Hamsik resta, pasticcio cinese:
ADL irremovibile, lui s'infuria

Giovedì 7 Febbraio 2019 di Pino Taormina

Salta tutto: Marek Hamsik rimane al Napoli, niente Cina. Almeno per ora, almeno fino a ieri sera, perché queste strane storie di calciomercato non sai mai quando finiscono per davvero. «Il discorso è chiuso», è perentorio De Laurentiis, a cui a un certo punto sono saltati i nervi, dinnanzi all’ennesimo rimescolamento delle carte degli intermediari del gruppo Wanda, proprietari del Dalian, e degli agenti dello slovacco, Venglos e Petras. Trattativa chiusa per davvero? Vedremo. Ma il tweet delle 19,15 è un colpo di teatro straordinario, degno davvero di un film di 007. «Il Napoli ha deciso di soprassedere alla cessione di Marek Hamsik ai cinesi poiché le modalità di pagamento della cifra pattuita non collimano con gli accordi precedentemente raggiunti». Cavolo, devono averla fatta davvero grossa questi cinesi per costringere il presidente del Napoli a questo altolà improvviso. Ma è evidente che può essere anche e solo una mossa tattica.

SCATOLE CINESI
Nella telefonata di sabato con cui De Laurentiis aveva dato - a malincuore- il via libera all’operazione, Venglos e gli uomini di Wang Jianlin, terzo uomo più ricco della Cina, proprietario della più grande società di real estate cinese, c’era l’intesa sul prezzo del cartellino dello slovacco: 20 milioni di euro. E anche sulla formula: a titolo definitivo. Poi, all’improvviso, nel colloquio di ieri, rinviato di ora in ora a causa della festività del capodanno cinese, ecco la nuova proposta: una prestito oneroso (5 milioni) più un diritto di riscatto (15 milioni). Insomma, una dilazione che non era nei patti. E neppure le garanzie bancarie a sostegno delle transazioni avrebbero soddisfatto il patron del Napoli. Che ha deciso di far saltare la trattativa. Un bluff o è la parola finale a una trattativa iniziata all’improvviso, venerdì scorso, e tramontata in maniera altrettanto improvvisa? L’impressione è che quello di ieri sia un aut aut, con pochi margini di trattativa: o si fa come ci siamo detti - dice il Napoli - o Hamsik resta qui. La palla (avvelenata) passa ora nelle mani di Venglos, il suo storico agente. Che ha recitato una parte importante nella creazione di questo caos attorno al calciatore. Dandogli per scontati degli accordi che, invece, non erano ancora definiti. Di certo, De Laurentiis ora è travolto dalla tempesta del dubbio. E quando De Laurentiis dubita, quando è assalito da presentimenti e cattive sensazioni nei confronti di qualcuno, è difficile che cambi idea, o che si rassereni. Per questo, ha deciso di compiere questo passo. 

 

CAMMELLO E MONETA
D’altronde, De Laurentiis qualche messaggio a quelli del Dalian già lo aveva mandato. «Ci sono dei cinesi che vogliono fare i napoletani più dei napoletani...». Un modo per dire, che guai se dovessero pensare di fare i furbi. Con lui, poi. Il punto è un altro: se è vero che nella filosofia di De Laurentiis «pagare moneta vedere cammello», è anche vero che questa volta “il cammello” non l’ha presa per nulla bene. Perché poco prima dell’annuncio-choc, De Laurentiis ha chiamato personalmente il suo capitano per spiegargli le carte in tavola cambiate dagli emissari cinesi e per dirgli che non c’erano più le condizioni per concludere l’affare. Ma Marek non l’ha presa bene e pare che abbia espresso con amarezza (eufemismo) il suo rammarico (altro eufemismo) per la trattativa saltata. Ovviamente ce l’ha più con quelli del Dalian che con il Napoli. Ma in ogni caso non sarà semplice, nel caso in cui davvero l’affare dovesse sfumare, tornare ad amarsi come prima. Perché le ferite che lascerebbe questo mancato addio, sarebbero assai profonde.

I SEGNALI
In effetti è un autentico colpo di scena. Questo pasticcio cinese consegna ad Ancelotti un calciatore affranto che avrà bisognoso di una poderosa scossa per affrontare, eventualmente, il ritorno in campo. Era tutto troppo strano, a dire il vero: a Madrid le visite mediche sono organizzate fin da lunedì scorso, rinviate di giorno in giorno proprio perché il Napoli non ha autorizzato mai la partenza. Tant’è che si è pure allenato (stamane deciderà se farlo). Eppure De Laurentiis era stato chiaro nel dettare le condizioni anche di natura finanziaria. Venglos in prima battuta lo aveva rassicurato: si farà. Non è andata così. Richard Hamsik, il papà del capitano azzurro, aveva svelato in una intervista rilasciata in Slovacchia che tra le ragioni della sua partenza c’era anche «la frustrazione per il fatto di non aver mai vinto un campionato». Una chiave di lettura inedita. «Mio figlio non avrebbe mai preso in considerazione il trasferimento in Italia o in Europa: non avrebbe mai tradito Napoli». Né il Napoli avrebbe tradito lui. Quell’ingaggio da 9,5 milioni di euro può attendere. La Cina, al momento, è dall’altra parte della Luna.

Ultimo aggiornamento: 12:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA