Juve, Inter e Napoli: si fa sul serio
Ecco le vere sfide del campionato

Lunedì 9 Settembre 2019 di Francesco De Luca
Dopo le due prove generali la stagione entra nel vivo. Le big si preparano ad affrontare un ciclo di 7 gare in quattro settimane tra campionato e coppe. Sabato la serie A riparte con le tre candidate allo scudetto in campo: la Juve e l'Inter, come da pronostico in testa alla classifica, giocano contro la Fiorentina al Franchi e l'Udinese al Meazza; il Napoli, che ha bruciato per un errore di Koulibaly l'occasione di tornare da Torino con un buon punto dopo una clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3, ospita la Samp reduce da due pesanti sconfitte. Nei primi 180' si sono visti un po' dovunque cantieri aperti, con punteggi eccezionali (gli azzurri, ad esempio, hanno segnato 7 gol e ne hanno subiti 7) e partite in cui le difese sono apparse scarsamente reattive, come è accaduto in Juve-Napoli e nel derby di Roma, finito con un pareggio e sei pali. I numerosi cambi di guida tecnica hanno inciso su questo avvio, laddove per il Napoli (al secondo anno con Ancelotti) c'è da registrare la difficoltà ad adattarsi al 4-2-3-1, terzo modulo in un anno. Brillante il Torino di Mazzarri, grazie all'anticipato inizio di preparazione per conquistare la qualificazione in Europa League, poi sfumata: nella seconda coppa europea vi saranno soltanto Lazio e Roma. Verdi sarà la carta in più per i granata: ha voglia di riscatto dopo la deludente esperienza napoletana. La fase di rodaggio ha riguardato anche gli arbitri: al di là delle nuove regole sul fallo di mano, dure da digerire, c'è la necessità che vi sia piena sinergia tra chi è in campo e chi al Var.

 

IL VIGORE NERAZZURRO
Difficoltà non sembra averne l'Inter. Conte è partito di slancio, 6 punti e 6 gol contro Lecce e Cagliari: la sua creatura si è rafforzata con un maxi-investimento da 155 milioni e si è liberata dell'ossessione mediatica rappresentata dalla coppia Icardi-Wanda. Il 3-5-2 dà vigore alla squadra, che appare pronta per affrontare il doppio impegno dopo anni di travagli. La disponibilità economica della proprietà cinese ha consentito al manager Marotta di effettuare ottimi colpi. Si è avuta un'immediata risposta da Lukaku, a centrocampo brillano Sensi e Barella, la difesa è compatta. L'ex ct della Nazionale ha riacceso la luce in un gruppo che aveva vissuto stagioni amare dopo il Triplete del 2010, con ben 11 allenatori alternati in panchina. Il primo match di Champions, martedì al Meazza, è contro lo Slavia Praga, la più debole del girone: di altra caratura il Borussia Dortmund, oltre ovviamente al Barcellona. Tutto bene, o quasi. Perché la scorretta lettura degli ultrà dell'Inter sui legittimi rilievi di Lukaku per i cori ascoltati a Cagliari («Non è razzismo») può creare imbarazzi al bomber belga, che viene da un mondo, la Premier League, in cui su certi argomenti non si scherza e contro i quali si adottano severi provvedimenti.
LE TENSIONI BIANCONERE
A dispetto delle due vittorie di misura - 1-0 sul Parma e 4-3 sul Napoli - la Juve non è partita bene, se si vogliono osservare le prestazioni attraverso le lenti di Sarri e non quelle di Allegri, cioè dell'assoluto pragmatismo. Maurizio prova a imporre l'Idea anche in una squadra che mette storicamente il risultato davanti a tutto e che per riuscirvi ha operato fortissimi investimenti: secondo l'analisi del centro studi Cies, la Juve ha speso 1.272 milioni negli ultimi dieci anni, in cui sono arrivati 8 scudetti ma nessun titolo europeo. Il Napoli ha investito la metà (693 milioni) nello stesso periodo, meno di Inter e Milan, tuttavia è stato il club che ha conquistato più volte la piazza d'onore: quattro volte secondo. Non è soltanto per il suo passato napoletano che Sarri ancora non è entrato nel cuore del popolo bianconero: ha bisogno di tempo per perfezionare i meccanismi. In questo contesto emergono tensioni nello spogliatoio: Dybala è partito dalla panchina; Emre Can e Mandzukic sono stati esclusi dalla lista Champions e la protesta del tedesco è stata vibrante. La domanda è: riuscirà Sarri, che nella sua carriera ha sempre diviso la squadra tra titolari e riserve, a gestire questo gruppo? A Londra ha saputo superare la forte iniziale diffidenza dell'ambiente vincendo l'Europa League col Chelsea (oltre al terzo posto). L'esordio Champions è da brividi, in casa dell'Atletico Madrid eliminato dai bianconeri nella scorsa edizione e quest'anno intenzionato a vincere la Liga e a conquistare la finale di Coppa, come lasciano pensare investimenti per 329 milioni, il top in Europa nei mercati inverno-estate 2019.
I DUBBI AZZURRI
Intorno al Napoli c'è un'aria strana. Come se non avesse fatto un mercato di qualità (subito dopo De Ligt e Lukaku, i cartellini di Lozano e Manolas sono stati i più pagati) e non avesse perso un punto a Torino, ampiamente meritato, per un errore di Koulibaly, che sta pagando un difficile inizio di stagione. La squadra e Ancelotti vanno accompagnati in una stagione più complicata della precedente perché l'Inter è una squadra forte e con legittime chance scudetto. Ma, oltre a sottolineare gli errori tattici e i limiti di personalità visti per un'ora contro la Juve, il tecnico deve valutare, e in tempi brevi, se gli azzurri sono in grado di reggere il 4-2-3-1. Un anno fa, dopo essere partito con il 4-3-3, Carlo era passato al 4-4-2, in cui vi era più equilibrio ma anche un eccellente sacrificato, Insigne. È possibile che sugli sbandamenti della squadra, su questi spazi ampi tra centrocampo e difesa concessi ai viola e ai bianconeri, incida la forma non ancora brillante di alcuni giocatori, però occorre una copertura più accurata: a Torino è apparso evidente il maggiore equilibrio con il cambio di assetto. L'intenzione di aggredire gli avversari resta ed è sostenuta da un attacco che, in attesa del reale recupero di Milik, si è rafforzato con Lozano e Llorente, un talento purissimo e un bomber esperto che può dare alla squadra quella forza fisica che serve in area. Magari a cominciare - se le condizioni fisiche glielo consentono - dalla sfida di martedì a Fuorigrotta contro il Liverpool, affrontato dallo spagnolo per 8' con la maglia del Tottenham nella finale Champions, vinta dai Reds per 2-0. I campioni d'Europa tornano a Napoli a un anno da quella straordinaria partita che gli azzurri vinsero grazie al gol di Insigne al 90' e alla mossa di Ancelotti, che piazzò un altro difensore puro a destra, Maksimovic. Il Napoli giocherà due volte in quattro giorni nel rinnovato San Paolo e conta di avere la spinta della sua gente, ora quanto mai preziosa.
© RIPRODUZIONE RISERVATAUltimo aggiornamento: 10 Settembre, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA