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«Kvaratskhelia è un fenomeno,
così conquisterà il Napoli»

Sabato 4 Giugno 2022 di Bruno Majorano
«Kvaratskhelia è un fenomeno, così conquisterà il Napoli»

Gennaio 2019: un giovanissimo Khvicha Kvaratskhelia approda alla Lokomotiv Mosca. Si tratta della sua prima grande esperienza lontano da casa, dalla sua Georgia e da un campionato nel quale era già considerato un predestinato. Ad accoglierlo sulla panchina della Lokomotiv trova Jurij Semin, vero e proprio santone del calcio russo. Semin (che oggi è alla guida del Rostov) non ha impiegato troppo tempo per rimanere folgorato da Kvaratskhelia e ancora oggi lo considera uno dei suoi piccoli grandi figliocci del calcio russo.

Come lo racconterebbe ai tifosi del Napoli?
«Facile: Kvaratskhelia è un giocatore straordinario».

Adesso ci ha ingolosito: ci dica di più.
«Personalmente lo seguo da quando aveva 15 anni e a distanza di tempo riesce ancora a sorprendermi sempre».

Cosa le piace di questo ragazzo?
«Vive per il calcio e si vede che ha la passione dentro. D'altra parte suo padre è stato un calciatore professionista e gli ha trasmesso tante. Ma in assoluto Khvicha è un talento puro».

C'è una qualità che spicca più delle altre?
«Ha il dribbling nel sangue. Gli piace saltare uno, due, anche tre avversari e poi puntare verso la porta. È fortissimo con entrambi i piedi, anche se con il destro è decisamente più pericoloso. È abile nel tirare i calci d'angolo e sta migliorando più in generale su tutti i calci piazzati».

Nell'ultima gara della con la maglia della nazionale georgiana ha segnato un gol bellissimo...
«Non mi stupisce. Khvicha è uno che trasmette emozioni alla gente e non è un caso se quando ha giocato contro Gibilterra lo stadio è letteralmente impazzito per i suoi colpi. Pensate, durante l'intervallo una parte del pubblico si è spostato da un settore all'altro per seguirlo da vicino. Raramente mi è capitato di imbattermi in un giocatore che fa innamorare così tanto la gente. E non dimentichiamoci che il popolo georgiano è abituato bene dal punto di vista tecnico: ai tempi dell'Urss li chiamavano brasiliani dell'Unione Sovietica».

Che ragazzo è fuori dal campo?
«Sa cosa vuol dire la parola disciplina. Segue le indicazioni del suo allenatore, è rispettoso e molto attento ai consigli che arrivano da parte dei compagni di squadra più esperti. Sotto questo punto di vista, infatti, è georgiano al 100%».

Come pensa che sarà il suo adattamento nel calcio italiano?
«Prima di tutto sarà importante che gli si dica bene quelle che sono le aspettative sul suo rendimento. Anche perché Khvicha è un ragazzo sveglio e quindi riesce ad assorbire bene ogni indicazione. Rispetto a quando lo allenavo io a Mosca è cresciuto fisicamente ed è molto maturato mentalmente. Ma in assoluto è un ragazzo sveglio: impara in fretta e vuole sempre migliorare».

Un consiglio che gli darebbe?
«Quando era arrivato in Russia non parlava la nostra lingua, poi ha imparato. Ecco la prima cosa che deve fare è cominciare subito a studiare l'italiano. Sarà fondamentale».

A Napoli troverà Spalletti, allenatore che lei conosce bene.
«Sono felice che sarà diretto proprio da Luciano, lo stimo molto sia come professionista che come uomo. Con lui Kvaratskhelia non potrà far altro che crescere sotto tutti gli aspetti. E ne approfitto per augurargli il meglio a Napoli, se lo merita. Una cosa è certa: spero di venire un giorno allo stadio Maradona per assistere a una sua gara con la maglia azzurra»

Come lo vede nel Napoli?
«Napoletani e georgiani non sono poi così differenti e quindi penso che il suo ambientamento non sarà difficile. Come caratteristiche di gioco mi ricorda molto Insigne, e anche il ruolo è proprio quello. Sono sicuro che sia pronto a fare un salto di qualità».

Punti di forza?
«A livello offensivo è già a buon punto».

Punti deboli?
«Deve migliorare e crescere nei contrasti e studiare bene come si difende da squadra. D'altra parte si tratta di un'arte nella quale gli italiani sono dei maestri».

Ultimo aggiornamento: 16:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA