Così Lozano ridisegna l'attacco
del Napoli: si sfonderà al centro

Mercoledì 14 Agosto 2019 di Marco Giordano
Recupero alto palla più alto, ripartire in velocità per arrivare, sfruttando gli spazi, nell'area di rigore avversaria trovando la perfetta equazione tra spazio e tempo: questo il mantra di Carlo Ancelotti per la nuova stagione, questo il motivo per cui il Napoli è stato trasformato in un 4-2-3-1, per rispondere a questi principi, per rendere la squadra più aggressiva, più offensiva. Questo è il motivo per cui è arrivato Manolas per sostituire Albiol: perché è necessario un centrale che sappia supportare Koulibaly nel pressing alto e sia forte nell'uno contro uno, visto che si giocherà molto più sui duelli.

 

IL PRESSING SU ALLAN
Questo è il motivo per il quale Ancelotti ha sempre fatto le barricate per trattenere Allan, uomo chiave per stringere il campo. Questo è il motivo per il quale James Rodriguez resta il sogno per quella capacità di verticalizzare, accelerando i tempi della manovra come pochi in Europa. Questo è il motivo per cui Hirving Lozano è stato acquistato: le percentuali migliori del messicano si riscontrano in alcuni fondamentali e sono esemplificative del motivo per cui spingere per acquistarlo, fino a spendere 42 milioni.
Questi fondamentali con le maggiori percentuali di completamento sono gli interventi in pressing ed i dribbling provati, sintomo di un calciatore perfetto per recuperare palla anche molto in alto per poi ripartire e creare superiorità numerica. Il terzo valore con la pagella' più alta per Lozano è una naturale conseguenza: quello del counter-attack, dell'attacco in contropiede.
CAMBIO A DESTRA
El Chucky è l'attaccante da calcio posizionale che Carlo Ancelotti può utilizzare per variare fisionomia al suo Napoli, anche nella stessa azione, sfruttando la duttilità e soprattutto l'intensità sul breve che uno come Lozano riesce ad esprimere.
Le istantanee lavorate, risalenti allo scorso 27 luglio, sono legate al match di SuperCoppa d'Olanda, nella sconfitta del PSV contro l'Ajax. Lozano parte a destra in una linea a 4 (segnalata in giallo), con due mediani (cerchiati in rosso) a formare uno schieramento accostabile al 4-2-3-1 con 4 calciatori offensivi. Per aprire la difesa, uno dei 4 arretra per attirare un difendente verso l'alto, come dimostra l'istantanea seguente: il PSV passa ad un attacco a tre puro, uno degli attaccanti si abbassa in posizione di rifinitura e trasformando la squadra, in pochi secondi in un 4-3-3. Lozano, come indicato dalla freccia bianca, detta con il movimento del corpo, il passaggio al compagno che cerca la traiettoria indicata dalla freccia gialla. L'intenzione di Lozano è quella di ricevere, disegnando la linea di passaggio, tra terzino e centrale.
Lo sfruttamento dell'intensità e della velocità sul breve rappresentano un cambio epocale dell'asse destro del fronte offensivo del Napoli, stereotipato sul taglio alle spalle del terzino o del terzo centrale di Callejon con il lancio, quasi sempre, di Insigne. L'ultimo frame lavorato dimostra come Lozano non parta alle spalle, ma abbia sfondato il muro terzino-centrale con il timing giusto e si trova sul pallone tracciato dal compagno, pronto per andare alla conclusione, completando la transizione della squadra che ha sfruttato due moduli e facendo terminare a Lozano da punta centrale l'azione stessa.
HEAT MAP
Quello del messicano è un moto perpetuo sul terreno di gioco, come dimostra l'heat map della scorsa stagione. La mappa, attraverso la rilevazione del calore corporeo, spiega i movimenti sul campo di Lozano: la parte in rosso è quella di partenza e da dove nascono gli scatti, svelando come il punto di partenza alto a destra porta sia a stringere verso il centro sia ad andare verso il fondo per cercare il tocco per un compagno. Le macchie in arancione ed in giallo certificano l'intensità espressa sia in area di rigore sia sul fronte mancino dell'attacco. Sono, invece, piuttosto scarsi i ripiegamenti fatti nella propria metà campo, a dimostrazione di come non sarà facile chiedere a Lozano un certo tipo di lavoro tattico come chiesto per tanti anni a Callejon.
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