Insigne prenota un gol al Milan:
dopo l'Italia vuole ancora stupire

Venerdì 20 Novembre 2020 di Roberto Ventre

Insigne si è preso tutto, Napoli e Nazionale. Lo scatto decisivo con Gattuso e Mancini, due allenatori che hanno creduto subito in lui facendolo sentire importante per il Napoli e per l'Italia. E in lui è scattata definitivamente la molla: la qualità tecnica l'ha sempre avuta, come lo spirito di sacrificio e la voglia di migliorarsi, ora è cresciuto in consapevolezza dei propri mezzi e personalità.

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RINGHIO E MANCIO
A ventinove anni è nel pieno della maturità calcistica, mentalmente e atleticamente è al top della condizione. Il piccoletto di Frattamaggiore è sempre più un gigante, un leader sia nel Napoli che nella Nazionale: sprona i compagni, li incita, non molla mai. Capitano del Napoli, ha indossato la fascia nel secondo tempo dell'Italia contro la Bosnia, la stagione è cominciata nel migliore dei modi nonostante l'infortunio muscolare accusato contro il Genoa che lo costrinse a stare fuori quasi un mese e quello di lieve entità subito con la Real Sociedad. Un trascinatore Lorenzo che ora vive con grande serenità anche il suo rapporto con Napoli, rapporto che in passato ha riservato più di un momento di tensione con la piazza azzurra. Un ragazzo tutto pallone e famiglia, l'allenamento a Castel Volturno e i momenti di relax nella sua casa vista mare a Posillipo con sua moglie Jenny e i figli Carmine e Christian: anche ieri di ritorno dalla splendida prestazione con l'Italia si è rilassato in mattinata in famiglia e poi in pomeriggio ha svolto un allenamento facoltativo al centro sportivo (una seduta di scarico alla quale hanno partecipato anche Mertens e Di Lorenzo) e la sua concentrazione già rivolta pienamente alla sfida con il Milan. Da giugno ha un nuovo procuratore Vincenzo Pisacane, napoletano, tra loro c'è un legame speciale. «Lui più sereno dopo aver cambiato agente? Non credo di avere alcun merito - ha spiegato Pisacane a Radio Marte - Quelli vanno alla squadra, all'allenatore e alla famiglia. Gattuso gli ha dato il giusto peso, il mister l'ha sempre reputato importante. Contestazioni dei napoletani? Le sue spalle sono belle larghe, le cavolate non gli fanno più nulla, mi altero più io. Fu preso come capro espiatorio del famoso ammutinamento ma è fuori di ogni logica: quella fu una decisione di gruppo. Se c'è una cosa da dire Lorenzo è sempre il primo da colpire». Lontanissimo quel momento nero, ora Lorenzo è più che mai un protagonista con il Napoli e con la maglia numero 10 dell'Italia che sta indossando alla grande senza avvertirne il peso. «La 10 nel Napoli potrebbe pesare? A Napoli è una divinità, quindi peserebbe a chiunque. Non credo sia neanche giusto darla ad altri perché è stata di Dio, lasciamola dov'è», ha aggiunto Pisacane.


IL MOMENTO MAGICO
Lorenzo continuerà a giocare con la numero 24, la sua maglia portafortuna, adesso sta rendendo al meglio anche per la collocazione migliore possibile a livello tattico: esterno sinistro nel 4-3-3 di Mancini, come lo fu con Sarri, e nello scorso campionato con Gattuso e sta funzionando al massimo anche nel nuovo 4-2-3-1 di Ringhio. Una svolta anche come impiego, ora taglia sempre più spesso dalla fascia verso il centro rimanendo nel vivo del gioco, tocca più palloni ed è più determinante come assist e gol. Questo l'ulteriore step di Insigne che sta diventando sempre più un uomo squadra.


PRESENTE E FUTURO
Si gode il presente, attimo dopo attimo, il momento più bello della sua carriera in Nazionale dove mai aveva raggiunto questi livelli e uno dei più belli anche con il Napoli. Lorenzo ha un contratto fino al 2022 e del rinnovo se ne parlerà con calma più avanti tra il direttore sportivo Giuntoli e il suo agente Pisacane, in questo senso non c'è nessuna fretta partendo dal presupposto di base della volontà reciproca di proseguire insieme. C'è tempo, quindi, il discorso verrà affrontato più in là e intanto Lorenzo si sta sempre più consacrando la bandiera del Napoli, come lo furono Del Piero per la Juve e Totti per la Roma: questa appena cominciata per lui è la nona stagione consecutiva in maglia azzurra dopo l'esordio nel 2010 a Livorno con Mazzarri.


LA SFIDA A GIGIO
Domenica ritrova Donnarumma da avversario, il suo compagno di nazionale, il portiere di Castellammare: gli ha già segnato tre gol, e in totale ai rossoneri di gol ne ha realizzati sei (il primo nel Napoli-Milan 2-2 del 2012-2013 e poi la doppietta nel 4-0 a San Siro del 2014-2015). E ora prende la mira per la supersfida alla capolista e per il suo primo gol in questo campionato al San Paolo (l'ultimo lo mise a segno nel 3-1 alla Lazio il primo agosto, ultima giornata dello scorso campionato), i primi due li ha segnati in trasferta con Parma e Benevento.

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