Maradona, a Napoli pellegrinaggio al murale ai Quartieri spagnoli: c'è anche Ferlaino

Edoardo De Laurentiis guida la delegazione del Napoli

Corrado Ferlaino tra i tifosi a largo Maradona
Corrado Ferlaino tra i tifosi a largo Maradona
Venerdì 25 Novembre 2022, 13:30 - Ultimo agg. 23:59
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Troupe televisive dall’Argentina, ma persino dalla Norvegia per osservare da vicino il rito (assai più religioso che pagano) del saluto dei napoletani per Maradona nel secondo anniversario della sua salita a Cielo. Tra la folla, nei Quartieri Spagnoli, in quello che ormai è Largo Diego Armando Maradona dove sorge il suo murale, tra i tanti napoletani, anche Corrado Ferlaino, il presidente che Maradona acquistò, lo rese condottiero e ne ebbe in cambio due scudetti tra i tanti trofei con la Coppa Uefa. È emozionato Ferlaino, che per Diego ha portato un mazzo di rose. «Sembra sia ancora qui tra noi - dice - ma il dolore che ho provato per la sua morte è ancora fortissimo. Lo hanno abbandonato. Poteva salvarsi». Va via tra i cori dei tifosi che ancora lo acclamano. 

Subito dopo, in una staffetta ideale, è arrivato il vicepresidente del Napoli Edoardo De Laurentiis, con al seguito Giuseppe Santoro e Guido Baldari. Per Diego in omaggio una composizione di fiori azzurri con il bianco a tratteggiare la scritta “D10S”. Molto emozionato, De Laurentiis non si è fermato a parlare con i giornalisti. 

Tra i presenti in piazza anche il giornalista Gianluca Di Marzio, il primo a dare la notizia in Italia della morte di Diego due anni fa. Oggi Di Marzio sarà ad un evento con Ferlaino alla Cascina verde di Varcaturo per ricordare anche papà Gianni, che Maradona lo scoprì quando era ancora ragazzino in Argentina. 

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È un pellegrinaggio continuo ai Quartieri Spagnoli con tanti napoletani, ma anche tanti stranieri con ragazzi arrivati non solo dall’Argentina, ma anche dalle nazionalità degli attuali giocatori in maglia azzurra: coreani, georgiani, polacchi. «Siamo napoletani attraverso l’amore per i nostri campioni e per Maradona. Essere qui è un omaggio ai napoletani e per il loro amore».

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