Napoli, pari nel segno di Osimhen:
il bomber alla ricerca dell'impossibile

Venerdì 17 Settembre 2021 di Marco Ciriello
Napoli, pari nel segno di Osimhen: il bomber alla ricerca dell'impossibile

Piedone e testone: Victor Osimhen mette il suo corpo tra sé e il Leicester a favore del Napoli. Quasi che davvero come Enea parla ad Acate: «Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt» cioè: «La storia è lacrime, e l'umano soffrire commuove la mente». Il Napoli soffre in difesa, regala due gol, ma mai la partita, anzi, sperpera, poteva chiudere il primo tempo con quattro gol di vantaggio e invece va in apnea solo di risultato come con la Juventus, subisce le ripartenze e poi, però, concretizza la sua occupazione del campo, il suo possesso, le sue costruzioni, con due gol di Osimhen che potevano anche essere tre.

È un ottimo esordio in Europa League, andare due gol sotto e recuperarli senza smettere di tenere il gioco, molto aiuto arriva dai cambi, ma il tanto è dell'attaccante nigeriano. Dribbla, danza, scarta, si invola, qualche volta non vede la porta, ma poi quando la vede esagera: con un pallonetto che ha evocazioni da Drogba, per la forza che sprigiona e per come annoda i suoi movimenti perfetti ai giri del pallone: un appuntamento rispettato, aggancio e pallonetto, non proprio un gesto facile ai danni di Kasper Schmeichel (1,89), giusto effetto, dopo essersi bevuto anche Vestergaard. Una discesa da sciatore e poi un colpo da pallavolista ma con i piedi, una summa sportiva, giocando a calcio. Il secondo gol è un colpo di testa su cross di Politano, sale altissimo e la gira benissimo, anche qua con una precisione da malefico fuoriclasse, seppure acerbo nelle sue esagerazioni, la somma dei due gol, fanno immaginare un grande futuro per l'attacco del Napoli. Osimhen ha una vitalità enorme che lo porta a correre e sperperare, un invasato che vorrebbe ogni pallone e che spesso si trova oltre per un eccesso di foga, appena correggerà anche queste voglie capendo che deve capitalizzare la sua forza, il Napoli avrà un grande attaccante. Per ora ha un ragazzo di talento che sa segnare quando serve, aiutando la squadra a rimettere in piedi una partita che era distesa su un lato ingiustamente quello del Leicester. Ci mette due pezze dai colori sgargianti che coprono anche i due buchi difensivi napoletani, che di certo Spalletti non dimenticherà.

 

Poteva essere un'altra partita, ma ci sta a questo punto della stagione, manca ancora molto alla perfezione alta del Napoli, al suo stare in campo, e queste partite possono tornare utili per capire gli errori da non commettere, soprattutto quando si gioca con una mentalità vincente e senza cambiare atteggiamento in doppio svantaggio. Se Petagna non la batte troppo lunga Osimhen si ritrova anche la possibilità di fare il terzo gol nel recupero e si riderebbe ancora di più, oltre il sorriso del ragazzo nigeriano e le sue dita puntate al cielo dopo la doppietta.

Osimhen ha sfoderato un catalogo di gesti calcistici notevoli, che va a confermare quelli mostrati in passato, gli serve una disciplina maggiore, e un dominio migliore della sua forza, il resto è già nel campo, nel suo andare a cercare sempre il gol in ogni modo che sia la testa o un piede, con un dribbling aereo o con un salto. Ogni suo movimento provoca lo spostamento di due uomini, è un trascinatore d'area che deve lavorare ancora molto sul tiro, potrebbe vedere la porta molto di più. Vederlo ricercare il gol, pur nelle sue asprezze, riconcilia con il calcio, perché la sua è una ricerca bambina che non ha perso ingenuità e sogno: il non essere ancora adulto gli permette la ricerca dell'impossibile e il toccare l'improvvisa bellezza: con punte di trash calcistico che hanno toni d'eccelso. 

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