Higuain pericolo numero 1
il Napoli prepara la gabbia

Venerdì 31 Marzo 2017 di Pino Taormina
Non c’è niente da fare. Quella di domenica sarà soprattutto la notte di Higuain che torna al San Paolo. Da avversario del Napoli e nella parte del nemico. Giusto per rendere ancor più aspro ogni piccolo secondo che annuncia una sfida, quella con la Juve, che nella storia non ha mai avuto bisogno di additivi per divenire importante. Da quando è tornato dall’Argentina, Gonzalo lavora per non farsi trascinare nel gorgo del duello tutto personale con il suo passato. Perché i tre anni al Napoli sono stati importanti per Higuain uomo e per la sua carriera. 
Sarri non ha bisogno di svelare le sue mosse anti-Pipita: non lo marcherà a uomo e non è spocchia. Per l’argentino ha in mente una gabbia speciale, anche senza marcature asfissianti. Attenzione, questo non significa che i difensori del Napoli non marcheranno Higuain da vicino: ancora una volta ieri mattina, per circa tre ore, tra lavoro in campo e davanti ai dvd, Sarri ha mostrato ai suoi difensori il lavoro offensivo dei bianconeri, di Higuain con la maglia della Juve e il modo per provare a neutralizzare l’ex azzurro. Il drone è spuntato sul campo di Castel Volturno e ha svolazzato a lungo sulle teste dei difensori nel corso della mattinata. Una ripetizione maniacale dei movimenti, tutti ripresi e riproposti, con Sarri a dirigere come sempre in prima persona l’allenamento specifico. In fondo c’è la Juve e questo lavoro extra, solo per difensori, serve per provare a dare qualche sicurezza in più. Sarri si è rivolto ad Albiol e Koulibaly in particolare (ma in generale ai difensori) a cui spetterà il compito di chiudere a forza il genio nella lampada. 
 


Difficile vedere novità sotto il profilo dello schieramento tattico nella gara di domenica: Sarri manderà in campo una linea a 4, al di là della scelte di Allegri e della strategia che adotterà l’allenatore della Juventus anche alla luce dei problemi fisici di Mandzukic (in forte dubbio), di Dybala (si capirà oggi se potrà essere recuperato) e di Pjaca (sicuro il suo forfait). In campionato, il Pipita iniziò la gara dello Stadium con Mandzukic come spalla. Higuain non segna da 4 gare in campionato ma nelle due gare contro il Napoli ha segnato sia in campionato che in Coppa Italia. Considerato che Gonzalo va dove lo porta l’ispirazione del momento, la zona è in ogni caso la soluzione più logica, con un difensore sempre pronto a uscire per il raddoppio. Nel primo tempo della gara del 29 ottobre, che Sarri ieri ha (ri)mostrato agli azzurri, è stato il possesso palla l’arma in più del Napoli: il tecnico napoletano ha spiegato che la linea alta è l’unica arma per annullare Higuain e per evitare di fargli sfruttare la possibilità di andare in profondità. O di ricevere in profondità, quando Gonzalo diventa letale. Meno palloni sui piedi dei playmaker bianconeri, meno possibilità di servire in verticale Higuain. O in alternativa, senso della posizione per poterlo far finire in fuorigioco. Bisogna quindi presidiare gli spazi, e insospettirsi quando il corridoio centrale pare vuoto: vuol dire che Higuain sta preparando l’inserimento di uno dei centrocampisti. Sarri ha a lungo lavorato sulle cosiddette “linee di passaggio” e sulla difesa schierata. Molti dei gol subiti dagli azzurri provengono da palle che arrivano dalle fasce: lancio dall’esterno e difesa che va in tilt. Sarri ha dunque ieri mattina spinto sull’aspetto mentale: bisogna, ha detto, tenere la posizione sui cross della Juventus, accorgersi in anticipo dei tagli di e per Higuain, soprattutto quelli che avvengono alle proprie spalle. Meglio a una o due punte? Per Sarri non c’è differenza anche perché sa bene che la Juve interpreta i vari momenti della partita giocando con più moduli. Sarri che affronta Higuain per la terza volta in stagione ha ricordato come Gonzalo anche nella Juve non è punto di riferimento vista la sua abilità a spaziare sull’intero fronte offensivo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 08:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA