Juventus-Napoli, è delirio sui social:
«Vogliono rubarci un'altra partita»

Domenica 4 Ottobre 2020 di Delia Paciello
Un vero e proprio caso quello di Juve-Napoli, con i tifosi in tilt dopo la decisione dell’Asl di competenza di bloccare la partenza della squadra di Gattuso verso Torino nel rispetto delle norme anticovid. Proprio come tutti gli altri cittadini della Regione Campania infatti i calciatori del Napoli sarebbero soggetti al regolamento per il contenimento dei contagi indetto dal presidente De Luca. Eppure davanti alla decisione dell’ente di competenza il popolo dei social si divide. Qualcuno punta già il dito sul governatore eletto pochi giorni fa con grandissimo consenso popolare: all’idea di una possibile sconfitta a tavolino contro la più acerrima rivale i tifosi azzurri non ci vedono più e se la prendono anche con il loro politico preferito. «Se perdiamo 3-0 con i bianconeri per colpa dello sceriffo, allora non è vero che vuole il bene dei napoletani»; «Ma se la Juve vuole giocare, perché si deve fare il problema De Luca? Sono tutti adulti, decidessero i club invece di mettersi contro la Figc e farci perdere», si legge sul web. Tanti altri però vedono la decisione dell’Asl campana coraggiosa e giusta, l’unica cosa saggia da fare in questa situazione: «Se il Genoa scova ancora nuovi contagi dopo una settimana, come possiamo pensare che nel Napoli fra qualche giorno non spuntino altri positivi?»; «È giusto così, il virus può stare in incubazione»; «Ma finora Elmas non è stato con la squadra? Se lui è positivo può aver certamente contagiato altri del club e fra qualche giorno potremo verificare»; «Ma siamo gli unici con coscienza in Campania, che proviamo a limitare i contagi? Giustamente quelli del Nord se ne fregano di viaggiare e contagiare in giro»; «Perché mai i giocatori non dovrebbero rispettare la prassi?»; «Ci dobbiamo preoccupare noi di tutelare i bianconeri, e poi loro fanno quel comunicato vergognoso?», è lo sfogo dei napoletani.

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E proprio il comunicato della Juventus, attraverso il quale il club fa sapere che la squadra di Pirlo scenderà comunque in campo per l’incontro, sta scatenando in queste ore panico e rabbia fra i tifosi azzurri. Ad esso si aggiunge anche la conferma della gara in programma senza rinvii da parte della Lega Serie A : «Possibile che l’Asl blocca la partenza dei nostri per motivi di forza maggiore, per tutelare la salute pubblica e anche la loro, e la Lega unita con la Juve si permette di opporsi?»; «Ma anche fra i bianconeri ci sono dei positivi e hanno pure il coraggio di porsi così»; «Delinquenti fino alla fine, il rispetto delle regole non è il loro forte»; «Con l'aiuto del palazzo tentano di rubare una partita che in campo non potrebbero vincere», è lo sfogo per le piazze virtuali. 
 
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«Tutta colpa del Genoa», rimugina qualcuno. E forse l’esperienza dei cugini rossoblù non basta per far capire la pericolosità di continuare a giocare con calciatori che sono stati a contatto in squadra con positivi. «Aspettano che ci scappi il morto per Covid anche in Serie A, solo così forse la Figc capisce. Finché sono asintomatici o stanno comunque bene, devono continuare a fare business», punge qualcun altro.

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Certo è che diventa difficile pensare che il giudice sportivo possa assegnare i tre punti a tavolino davanti a un impedimento di forza maggiore che riguarda, tra l'altro, uno stato di emergenza relativo alla salute pubblica. Anche perché l’ultimo verbale Cts sul calcio è chiarissimo, e nel finale recita proprio così: «Richiamando gli obblighi di legge sanciti per il contenimento del contagio dal virus da SARS-CoV-2, ribadisce la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale competente e, per quanto di competenza, del medico sociale per i calciatori e del medico competente per gli altri lavoratori del gruppo squadra».  Dunque quello che decide l’Asl è cassazione. Che la Juve e la Lega vogliano o no. Ultimo aggiornamento: 12:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA