Napoli, la lunga notte di Capodichino:
l'abbraccio dei diecimila agli eroi azzurri

Lunedì 23 Aprile 2018 di Gennaro Arpaia

La lunga notte di Napoli comincia al fischio finale di Rocchi, quando il migliaio di azzurri presenti all’Allianz Stadium tolgono la maschera e alzano le mani al cielo, festeggiando la vittoria storica dei beniamini azzurri. La festa a Torino, però, dura poco, perché in un attimo percorre quasi per intero il Paese e arriva dritta a Napoli. La città si riempie di auto pronte a far baldoria, la corsa è unica. Dal lungomare alle vie del centro, poi fino a Capodichino, dove gli azzurri rientreranno. L’aeroporto aspetta l’abbraccio dei napoletani, la tangenziale si riempie di colpo in un verso e nell’altro. In un attimo il popolo napoletano si riversa tra le strade e aspetta l’arrivo de Napoli.
 

 

Sarri e gli azzurri ritardano. La partenza, in precedenza prevista per la mezzanotte, si sposta fino all’1.30. Ed è comunque un piacere per i tifosi, visto che per qualche minuto l’ordine pubblico aveva fatto temere per il peggio con conseguente cancellazione del volo di ritorno. A Capodichino, intanto, si canta: «Napoli torna campione», «Figli del Vesuvio», poi, ovviamente, non mancano gli sfottò all’odiata rivale Juventus, battuta in casa propria e nel modo più crudele, col gol vittoria allo scadere. «Forza ragazzi, noi ci crediamo», si leva alto tra le strade. E come non crederci, visto il -1 ora dai bianconeri e la spinta incredibile raccolta per questa rincorsa scudetto.
 

L’aereo con gli eroi azzurri atterra sulle piste napoletane alle 2.49. Il bus tentenna, poi sfida la folla. Nessun azzurro è seduto al suo posto, tutti provano a filmare i tifosi mentre i tifosi filmano il pullman azzurro. Cori per tutti gli eroi dello Stadium. Hysaj e Insigne ballano a ritmo del pubblico. Pepe Reina, seduto nelle retrovie, guarda con gli occhi sbarrati i 15mila presenti all’aeroporto che si agitano tra una bandiera e un fumogeno. Tra i più acclamati il capitano Hamsik e il match winner Koulibaly. Il percorso degli azzurri taglia in due la folla, ma il bus riesce a liberarsi solo alle 4.10 dell’amore della gente. I più coraggiosi fanno da corteo tra auto e scooter, tutti ad affiancare il pullman fino a Castel Volturno, dove ci sarà il rompete le righe ufficiale. È piena notte, ma in città sembra l’ora di punta. Le sciarpe e le trombe usate per l’occasione tornano a casa solo quando l’alba fa capolino. La gente, dopo gli abbracci in aeroporto, spera di potersi incontrare ancora tra poco meno di un mese. Quella di stanotte, in fondo, è stata solo la prova generale per l’assalto finale allo scudetto.

Ultimo aggiornamento: 14:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA