Maradona, dal San Paolo a Baires:
gli stadi del mondo piangono el Diez

Giovedì 26 Novembre 2020 di Gennaro Arpaia

Se la morte è il buio - come gli antichi hanno provato a insegnarci -, allora nella luce dev'esserci la vita. La luce che piano piano andava via nel pomeriggio d'autunno di ieri che ha portato in Italia come un ciclone la notizia della morte di Diego Maradona. Ma mentre il giorno lasciava spazio alla notte, ecco accendersi tutte le luci più forti: prima quelle delles strade, poi le piazze, le case e gli stadi. Uno, il San Paolo, ha deciso di non spegnersi mai. Un po' come fanno i fari, baluardi delle notti in mare, punti di riferimento per uomini che potrebbero sentirsi persi e vogliono solo tornare a casa. 

 

 

Le luci del San Paolo hanno accompagnato la notte di una Napoli che - almeno in parte - spera di poter cambiare nome a uno stadio che l'ha visto protagonista. Fuorigrotta si arroga il diritto di difendere il suo Diego, ma un giocatore così grande non può non aver lasciato un po' di sé in giro per il mondo. Wembley, l'Azteca, la sua prima casa come la Bombonera: ieri sera il Boca Juniors avrebbe dovuto giocare contro l’Internacional di Porto Alegre, ma la gara è stata ovviamente rinviata perché Diego è il calcio e senza Diego in Argentina ci si può anche fermare. Tutto spento, però, perché per i riflettori ci sarà tempo. Una luce, l'unica e fioca in lontananza, si accende sul palco della famiglia Maradona, quello in cui Diego è passato tante volte e tante volte ancora avrebbero voluto vederlo tutti.

Un legame viscerale per chi ha fatto partire la sua parabola dai campi d'asfalto. Un asfalto malconcio che rincorre la polvere, le caviglie malandate e le ginocchia sbucciate. Le strade di Villa Fiorito che portarono un giovane Diego fino all'Argentinos Juniors, la squadra che ebbe il merito di mettere sulle spalle di Maradona per la prima volta una numero 10 che cambierà il mondo e di dare per prima il suo nome allo stadio di casa. In migliaia a Buenos Aires sono scesi per la strada - quasi in un gemellaggio autentico, sincero con i pari grado napoletani - per omaggiare l'argentino ancora una volta. Mentre a Napoli si pensa a Diego intitolandogli lo stadio, in Argentina c'è chi lo ha già fatto anni fa: fiaccole, luci e speranza, mischiata a lacrime amare. È la notte del Diez, fatta di luci forti e ombre ingombranti. Come la sua vita, vissuta a pieno negli stadi del mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA