinata. Ma De Laurentiis riflette e si interroga. E i suoi tormenti possono portare a qualsiasi cosa.

 

Deve recuperare gli indisponibili. Le scelte per la gara con il Granada saranno solo in ottica Benevento: nessuno ci resti male, ma l'Europa League è un lusso che questo Napoli pieno zeppo di assenti non si può permettere. È un peccato, ma d'altronde Sarri per due volte col suo turnover condizionò le prove del Napoli (con il Villareal e il Lipsia) proprio per concentrarsi meglio sul campionato. Il quarto posto è vitale per tutti. E allora tornare alla settimana tipo non può che portare dei benefici: quindi vero che Ospina e Hysaj già tra due giorni tornano convocabili ma è chiaro che le scelte saranno fatte tenendo conto del derby del Maradona. Gattuso non ha fatto ancora la scorsa alle critiche: sa che De Laurentiis non è contento, lo ha capito da tempo e la cosa non gli fa piacere. I due resteranno assieme, a meno di clamorosi e inattesi colpi di scena, fino alla fine della stagione. De Laurentiis non ha alcuna voglia di mandarlo via anche se è deluso dell'andazzo. E così quel contratto di rinnovo già bello e pronto tra Gattuso e il Napoli verrà conservato alla Filmauro. Probabilmente al fianco di quello siglato nel maggio del 2011 con Gasperini.

 

È un rimpianto questa coppa, perché con la rosa al completo sarebbe stato divertente provare ad andare avanti: ora il Napoli proverà a rimontare lo 0-2 dell'andata ma è chiaro che Gattuso non correrà rischi. Per esempio, meglio far riposare ancora Insigne se il problema alla schiena non sarà svanito. Ci fossero giovani del settore giovanile già pronti (anche questo, altro nodo che emerge in momenti così pesanti: è impossibile inserire i baby in prima squadra se non per fare numero) avrebbero già giocato qualche partita. Forse, anche con il Granada. La squadra è entrata da domenica sera nel suo bunker di lividi silenzi: non è una bella immagine, quella che De Laurentiis offre del Napoli con questa decisione. Anche perché decisione del genere non hanno ragione d'essere nel villaggio globale del Terzo Millennio. A lui non importa: non potendo fare nulla, decide di far pesare il suo ruolo con questa presa di posizione. Magari anche in polemica con le troppi voci di esonero che circolano sul suo tecnico. Ma già domani Gattuso parlerà perché l'Uefa fa pagare caro (50mila euro) i forfait in conferenza. Gattuso va avanti, dunque. Per ora. Anche se il cuore sanguina: la situazione non è terribile, anche se non è esaltante. Ma è chiaro che il clima è troppo avvelenato se neppure la vittoria con la Juventus di appena 9 giorni fa è riuscita a riportare la serenità, almeno parzialmente. Anche questa sarà una vigilia soffocante, quasi da asfissia per la tensione che grava sulle cose del Napoli negli ultimi tempi. Gattuso allarga le braccia e sospira: da un po' di tempo si è chiuso come in un bunker, non legge più nulla e limita i rapporti alla squadra. E prepara il riscatto: con la formazione anche parzialmente al completo, è sicuro che ci sarà.

Ultimo aggiornamento: 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA