Napoli, Insigne a tutto tondo:
«Champions e Raiola, vi dico tutto»

Lunedì 16 Settembre 2019 di Roberto Ventre
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CASTEL VOLTURNO Sorride sornione quando si entra nell'argomento Klopp, il suo volto s'illumina: è la vittima preferita di Lorenzo Insigne, il capitano del Napoli che domani sera contro il Liverpool ritrova per l'ennesima volta da avversario il tecnico tedesco, al quale più di una volta ha tirato uno scherzetto. L'ultimo dispiacere in Champions League all'allenatore dei reds lo ha riservato l'anno scorso segnando il gol decisivo all'ultimo minuto del match, un gol l'ha poi firmato quest'estate nell'amichevole stravinta dal Napoli per 3-0 a Edimburgo. «Sì, Klopp mi porta bene, speriamo possa ancora funzionare. Ma punto innanzitutto a fare una grande prestazione insieme a tutta la squadra e a centrare il risultato. Al di la del fatto se segno o meno, l'importante è vincere. Chiedo ai nostri tifosi di spingerci fino alla fine come hanno fatto l'anno scorso nel match vinto contro il Liverpool al San Paolo».

Contro la Sampdoria una bella vittoria: il Napoli ha funzionato al meglio grazie anche a qualche accorgimento di Ancelotti rispetto alle prime due partite?
«Il mister è stato chiaro in questi giorni con tutta la squadra, ha parlato con tutti: abbiamo un ciclo pesante di partite importanti e per arrivare bene in tutte le competizioni bisogna ruotare un po', questa è la nostra forza di quest'anno. Contro la Samp ha cambiato ed è giusto che dia fiducia a tutti, così siamo sempre tutti al cento per cento. La partita l'abbiamo preparata allo stesso modo come tutte le altre volte e come quella precedente contro la Juve. Solo che contro la Samp siamo stati più cinici e più cattivi, quello che ci è mancato un po' a Torino. Ripeto, abbiamo provato le stesse cose da mettere in pratica poi sul campo, l'atteggiamento è stato più cinico».

Qual è la qualità migliore del nuovo Napoli, dove invece c'è ancora da migliorare?
«Siamo migliorati come rosa, abbiamo fatti acquisti molto importanti che sicuramente ci daranno una grossa mano. Sabato Ancelotti ha cambiato diversi giocatori e il Napoli ha giocato lo stesso una grande partita contro una squadra forte. Poi c'è sempre da migliorare, anche se abbiamo vinto contro la Sampdoria: qualche errorino è stato commesso e il mister con lo staff rivedrà la partita al video. Ora dovremo preparare la prossima sfida al meglio, domani c'è un impegno molto importante e bisogna tirare fuori ancora qualcosina in più rispetto al match contro la Samp».

 
Quest'anno in attacco c'è ancora più concorrenza: anche per lei sarà più difficile trovare il posto?
«Sappiamo bene che la nostra forza, come quella di qualsiasi squadra, è di avere giocatori forti in tutti i ruoli, la Juve in panchina ha un'altra squadra. Il mister ci ha sempre detto che la valutazione arriva in settimana e il tappeto verde dà le risposte: Ancelotti fa giocare chi vede bene. In qualche ruolo qualcuno giocherà qualche partita in più ma ci sarà spazio per tutti. Nessuno, dal primo all'ultimo, è sicuro di giocare: il discorso vale per me e vale per tutti gli uomini della rosa. L'importante è che chi scende in campo dà sempre il cento per il cento».
Dei nuovi calciatori del Napoli chi l'ha colpita di più sul piano tecnico e umano?
«Sul piano umano tutti allo stesso modo, sono tutti bravi ragazzi e poi noi siamo un gruppo che fa sentire subito a proprio agio ogni nuovo arrivato, chi viene s'inserisce subito al meglio. Tatticamente e tecnicamente sono tutti e cinque acquisti che ci daranno una mano, in un modo o in un altro. Llorente è bravo a tenere la palla e a far salire la squadra, Lozano dà la profondità, Manolas viene da grandi stagioni con la Roma, Elmas non lo conoscevo e vedendolo mi ha impressionato subito, perché ha tante qualità ed è giovane. E Di Lorenzo l'anno scorso è stato uno dei terzini più forti della serie A e lo sta dimostrando anche con noi giocando bene le prime tre partite».
Il nuovo San Paolo le piace?
«Sì, l'avevo visto già per aver partecipato all'inaugurazione delle Universiadi, sabato ho visto anche un grande spogliatoio: è stato fatto un grande lavoro».
Cosa vi diceste con De Laurentiis e Ancelotti in quell'incontro del primo maggio?
«Queste sono cose che restano tra noi. Quello che conta è che io sono sereno: ho sempre dato la mia disponibilità a rimanere e non ho mai pensato di andare via da Napoli».
Il suo nuovo procuratore è Mino Raiola: con lui diversi grandi calciatori hanno cambiato squadra, invece Insigne è più che mai un leader del Napoli.
«Voglio chiarire subito una cosa: non ho scelto Raiola per andare via. Ho sempre detto che voglio restare e cercherò di dare sempre il massimo per questa maglia».
Conte e Sarri, due rivali del Napoli in campionato: qual è il suo giudizio sui due e a chi si sente più legato?
«Con Conte ho partecipato a un Europeo e mi sono trovato benissimo: mi è piaciuto molto il fatto che parla in faccia, dice le cose come stanno e l'ho apprezzato tantissimo. Mi ha dato fiducia, anche se io giocavo in un altro modo, e ho cercato di ricambiarla. Sarri sappiamo bene tutti quanto ha fatto per il Napoli, ha aiutato me e tutti gli altri calciatori tanto a crescere. Ora però sono due avversari e spero di batterli: con l'Inter dobbiamo giocare, con la Juve non ci siamo riusciti all'andata, il campionato è lungo e speriamo alla fine di poter arrivare più avanti noi».
Come vedi il Napoli nella lotta scudetto: quest'anno può farcela?
«Come gli altri anni ce la possiamo giocare, il cammino è ancora lungo, sono state disputate solo tre partite: il mister e lo staff hanno svolto un grande lavoro, gli acquisti sono stati quelli giusti e ci daranno una grossa mano, siamo un bel gruppo e meritiamo di vincere qualcosa».
Immagina una corsa a tre per il titolo tra Juve, Inter e Napoli?
«Anche se abbiamo perso all'andata con la Juve siamo stati sfortunati dopo essere stati bravi a riuscire a recuperare con una grande rimonta dallo 0-3 al 3-3, una cosa non da tutti: come ogni anno lotteremo fino alla fine e spero possa essere una corsa a tre così sarà più divertente, come succede nel campionato inglese, a differenza dell'anno scorso quando la Juve ha staccato tutti. Penso che in questa stagione ci sarà più equilibrio, l'Inter ha preso un grande allenatore e ha fatto acquisti mirati».
Stavolta il sorteggio Champions non è stato terribile come in passato: che ne pensa?
«Rispetto all'anno scorso siamo stati più fortunati, nell'ultima edizione abbiamo disputato un ottimo girone e per poco non siamo riusciti a passare contro due squadre fortissime, una, il Liverpool, che ha vinto la Champions, e un'altra, il Psg, che era partita per vincerla. Ma non dobbiamo sottovalutare le squadre che affronteremo: chi arriva in Champions ha qualità importanti, tutte quelle che partecipano a questa competizione sono pericolose».
Il Napoli può essere una rivelazione, qual è il suo sogno in Champions?
«Lo spero ma sono tutte squadre forti e molto preparate, giochi contro grandi campioni ed è molto più difficile rispetto al campionato che dura di più. L'importante sarà affrontarla nel modo giusto. Dobbiamo pensare solo a noi stessi e al nostro cammino con la speranza di arrivare il più lontano possibile. Il mio sogno? Arrivare in finale e vincerla».
Quale è la sua qualità migliore e dove invece può ancora crescere?
«Nel Napoli ho ricoperto tanti ruoli, esterno a tre, a quattro, la stagione scorsa ho fatto la seconda punta: c'è sempre da migliorare. Quest'anno ho chiesto al mister se poteva farmi tornare a giocare sulla fascia perché mi trovo più a mio agio. E così lui mi ha messo nelle migliori condizioni per esprimermi al meglio: in fase difensiva copro con il 4-4-2, in fase offensiva mi muovo di più tra le linee. Comunque è chiaro che in qualsiasi ruolo gioco cerco di dare una mano ai compagni e di mettermi a disposizione di tutto il gruppo. Dove posso migliorare è nella fase difensiva, visto che ho fatto spesso in carriera il terzo in attacco e devo crescere in questo senso. La cosa che mi piace di più è giocare largo a sinistra dove posso rientrare per il tiro o per fare un assist».
Le dà maggiore soddisfazione segnare un bel gol, oppure disegnare un bell'assist?
«Per gli attaccanti quando vai in gol è sempre bello. A me piace anche quando faccio un grande assist, è uguale. Se fai un passaggio decisivo per la vittoria 1-0 è più importante di quando segni in altre partite che non vinci».
È nel pieno della maturazione, da capitano del Napoli ha più volte sottolineato che è un orgoglio portare la fascia.
«Ho sempre sognato di indossare la fascia di capitano del Napoli, per me è un grande orgoglio: giocare da napoletano con questa maglia e questa fascia è pesante, io sto cercando di farlo in maniera spensierata che è la cosa più importante per rendere al meglio».
Da capitano e da napoletano cosa si sente di dire ai tifosi azzurri?
«Di starci vicino nei momenti difficili: ci sono tante partite tra campionato, Champions League e coppa Italia e ci sta che in qualche gara si può andare in difficoltà. I napoletani vogliono vincere qualcosa e questo lo vogliamo anche noi, sappiamo che ci tengono tantissimo e quando non ci riusciamo ci dispiace quanto loro. Ripeto, chiedo ai tifosi di starci vicino per riprovarci tutti insieme anche quest'anno: se perdiamo non perdiamo solo noi giocatori, ma tutta Napoli, come quando vinciamo. Se stiamo tutti insieme, tutti uniti, possiamo fare di più».
Chi è il difensore più forte della serie A, il più difficile da superare?
«Uno l'abbiamo noi, è Koulibaly. E sono fortissimi anche Manolas e Maksimovic. Guardando agli avversari dico Chiellini, veramente un osso duro: Bonucci è forte, come il giovane olandese De Ligt, ma l'assenza di Giorgio è pesante per la Juventus. Gli faccio un grosso in bocca al lupo e spero che torni in campo al top al più presto».
E chi sono gli attaccanti più forti della serie A, quelli che le piacciono di più?
«Dico Immobile, a parte il fatto che siamo grandi amici, perché come bomber è veramente straordinario, la butta sempre dentro in tutte le occasioni. E a me piace molto Dzeko perché aiuta tanto la squadra e sa giocare molto bene al calcio: li ho tutti e due al Fantacalcio».
E Insigne ce l'ha al Fantacalcio?
«No, per scaramanzia non mi sono preso».
Le partite più belle in questi anni di Napoli?
«Partiamo dalle ultime in ordine di tempo: la vittoria dell'anno scorso in Champions al San Paolo contro il Liverpool e la partita di Parigi contro il Psg quando siamo stati raggiunti sul 2-2 all'ultimo, nel finale del match. E poi sicuramente quella di Torino contro la Juventus, la vittoria per 1-0 con gol di Koulibaly. Tornando più indietro quella di Champions contro il Real Madrid al San Paolo anche se abbiamo perso e prima ancora la vittoria in coppa Italia sulla Fiorentina per 3-1 con la mia doppietta. Ma ce ne sono tantissime altre, la scelta è difficile».
Il suo gol più bello?
«Scelgo sempre quello contro Klopp: la punizione contro il Borussia Dortmund al San Paolo, il mio primo gol messo a segno in Champions League».
Il suo rapporto con Mancini?
«Ho un grandissimo rapporto con lui, mi è dispiaciuto molto non aver potuto partecipare alle ultime due partite perché ero infortunato. Mi vede bene, mi sta dando fiducia e spero di ricambiarla sempre nel migliore dei modi».
Come vede il suo futuro in Nazionale?
«Innanzitutto pensiamo a fare bene nelle due partite di ottobre che possono essere importanti per farci qualificare prima. Poi spero di poter partecipare con l'Italia a giugno e di fare un grande Europeo insieme ai miei compagni».
L'Italia può fare un grande Europeo?
«Spero di sì, ci sono tanti giocatori di qualità e il mister sta mettendo tutti nelle migliori condizioni per poter fare bene».
Dell'ultimo gruppo azzurro ha fatto parte anche Meret, può restarci ancora lungo?
«Senz'altro. Ha grandi potenzialità e potrà continuare a migliorare, spero che anche lui possa partecipare all'Europeo».
Quale futuro s'immagina quando smetterà di giocare al calcio?
«Non ci voglio pensare, altrimenti già starei male adesso. Non riesco proprio a vedermi senza il calcio».
E per i suoi due figli pensa a un possibile futuro da calciatore?
«Adesso giocano al calcio e vanno in piscina, sono ancora piccoli, vediamo quello che vorranno fare».
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